Domani Villa Minozzo ricorda l’eccidio di Cervarolo

Domani Villa Minozzo ricorda l’eccidio di Cervarolo.

La cerimonia si svolgerà dalla mattina 10, nell’aia dei caduti della località villaminozzese in cui, il 20 marzo del 1944, i soldati germanici ammassarono e uccisero gli uomini del paese.

“Cervarolo rappresenta uno dei luoghi più significativi nel tragico elenco di stragi e violenze consumate in terra emiliana durante la seconda guerra mondiale”: così il sindaco Elio Ivo Sassi evidenzia il significato della celebrazione.

E nel pomeriggio si ricorderà anche la battaglia di Cerrè Sologno, “che era scoppiata cinque giorni prima, con gravi perdite sia da parte dei partigiani, che ebbero la meglio, che dei nazisti - racconta Sassi - e che scatenò un feroce rastrellamento da parte dei militari tedeschi”.

Il settantottesimo anniversario di quei drammatici fatti di sangue sarà commemorato dal Comune in collaborazione con le associazioni partigiane, Alpi-Apc e Anpi, e con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Istoreco).

Alle 10 è previsto il ritrovo nell’aia di Cervarolo, cui seguirà la messa officiata dal parroco, don Giuseppe Gobetti, e sarà benedetto il monumento ai caduti, con omaggio floreale. Dopo i saluti del primo cittadino, interverranno l’onorevole Antonella Incerti e il presidente provinciale Anpi, Ermete Fiaccadori. Infine avverrà la rievocazione dell’eccidio a cura degli studenti della scuola secondaria di primo grado del locale Istituto comprensivo “Galileo Galilei”.

Alle 15.30 l’appuntamento sarà al monumento ai caduti di Cerrè Sologno, con benedizione ed omaggio floreale. Dopo l’intervento introduttivo del sindaco, prenderà la parola Wassili Orlandi, a nome delle associazioni partigiane.

“Fra i ventiquattro civili trucidati nell’aia, tra i 17 e gli 84 anni, fra cui un paralitico - ricorda Elio Ivo Sassi - vi fu anche il parroco di allora, don Giovanni Battista Pigozzi, che si era rifiutato di firmare un documento in cui avrebbe dovuto dichiarare che gli arrestati erano tutti partigiani. Con coraggio evitò di sottomettersi e fu così freddato assieme agli altri uomini. Per decenni il fascicolo sulla strage di Cervarolo rimase nascosto. Nel 2005 si aprì finalmente un’inchiesta che si è conclusa definitivamente nel 2014 con la condanna all'ergastolo degli ex militari nazisti superstiti, ritenuti responsabili del massacro”.

“Dal dopoguerra ad oggi sono state diverse le testimonianze scritte sulla tragedia che valse al nostro territorio la medaglia d’argento al valor militare - conclude il sindaco Sassi - tra cui le pubblicazioni ‘Raffiche di mitra in montagna’ di Umberto Monti (1946) e ‘Morte sull’aia’ di Pietro Alberghi (1964). In questi giorni, in cui nuove atrocità stanno martoriando l’Europa a causa della barbara aggressione russa all’Ucraina, è nostro dovere sottolineare e trasmettere con ancora maggiore forza alle nuove generazioni i valori di pace, libertà e democrazia che animarono la Resistenza italiana, come ora stanno guidando l’eroica Resistenza del popolo ucraino, al quale va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà”.

 

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4 Commenti

  1. Pur non essendo uno storico ho letto storia, fatti,testimonianze inerenti la Resistenza italiana al nazifascismo.
    Mi permetto pertanto, sommessamente, di dire che il sindaco Sassi commette un errore grossolano quando paragona in modo ardito ma non veritiero, la lotta partigiana a quella degli Ucraini contro i Russi invasori.
    No, caro Sindaco, le due cose non hanno nulla in comune: si informi bene e vedrà che, magari in buona fede, ha detto una cosa che non starebbe bene ai partigiani di allora(e probabilmente oggi neanche agli Ucraini).
    I morti che andrà a commemorare avevano ideali e obiettivi assai diversi dai combattenti Ucraini,mi creda.

    FM

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    • Egregio FM
      sono in gran parte d’accordo con quello che scrive: per molti aspetti le cose stanno, a mio parere, proprio come dice lei.
      Però, se vogliamo essere fedeli alla storia, anche lei secondo me commette un errore grossolano quando paragona i Martiri di Cervarolo con i Ribelli della Lotta Partigiana. Quel 20 Marzo, infatti, a cadere sotto il piombo nazifascista c’erano comuni cittadini, donne, anziani, bambini, e un prete. Di Partigiani neanche l’ombra.
      I morti che abbiamo commemorato a Cervarolo avevano pochi ideali ed obiettivi, avrebbero semplicemente voluto continuare a vivere.
      Cordialmente

      Andrea

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      • Caro Andrea,
        indubbiamente hai ragione,non posso che condividere quanto affermi: i morti di Cervarolo coi combattenti nostri davvero non c’entravano per nulla.
        Il mio intento era quello di evidenziare la grande differenza fra la lotta partigiana e la guerra in Ucraina. Due cose differenti per alcuni fondamentali motivi (prova a pensare i ns. combattenti con simboli nazisti sulle divise ,per es.) e che il sindaco Sassi afferma essere identiche.
        Mi auguro che non lo abbia ribadito almeno a Cerre’.
        Grazie per la tua puntualizzazione.

        FM

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        • Caro FM
          indubbiamente anche tu hai ragione, il parallelismo tra Resistenza Partigiana in Italia e Resistenza Ucraina è forzato.
          O quantomeno andrebbero fatti dei distinguo, perchè se da un lato va detto che non tutti (anzi una piccola minoranza) dei Resistenti ucraini sono nazisti, è anche indubbio che il governo di Zelensky non si è mai dissociato, ieri come oggi, dai gruppi paramilitari di estrema destra neonazista come il battaglione Azov o le millizie nazionaliste di Pravyj Sektor, al punto da inquadrarli prima nei reparti di polizia e successivamente in quelli della guardia nazionale. E non fa nulla se hanno commesso crimini come la strage di Odessa, e se Amnesty International ha chiesto ufficialmente al governo Ucraino di porre fine agli abusi e ai crimini di guerra commessi dai battaglioni di volontari che operano unitamente alle forze armate di Kiev.
          Il problema più grosso è, a mio avviso, che l’informazione al giorno d’oggi non conosce più sfumature, e ci devono essere buoni e cattivi, come nei film americani. E siccome i russi sono i cattivi, allora gli Ucraini e il governo Zelensky devono essere per forza i buoni senza macchia. Di conseguenza, l’informazione si guarda bene di trattare certi argomenti, e chi non approfondisce a sufficienza, rischia di cadere in errori grossolani come quello da te citato.
          Ti ringrazio anche io per la puntualizzazione, lo trovo un argomento molto interessante.
          Un cordiale saluto

          Andrea

          Rispondi

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