Monsignor Guiscardo Mercati introduce alla quaresima riflettendo sul suo mistero

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 27 febbraio al 06 marzo 2022

DOMENICA

27 febbraio

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (def. Guidetti Elia) ore 11.15 (def. Rivi Rosa)

ore 18.00 (def. Valcavi Enos e Nonni)      Pontone  ore 10.00   Pantano ore 10.00          

LUNEDI’

28 febbraio

S. Messa: ore 18.00 (def. Frassinetti Adriana)
MARTEDI’

01 marzo

S. Messa: ore 18.00 (def. Franchini Agnese)
MERCOLEDI’

02 marzo

Mercoledì delle Ceneri

S. Messe: ore 10.30 e 20.30 (libere intenzioni)                   

GIOVEDI

03 marzo

S. Messa: ore 18.00 (def. Gianferrari Rodomonti Giliola)
VENERDI’

04 marzo

Primo venerdì del mese

S. Messa: ore 15.00 (sec. int. Capitani Paolo) Via Crucis

SABATO

05 marzo

Catechismo dalle ore 15.00 alle ore 16.00

S. Messe prefestive: ore 18.00  S. Donnino     Velluciana ore 19.00

DOMENICA

06 marzo

Prima domenica di Quaresima

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (def. Bertolini Alide) ore 11.15 (pro populo)

ore 18.00 (def. Zigni Marco, Rosetta e Doriano)    Pontone  ore 10.00   Pantano ore 10.00          

 

Meditazione domenicale. Una Parola che rivela il cuore. L’ipocrisia è il contrassegno di una fede millantata ma non vissuta realmente; al contrario, la coerenza impone ai cristiani di vivere ciò che professano, evitando di simulare atteggiamenti che restano un’osservanza formale. Per questa ragione, nel Vangelo, Gesù ricorre alle metafore dei due cechi, della pagliuzza e della trave per evidenziare la situazione paradossale di chi nella comunità si propone come guida e come giudice dei fratelli. Il discepolo deve imitare il suo maestro, e saper estrarre dal tesoro del suo cuore parole ispirate al suo insegnamento. Nella prima lettura s’invita a valutare la qualità di un uomo dalla parola: non è saggio lodare nessuno prima che possa esprimere ciò che pensa. Come la consistenza di un vaso ceramico dev’essere provata al fuoco della fornace, e il frutto palesa la bontà di un albero, così è indispensabile mettere alla prova un uomo. Nella seconda lettura Paolo termina l’argomentazione dedicata al tema della risurrezione dei morti: nel Cristo risorto la morte è stata definitivamente sconfitta. Non la legge, ma solo la fede nel Signore libera dalla schiavitù del peccato e apre ai credenti la possibilità di avere accesso alla vita eterna.

 

Con tutta la Chiesa, preghiamo per la pace. Papa Francesco, nell’udienza del 23 febbraio ha rivolto al mondo intero le seguenti parole per invocare il dono della pace: “Ho un grande dolore nel cuore per il peggioramento della situazione nell’Ucraina. Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti. Come me tanta gente, in tutto il mondo, sta provando angoscia e preoccupazione. Ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte. Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politiche, perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è Dio della pace e non della guerra; che è Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici. Prego tutte le parti coinvolte perché si astengano da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale. E ora vorrei appellarmi a tutti, credenti e non credenti. Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare del prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una Giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della pace preservi il mondo dalla follia della guerra. Accogliendo questi inviti, ci uniamo nella preghiera e invochiamo il dono della Pace.

 

Il mistero della quaresima. La Quaresima è la celebrazione del mistero di quel “viaggio”, che il Signore intraprese “con decisione” verso Gerusalemme, salendo il “santo monte della sua Pasqua”. “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme” (Lc 9, 51). Tale viaggio è sottolineato dalla liturgia nell’antifona al cantico dei Secondi Vespri della prima domenica di Quaresima: “Ora saliamo a Gerusalemme: si compiranno nel Figlio dell’uomo le parole dei profeti”. Questo mistero è contenuto e celebrato nel tempo dei “quaranta giorni”, prefigurati nell’Antico Testamento e che già il Signore stesso visse nel deserto all’inizio della sua vita pubblica, dove anticipò quella lotta e quella vittoria, che, nell’“ora” imminente della sua gloriosa passione, saranno piene e definitive. Ecco perché “l’annuale cammino di penitenza della Quaresima è il tempo di grazia, durante il quale si sale al monte santo della Pasqua”. Quest’anno la liturgia domenicale (Anno C) privilegia l’aspetto penitenziale. La Quaresima è il tempo della riconciliazione con Dio, mediante la conversione del cuore, la confessione delle proprie colpe e la penitenza. La liturgia del Mercoledì delle Ceneri richiama alla riconciliazione con le parole dell’Apostolo: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio…” “Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” In quest’anno, che ci ha visti come chiesa dare inizio ad un cammino Sinodale che durerà fino al Giubileo del 2025, vogliamo porre attenzione, in particolare, ad alcuni temi e ad alcune voci che accompagneranno il nostro percorso ecclesiale, pastorale e liturgico. Proprio il Sinodo con il suo tema: Comunione, Partecipazione e Missione orienterà le nostre scelte. Il Consiglio di Unità Pastorale, ha programmato divere iniziative per vivere comunitariamente il tempo Quaresimale, esse vi saranno comunicate ogni settimana. Mercoledì prossimo, come chiesto dal Santo Padre, preghiera e digiuno per chiedere la pace; due saranno le S. Messe con l’imposizione delle Ceneri per dare inizio a questo tempo forte. Cogliamo queste opportunità di grazia! Nei venerdì di quaresima alle ore 15.00 Via Crucis meditata. Auguro a tutti un buon cammino Quaresimale, diamo testimonianza di serietà cristiana e rivolgendomi ai genitori li invito a partecipare con i loro figli alla Messa domenicale, fonte di unità e di amore dove la famiglia può attingere per una vita serena.

 

Offerte ricevute. Rivi Silla per l’asilo parrocchiale. Zigni Angelo per la parrocchia. Cilloni Fiorella per la Caritas. Canovi Lianna per la parrocchia. In memoria di Canovi Giovanna i famigliari per la chiesa di Pantano. In memoria di Mercati Sestore i famigliari per la chiesa di Pontone. Becchetti Nello per la parrocchia di San Donnino. A tutti grazie.

 

 

                                                       RICORDIAMO I NOSTRI MORTI

 

Canovi Giovanna vedova Filippi di anni 81 deceduta a Castelnovo Monti il 19 febbraio. Abitava in via Corbella, a Pantano. Si era sposata con Falliero, ma non avevano avuto figli. Si è dedicata alla cura della sua mamma, accompagnandola alla fine dei suoi giorni, come pure del marito, restando ad abitare da sola nella casa che insieme avevano costruito e potendo contare sulla vicinanza delle cognate e sull’aiuto di Fiorella, sempre disponibile ad ogni sua richiesta. Chi l’ha conosciuta la ricorda donna sensibile e caritatevole, in particolar modo verso le missioni del Madagascar del compaesano Don Pietro Ganapini. La sua fede la esprimeva attraverso una tenera devozione verso la madre di Gesù che si era concretizzata anche nel restauro di una maestà a lei dedicata. Il suo funerale lo abbiamo celebrato in modo familiare, nella chiesa di Pantano dove parenti e stimatori l’hanno salutata, affidandola alla bontà misericordiosa del Signore. Le sue ceneri saranno deposte accanto alla sua amata mamma nel cimitero di Pantano. Condoglianze ai familiari.

Bello Giuseppina vedova Izzo di anni 82 deceduta a Castelnovo Monti il 19 febbraio. Nativa di Torre del Greco (NA), si era sposata con Umberto ed erano giunti nel carpinetano come gestori apprezzati dell’albergo di Valestra, trasferendosi poi in centro paese. Giuseppina ha avuto tre figli: Antonio, Maria e Dina. Ha assistito amorevolmente il marito, potendo contare sull’aiuto e sulla vicinanza dei figli, anch’essi cittadini carpinetani. Il suo temperamento metteva in luce le sue origini partenopee: simpatica e socievole, con una fede che si esprimeva nella devozione mariana e nell’aiuto dei santi, in particolare di Padre Pio, amava congedarsi dalle persone e dai figli – come ha ricordato Antonio – con questa frase tipicamente napoletana: “la Madonna ti accompagni”. Gli ultimi anni della sua vita sono stati segnati dalla malattia e, finché ha potuto, si è gestita da sola poi, con l’aiuto di una persona che se ne prendeva cura e ultimamente era ospite della casa di riposo Don Cavalletti, dove la figlia presta servizio. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella chiesa Maria Ausiliatrice e per lei abbiamo pregato. Le due nipoti più piccole, gemelle, prossime a ricevere la Prima Comunione, hanno voluto innalzare al Signore per la loro nonna una preghiera, chiedendo che continuasse, anche dal cielo, ad amarle e a seguirle. Nata il 1 novembre, giorno che la Chiesa ricorda tutti i Santi, siano loro a introdurla in Paradiso. Sepolta nel cimitero di S. Prospero, dove è anche il suo sposo, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

Mercati Sestore di anni 86 deceduto a Reggio Emilia il 22 febbraio. Nativo di Pontone, si era trasferito dopo la guerra a Vezzano sul Crostolo, lavorando nell’allora funzionante cava di gesso. Sposato con Lucia, avevano due figli: Franca e Roberto. Pur risiedendo a Vezzano, il suo cuore e le sue radici erano a Fontanino di Pontone e, appena poteva, lì tornava volentieri. Si era restaurato la casa che curava con amore, come il castagneto e l’orto, che erano le sue passioni, specialmente da quando era in pensione. Amava la compagnia e la conversazione e, come detto, godeva della bellezza del creato, rispettandolo e amandolo. Ricordo che mi fece benedire un’immagine di Maria Santissima che aveva collocato nella parete del terrazzo della sua abitazione. Finché la salute glielo ha permesso, ha continuato a venire a Saccaggio, poi il male si è fatto più acuto e glielo ha impedito. Assistito dai suoi familiari, ha concluso la sua esistenza terrena e per l’ultimo viaggio è voluto tornare nella sua Pontone e in quella chiesa, abbiamo celebrato il suo funerale, pregando e affidandolo alla misericordia del Signore. Il suo nome è biblico, una lettera di S. Paolo è rivolta infatti ad un amico chiamato Sestore: siamo tutti figli di Dio e quindi suoi amici. E anche Sesto, come abitualmente veniva chiamato, lo è e come tale, è amato dal Signore. Le sue ceneri saranno deposte accanto ai suoi cari, nell’attiguo cimitero. Condoglianze ai familiari.

 

Baldelli Savia (Savina) vedova Conconi di anni 92 deceduta a Castelnovo Monti il 23 febbraio. In poco tempo, un’altra parrocchiana di Pantano ci ha lasciati per andare ad arricchire la Chiesa del Cielo, dove certamente troverà tante persone conosciute durante il suo cammino terreno. Savina si era sposata con Elso e con lui ha generato due figli: Ermanno e Fabrizio. Nel dopoguerra, col suo sposo si era recata a Genova dove prestavano servizio in una famiglia, guadagnandosi con un onesto lavoro il cosiddetto “pane quotidiano” e dando ai figli la possibilità di un’istruzione e di una vita migliore della loro. Chi l’ha conosciuta, ha apprezzato la sua generosità e la sua bontà, disponibile ai tanti servizi verso coloro che li richiedevano. Riservata e affabile, si era guadagnata la fiducia e la stima di tanti che hanno usufruito della sua preziosa collaborazione. Il clima del dopoguerra non era dei più semplici, ma lei ha sempre saputo dialogare e rapportarsi con tutti. La sua fede, umile ma convinta, l’ha sempre sostenuta e vissuta, trovando in essa la forza di affrontare con serenità la vita. Anche quando, il sopraggiungere della malattia sembrava averle tolto la capacità di ricordare gli avvenimenti recenti, non l’aveva privata della memoria e soprattutto, del desiderio di pregare. I suoi familiari l’hanno sempre assistita e finché hanno potuto, con l’aiuto di una collaboratrice che la trattava come una mamma, l’hanno lasciata nella sua casa; poi per forza maggiore, ospite della casa Villa Maria di Casina, si è serenamente congedata dalla scena di questo mondo. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella chiesa di Pantano, che tante volte l’ha vista presente alle varie celebrazioni e in tanti hanno sentito il bisogno di partecipare, dimostrando nei suoi confronti e nei confronti dei familiari, stima e gratitudine. Daria, che l’ha conosciuta, con una preghiera ha ringraziato Savina per la sua testimonianza e la sua dolcezza, chiedendo al Signore di premiarla con la gioia del Paradiso. Il suo corpo sepolto nella terra benedetta dell’attiguo cimitero, accanto al marito, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

Non è mai facile correggere il fratello che sbaglia. E possiamo farlo solo appellandoci alla vita di Cristo che è in noi e che ci fa parlare con la sua sapienza. Non è sufficiente invocare una qualsiasi legge esteriore. Può correggere il fratello solo chi riconosce di poter errare lui stesso in ogni momento.

 

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