Il sindaco di Ventasso, Ferretti: “Al recupero del Palaghiaccio contribuiscano tutti i Comuni, come si fa per il Teatro Bismantova”

"Ad aprile l'assegnazione, a maggio l'inizio dei lavori e per le prossime feste natalizie l'apertura al pubblico". Questo il piano che auspica per il palaghiaccio di Cerreto Laghi, Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale all'interno del quale la struttura è situata.

La storia del palaghiaccio è datata ormai di qualche anno. Chiusa dal 2018 , due anni fa i lavori di ristrutturazione erano stati affidati a un'impresa che poi non è riuscita a concluderli a seguito di nuove complicazioni. Tutt'ora l'enorme edificio giace lì, sotto una coltre di neve, attualmente uno degli impianti più energivori e inquinanti in termini di produzione di gas serra presenti nel Parco.

Il compito di intervenire spetterebbe quindi al Comune di Ventasso, proprietario della struttura, la quale necessita di una serie di interventi per la messa a norma degli impianti e di impermeabilizzazione delle coperture. "C’è un progetto con un finanziamento di 700mila euro – afferma Ferretti -, che mira al risparmio energetico e che sta seguendo il Parco. Il Comune di Ventasso, ente proprietario, dovrà contribuire con 200mila euro, però, essendo una struttura comprensoriale, tra l’altro unica a livello regionale, a mio parere devono contribuire tutti i Comuni dell’Unione, come si fa con il teatro Bismantova".

Il prestigio che il palaghiaccio porterebbe alla stazione di Cerreto Laghi come località turistica multistagionale, lo dimostra l'inserimento di questi lavori all'interno di due progetti che il Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano ha redatto insieme al Comune di Ventasso: Life Ecocluster e Ripensare Cerreto a cura del Politecnico di Milano. Oggetto del presente intervento è la riqualificazione della centrale frigorifera finalizzata al miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali dell’intero edificio, con una significativa riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti. L’edificio che ospita l’impianto di pattinaggio ha una superficie in pianta di 4100 mq circa e una altezza di 11,5 m; oltre alla pista di pattinaggio, sono presenti locali funzionali alla attività sportiva (spogliatoi, servizi igienici per atleti e pubblico, sale regia, infermeria) e locali per altre attività pubbliche. Tutti gli ambienti sono dotati di impianto di climatizzazione alimentato a gasolio. La riqualificazione degli impianti frigoriferi consentirà un miglioramento delle prestazioni dell’edificio, rendendo disponibile l’impiego di fonti rinnovabili e sistemi di recupero termico che permetteranno di raggiungere l’obiettivo di riqualificazione energetica.

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4 Commenti

  1. E’ possibile sapere da Comune e Parco quanto sia costato a Pantalone il palaghiaccio dalla sua costruzione (con relativo dissesto finanziario dell’allora comune di Collagna) fino agli interventi tutt’ora in corso?

    Cecco

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  2. Impianti frigoriferi a freon, riscaldamento a gasolio, milioni di euro per ripristinare una struttura di modernariato riuscita non proprio bene. Già l’impatto visivo in cemento e tralicci si sposa come un dito in un occhio nel contesto del parco nazionale. Se poi aggiunge che ormai con poche lire si noleggiano piste della solita superficie e si posizionano ovunque anche in riva al mare, qualche domanda io me la farei se fossi nell ente che amministra il debito in oggetto. Ritengo che le amministrazioni limitrofe facciano bene a dirottare i propri investimenti in progetti utili ed ecosostenibili. Chi Pagherà le spese energetiche immense? Perché fra i vari progetti di recupero palaghiaccio si è data più importanza a rimodernare il bar che a costruire un impianto fotovoltaico? Di sicuro in una struttura di oltre 4000metri q. Il posto c’era. Avete solo in mente progetti faraonici e sorpassati, quando forse la gente ora ha più bisogno di spazi aperti che di rinchiudersi in fatiscenti strutture. Vedremo gli aggiornamenti del caso, ma sarei molto perplesso se si trovasse accondiscendente presso le altre amministrazioni.

    Riccardo parioli

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  3. Concordo con il mio predecessore, basta soldi pubblici per il turismo invernale sugli Appennini: nuovi Impianti di risalita, nuove piste, innevamento artificiale,
    nuove strutture ricettive alberghiere.
    Il Palaghiaccio è una struttura fuori tempo, per i costi energetici, e fuori luogo, per la scarsità di richiamo turistico…parola d’ordine: riconvertire .
    La Coop ” I briganti del Cerreto ” ne è un esempio, partito dal basso e non certo dalle istituzioni…

    Manzini Lorenzo

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  4. Tutto condivisibile quanto scritto nei commenti precedenti. Il Palaghiaccio e’ una struttura assolutamente obsoleta ed il suo impianto tecnologico altamente energivoro non e’ piu’ sostenibile, sia per i costi legati alle materie prime, sia per l’impatto in termini di emissioni in atmosfera. Ergo, suggerisco candidamente di abbatterlo completamente a favore di altre soluzioni sostenibili e naturali, vedi una pista all’aperto da utilizzare solo nel periodo invernale e con ghiaccio naturale. Fanano negli anni 90 insegna questo…

    Enrico Ferretti 1960

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