La Cava Spalletti di Montecchio e le inesattezze di Cangiari

Le dichiarazioni del Consigliere Duilio Cangiari, diffuse nei giorni scorsi a mezzo stampa, contengono alcune inesattezze che debbono necessariamente essere rettificate, con la stessa modalità, per ristabilire con trasparenza e chiarezza (caratteristiche del quotidiano operare del nostro ente) la verità dei fatti e per far comprendere ai lettori che è sì importante proporre e suggerire, ma che è altrettanto rilevante approfondire le argomentazioni ed informarsi in modo adeguato prima di scrivere per scongiurare una informazione distorta e fuorviante che può arrivare alla cittadinanza creando malcontento ed ingiustificato allarmismo.

Se è vero infatti che nel territorio del Comune di Montecchio Emilia insiste il complesso delle cosiddette “ex-Cave Spalletti”, per il quale gli strumenti di pianificazione territoriale (PTCT e PTA) prevedono la possibilità, ma non l’obbligo, di una conversione in bacino irriguo, è altrettanto vero che, fin dal lontano 2003, è iniziato il riempimento delle ex-Cave, ora completato. Per cui la realizzazione di un invaso risulta ormai non più praticabile. Per contro c’è ancora una cava in produzione, che si prevede venga svuotata in non meno di 10 anni. Per cui attualmente il sito non è utilizzabile, né è ipotizzabile di avviare un’attività di progettazione stante il periodo di tempo necessario per poter disporre del terreno.

Si fa inoltre presente che gli uffici tecnici del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, unitamente a quelli del Consorzio della Bonifica Parmense ed in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Autorità Distrettuale del Fiume Po-MiTE ed AIPo sono al lavoro con staff di ingegneri, progettisti e tecnici esperti per individuare tutte le misure strutturali e gestionali, senza tralasciarne alcuna, finalizzate a ridurre il pesante deficit idrico della Val d’Enza così come previsto dalla Regione nel Documento conclusivo del Tavolo Tecnico sull’Enza di giugno 2018.

A questo proposito si fa presente che il recente Decreto del Ministero della Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile n. 517 del 16 dicembre 2021 ha inserito il progetto per la Rifunzionalizzazione della Traversa di Cerezzola dell’ammontare di oltre 12 milioni di euro che prevede anche la realizzazione di un piccolo invaso oltre che la messa in sicurezza del nodo idraulico e delle infrastrutture limitrofe. Rimarcato con decisione questo percorso procedurale, molto preciso e pragmatico, che non vive di proposte estemporanee, ma di strade percorribili in conformità con le norme vigenti nel nostro paese, spiace rilevare che il Consigliere Cangiari, facendo parte del Cda del Consorzio, prima di esternare sui giornali in merito alla possibilità di utilizzo ai fini irrigui dell’ex-Cava Spalletti, ad oggi inesistente, non abbia ritenuto opportuno rivolgersi alla struttura della bonifica per conoscere se e come il Consorzio abbia trattato la questione.

Cogliamo l’occasione per riconfermare la disponibilità della governance e dello staff tecnico dell’Emilia Centrale a rispondere ad ogni quesito sia utile ad alimentare la conoscenza corretta dell’argomento affinché notizie inesatte e fuorvianti possano condizionare in modo errato la nostra comunità che attende risposte che il Consorzio sta individuando. Purtroppo i cambiamenti del clima stanno incidendo su una mancanza strutturale di opere in grado di incrementare la resilienza dei territori in tutto il paese e il Consorzio sta da tempo pianificando molteplici interventi che necessitano però di rispettare gli iter legislativi tutt’ora vigenti nel nostro ordinamento. E proprio in quest’ottica anche la correttezza informativa diventa elemento imprescindibile per tutti.

 

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Un Commento

  1. Continuare ad aggrapparsi agli specchi per giustificare che non serve riprendere i lavori di costruzione della Diga di Vetto in quanto bastano altri interventi, del tipo utilizzare le Cave, da parte mia supera il buon senso che la mente umana dovrebbe indurre a pensare. Ma purtroppo non è cosi, ci sono genitori che preferiscono la morte di un loro figlio piuttosto che fargli una trasfusione di sangue, vediamo quanti No Vax si oppongono alle vaccinazioni, pur comprendendo che potrebbero avere qualche ragione, come qualche ragione hanno gli oppositori della Diga di Vetto; ma il bene comune deve essere prioritario e ciò che va fatto va fatto. In Emilia Romagna temo che chi ha il potere non decida in base alle necessità ma solo a mantenere il “potere” e il potere si mantiene con i voti, e votano anche i No a tutto, e allora per non perdere voti si da retta anche ai NO a tutto, anche alle cose indispensabili come la Diga di Vetto; un No a tutto che porterà alla fine dei paesi montani della Val d’Enza e a danni agli Agricoltori, impedirà di avere acque dei rubinetti di ottima qualità, come hanno in Romagna e di avere tanta energia pulita. Si sappia che un giorno saremo ricordati per ciò che abbiamo fatto. di bene e di male, alcuni saranno ricordati per coloro che hanno portato alla fine i paesi montani e alla fine dell’agricoltura.

    Lino Franzini

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