“La gestione delle telecamere spetta al Comune di Casina”

Un continuo rimbalzo di responsabilità tra il Comune di Casina e l'Unione dei Comuni montani in merito al funzionamento delle telecamere di videosorveglianza del paese. Interpellato dal gruppo di minoranza Casina Futura durante l'ultimo Consiglio comunale, il sindaco Stefano Costi ha dichiarato come l'amministrazione non fosse a conoscenza di eventuali guasti o malfunzionamenti siccome la gestione è demandata alla Polizia Municipale dell'Unione Montana.

Il 30 dicembre scorso, il capogruppo di Casina Futura Anna Fornili ha quindi esposto l'interpellanza anche davanti al Consiglio dell'Unione, che ha risposto come la gestione, manutenzione e implementazione del sistema delle telecamere di videosorveglianza del paese siano in mano al Comune, mentre la sola sicurezza è stata delegata alla Polizia dell'Unione che presiede tutto il territorio montano.

Un investimento pubblico da 90mila euro di cui nessuno vuole rivendicarne la gestione. A quanto emerso dal Consiglio dell'Unione, sembra che il sistema di videosorveglianza sia in fase di ampliamento e non funzioni più da agosto 2021, anche se la questione è sorta solo in novembre, dopo i tragici fatti di cronaca che hanno coinvolto un cittadino e per i quali le telecamere funzionanti sarebbero state decisive nell'accertamento dei fatti. "La maggior parte delle telecamere nei territori dell'Appennino sono dotate della tecnologia Ocr - spiega il presidente dell'Unione e sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi -. I lavori di ampliamento consistono nel riconvertire le telecamere che ancora funzionano a memoria interna con la nuova tecnologia Ocr e metterle in rete, in modo da centralizzare il controllo alla stazione della Polizia dell'Unione".

"Dopo due interpellanze, due consigli e un accesso agli atti non riusciamo ancora a dare risposte chiare ai cittadini su quando verrà riattivato il servizio di videosorveglianza - commenta il gruppo Casina Futura -. A nostro modo di vedere siamo davanti a un fatto grave: in Consiglio comunale il sindaco ha scaricato totalmente la responsabilità sull’Unione quando invece la questione è sempre stata in capo al comune. Lo stesso sindaco ha inoltre dichiarato, a fine novembre, di “non sapere” se il sistema funzionasse quando risulta che da agosto sia stato interrotto proprio dall’amministrazione".

"Questo modus operandi approssimativo deve essere migliorato - continuano -, l’amministrazione non può non sapere se è responsabile di un servizio e, ancora più grave, non può non fare delle verifiche interne dopo l’avvenimento di un fatto grave".

In Consiglio si è infine parlato di politiche giovanili, essendo nella vicenda coinvolti ragazzi minorenni. La minoranza si è quindi fatta avanti per collaborare con la maggioranza al tavolo delle politiche giovanili e "lavorarci insieme". "Il Comune di Casina e Castelnovo da due anni fanno progetti integrati rivolti ai giovani - conclude Casina Futura -. Forse varrebbe la pena di portare questi temi sul tavolo dell’Unione, forse altri comuni sono interessati ad una più ampia condivisione poiché si nota che sono temi che riguardano tutta la montagna".

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