Castelnovo, La Farmacia Manfredi-Tondelli alla quarta generazione

Nella più antica farmacia della montagna, aperta nel 1925, c’è stato un passaggio di testimone. Il nuovo titolare è Marco Tondelli, nipote della farmacista Nené.

Sicuramente, fare il farmacista di questi tempi non è facile. Clienti sempre più pretenziosi, servizi che cambiano verso il digitale, modalità di interazione diverse. Senza contare il carico di lavoro che la pandemia ha comportato in termini di tamponi, assistenza, centro informativo. Le farmacie, come i medici di base, sono diventate il centralino di riferimento nel dipanare i dubbi sulle misure anti-Covid che cambiano di continuo.

Sfide che non preoccupano il dottor Marco Tondelli, nuovo titolare della farmacia dopo che il padre, il dottor Francesco Tondelli, ha deciso di ritirarsi dal lavoro. La storica farmacia di via Roma, fondata più di mezzo secolo fa, ha visto decine di farmacisti alternarsi e servire i cittadini. Creme, pomate e decine di preparati che un tempo erano fatti a mano e che la dottoressa Elsa Manfredi, conosciuta come Nené, era solita preparare alla sua scrivania.

"Il lavoro negli anni è molto cambiato", chiosa il nuovo titolare, Marco Tondelli, intervistato da Redacon. "Sono felice di questo importante ruolo che mi è stato dato e sono pieno d’energie per affrontare le sfide del futuro".

Cosa vuol dire continuare una tradizione di famiglia di questo tipo?

E’ una grande responsabilità. Avere un'attività da quasi 100 anni (a proposito nel 2025 festeggeremo il centenario) è una cosa importante. Siamo un punto di riferimento per la comunità e siamo, credo, apprezzati da tutti per il nostro lavoro e impegno. Voglio continuare questa tradizione, non deludere nessuno e migliorare il servizio che diamo a tutto il paese.

Hai mai pensato di fare altro o ti sei sentito in dovere di fare il farmacista?

Eh, domanda complessa questa. Fin da bambino la farmacia è stata presente nella mia vita, è stata una certezza, è parte di me insomma. Nessuno mi ha mai obbligato a fare nulla comunque, è stata una mia scelta; il fatto di esserci "nato" dentro, mi ha forse inconsapevolmente guidato nelle mie scelte. Ho pensato di fare altro certo, ma forse mai con la necessaria convinzione...

Le farmacie, un tempo, erano un luogo centrale per lo sviluppo del paese, basato sulla fiducia tra il cliente/cittadino e farmacista/dottore. Com’è cambiato il lavoro nel corso degli anni?

Dire che il lavoro è cambiato è un eufemismo; si è capovolto direi. Quello che non è cambiato è proprio la volontà di aiutare e supportare l'intera comunità; ecco questa missione la sentiamo più forte che mai, e la nostra farmacia sarà sempre aperta a tutti, anche solo per un consiglio, una chiacchera o una "pacca" sulle spalle.

Ora siamo in un periodo di emergenza sanitaria, le idee che avevamo si sono un pochino modificate; siamo molto attivi adesso sui test antigenici, sulle prenotazioni Cup, sull'attivazione dello SPID solo per citarne alcuni. Altri servizi arriveranno; per esempio contiamo di attivare il servizio di vaccinazione in farmacia, per il quale siamo già formati e con il quale vogliamo supportare sistema sanitario pubblico in questo particolare periodo di sovraccarico per le Ausl.

Altro servizio che vogliamo implementare è l'online, ormai fondamentale.

Com’è cambiato il rapporto con il cliente?

Il rapporto personale con il cliente, per noi che siamo una farmacia di paese, è fondamentale; cerchiamo di fare il massimo per tutti, di ascoltare e di consigliare nel migliore modo possibile. Come dicevo la farmacia è cambiata parecchio, ma il punto cardine del nostro lavoro è la cura delle persone che entrano in farmacia, di questo sono convinto. Adesso siamo diventati anche social, per cui la comunicazione è cambiata, ma la mission rimane sempre quella.

Ricordi qualche aneddoto di tua nonna, storica farmacista originaria di Felina?

Ricordo bene mia nonna Nenè, mi ha insegnato tanto e penso anche lei sarebbe orgogliosa di me in questo momento. Non ho ricordi cosi nitidi di lei sul luogo di lavoro, ma chiunque l'abbia conosciuta me ne ha sempre parlato benissimo, e questo mi fa capire quanto sia stata una figura di spessore, amata da tutti. Mia nonna rimane un punto di riferimento; magari riuscissi a lasciare lo stesso segno nelle persone che ha lasciato lei...

Parlaci del personale

Abbiamo uno staff straordinario, un giusto mix di esperienza. Tutte le persone che lavoravano prima sono state confermate e mia madre è rimasta come punto di riferimento per la sua esperienza e capacità.

Sono convinto di avere in casa le persone giuste, apprezzate da tutti, capaci e tutte originarie dell'Appennino. Questo è un segnale importante, poiché tutte queste persone hanno scelto di rimanere qui, credono nella nostra montagna, hanno qui la loro vita.

Ogni giorno devo ringraziare queste persone che riescono a sopportarmi sul lavoro come nella vita; non sono una "bestia facile", pretendo tanto da me stesso e dagli altri. Sono fatto così e loro lo sanno, senza il loro sostegno non potei fare niente: le ringrazio molto.

Pensi che la tradizione possa continuare anche dopo ti te?

Lo spero, i tempi sono difficili e fare previsioni è complicato. Come mi hanno insegnato i genitori lascerò piena libertà ai miei splendidi figli, poi se loro vorranno, se la tela di Penelope che lega da tante generazioni della mia famiglia spingerà uno di loro, o entrambi a continuare, ne sarò felice, cercando di insegnare loro i valori che hanno insegnato a me, fondamentali per un ruolo delicato come il nostro.

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4 Commenti

  1. Sembra di essere tornati ai vecchi tempi, quando molte attività passavano da padre in figlio, protraendosi di generazione in generazione, e mi auguro che una tale “continuità” possa avvenire, o estendersi, anche all’interno di altri settori.

    P.B. 09.01.2022

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  2. Ho letto con avidità e sono felice che ciò che ha seminato la signora Nenè,
    abbia prodotto così buon raccolto.

    Elda Zannini

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  3. Ricordo bene la Nenè, dietro ai suoi occhialini e dietro a quel bancone antico e quel profumo di farmaci vari, eucaliptolo e penicillina, sono simil_sacro quasi di incenso, che nelle nuove farmacie si è perduto…Forse perché appassionato di animali, quella “bestia” di Marco è da anni, il mio farmacista preferito. Freddo, solo in apparenza, ma di una gentilezza disarmante. Si è parlato poco di Francesco ma, da sempre, colui che regge la fiaccola…rimane nell’ombra.
    Umberto Gianferrari

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  4. Congratulazioni alla famiglia, che porta avanti con competenza questo punto di riferimento per tutta la comunità. Angela Pietranera

    Angela Pietranera

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