Guccini, Zucchero e Zanicchi raccontano l’appennino

Francesco Guccini, Zucchero, Iva Zanicchi, Enrico Salimbeni e tanti altri. Sono affidate anche alle persone le descrizioni di luoghi, itinerari di gusto della Riserva di Biosfera Unesco dell’Appennino tosco emiliano e dei suoi 80 Comuni nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Massa Carrara, Lucca, La Spezia.

Prende così corpo una guida straordinaria ricca di informazioni, foto, racconti da cui emergono i valori e la bellezza dei territori. Voluta dalla stessa Riserva e realizzata in partnership con Repubblica, che sarà in tutte le edicole italiane il 31 gennaio. “Apprezziamo la scelta editoriale di raccontare il territorio attraverso i testimonial – spiega Fausto Giovanelli, coordinatore della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco emiliano e autore della presentazione -. Infatti, partecipazione e collaborazione attiva delle persone sono il valore aggiunto che le Riserve di Biosfera portano nei territori alla sfida sostenibilità. Questa guida vuol colmare le difficoltà di partecipazione attraverso incontri diretti ed è un invito ad attivare creatività nel territorio."

In questa guida c’è “uno degli scrigni più preziosi d’Italia – scrive Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica – soprattutto c'è questo straordinario rapporto tra l’uomo e la natura, quella Biosfera che nobilita un approccio diverso e nuovo alla conoscenza di un territorio straordinario e tutto da scoprire. L’Appennino è vera montagna italiana”.

Tradizionalmente i volumi che compongono la collana delle Guide ai sapori e ai piaceri di Repubblica raccontano i territori disegnando itinerari tematici, realizzando interviste ai protagonisti del panorama culturale e segnalando gli indirizzi del gusto (ristoranti, botteghe, produttori), a cui sono dedicate con l’obiettivo di tratteggiare un quadro del bello e del buono dell’Italia, da Nord a Sud.
Francesco Guccini è nato a Modena, vive a Pavana, ma all’Appennino Tosco-Emiliano è molto legato, “perché se vado indietro negli anni – si legge nella sua intervista - tutte le cose più importanti sono successe qui o, comunque, è da qui che hanno avuto inizio” citando il legame autobiografico con i suoi brani più famosi da Dio è morto ad Auschwitz.
Iva Zanicchi nasce nel 1940 a Vaglie, piccolo borgo “ora svuotato”, "che ti faceva sentire l’abbraccio di una comunità di persone generose e aperte. La vita sull’appennino era tosta ma si viveva con il sorriso. La mia vocazione per il canto nasce qui. Le donne del mio paese hanno una vocazione per il canto. Qui mantengo un rapporto d’amore vero e profondo che resiste alla prova del tempo”. Quindi un appello a scoprire questi territori in una stagione insolita: “L’Appenino si mostra con la sua veste migliore in autunno, quando castagni, faggi e abeti regalano uno spettacolo di colori che non ha nulla da invidiare al celeberrimo autunno giapponese. Vi consiglio di salire in questa stagione a passo Pradarena”, il valico che separa la provincia di Lucca da quella di Reggio Emilia.
Zucchero Sugar Adelmo Fornaciari è nato a Reggio Emilia e ha scelto restare a vivere in area Mab, ma in Lunigiana, a Pontremoli “La campagna della Lunigiana mi ha salvato dalla depressione” confida. E ricorda come da un suggerimento dell’allora ministro Enrico Ferri (ricordate? Quello del dibattuto ma saggio limite dei 110 in autostrada -  ndr ) ha scelto di vivere qui, in una fattoria che ha dotato di studio di registrazione.

Qui, scopriamo, hanno trovato anche rifugio anche Achille Lauro e Boss Doms, la coppia pop-rock più glamour della musica italiana. Altri testimonial sono Bryan Adams, super star del rock che con nostalgia ricorda il concerto in piazza a Lucca del 2013, Giuseppe Vignali, direttore del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Carla Rinaldi presidente della Fondazione Reggio Children, Centro Loris Malaguzzi, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Paolo Bonasoni, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, Michele Guerra, assessore alla cultura del Comune di Parma e professore ordinario di Teorie del cinema, storia e critica del cinema all’Università di Parma, lo scrittore e giornalista Maurizio Maggiani, l’attore Chicco Salimbeni, Andrea Sinaglia direttore e docente di Storia e cultura della Cucina presso Alma, la scuola internazionale di cucina italiana di Colorno, Andrea Tagliasacchi, sindaco di Castelnuovo Garfagnana, già presidente della Provincia di Lucca, don Fulvio Callorni, presbitero e delegato per la Vita consacrata della diocesi di Lucca, Pierangelo Caponi, ingegnere ambientale e guida ambientale escursionistica, Barbara Maffei, imprenditrice ad Apella, Luciano Magnani, presidente del Consorzio Cimone, Antonio Sacchini, tecnico di progettazione e manutenzione per la Asbuc della Valle di Soraggio, Alessandro Silvestri, sindaco di Luni, Chiara Torcianti, presidente del Club per l’Unesco di Carpineti, Dario Torri e il presidente della Cooperativa Valle dei Cavalieri di Succiso.
La guida, ricca di itinerari, luoghi, curiosità è arricchita di immagini d’epoca e recenti, reca in copertina la Pietra di Bismantova con lo sfondo dei Gessi Triassici. È disponibile al prezzo di 10.90 euro più il quotidiano.

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Un Commento

  1. Riconosco il grande impegno del Coordinatore della Riserva della Biosfera dell’Appennino Fausto Giovanelli, capacità che gli sono riconosciute a livello Nazionale da altri Presidenti che ho conosciuto. Purtroppo al lavoro fatto dal Presidente Giovanelli il potere politico e i vari Amministratori locali e Regionali non hanno realizzato quelle infrastrutture che avrebbero garantito la permanenza del genere umano su queste terre. Benissimo promuovere la biodiversità, valorizzare il territorio e i suoi paesaggi, promuovere un turismo sostenibile e i prodotti DOP e mille altre cose, una bella cartolina da mostrare al mondo, ma la prima cosa da sostenere era la permanenza dell’uomo sui territori montani, realizzando quelle infrastrutture, come fatto in altre Regioni, che avrebbero portato lavoro, sviluppo, turismo e garantito al montanaro di restare nei suoi paesi. La scomparsa dell’uomo in montagna ha portato al crollo totale del valore patrimoniale, case vuote e abbandonate che non valgono più nulla, ha portato al dissesto totale, ovunque c’è una frana o un cedimento, danni alluvionali, chiusura di tante attività commerciali e i pochi giovani se ne devono andare. E’ stata costruita una bellissima casa priva di fondamenta, tra breve crollerà tutto e solo qualche nobile o illustre personaggio che non potrà andare in atmosfera o sulla luna, verrà a visitare i bellissimi luoghi di questo Appennino, abbandonati dall’uomo, non dico da Dio per non bestemmiare. Bastava realizzare una buona viabilità, sfruttare le risorse della montagna, l’acqua in primis, detassare chi vive su queste terre, riconoscere ai proprietari dei boschi un contributo per i benefici che danno all’ambiente e tanto altro, ma ci sarebbe troppo da scrivere. Forse una speranza c’è ancora, ma è la speranza di chi si illude. Mi consola che quando sarò “chiamato” me ne andrò, ma lo farò con la coscienza a posto.

    Franzini Lino Presidente della Municipalità di Ramiseto

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