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Caro bollette, i sindaci dell’Appennino reggiano: “Servono ristori”

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Non sono solo le famiglie e le imprese a dover fare i conti con i rincari dell’energia elettrica e del carburante, le ripercussioni si riflettono anche sugli enti istituzioni. I Comuni, infatti, dovranno far fronte a bollette raddoppiate e in molti casi addirittura triplicate, con conseguenze sui bilanci comunali.

Per saldare il conto salato dell’energia le amministrazioni rischiano di andare a toccare altre voci di bilancio come quella relativa agli investimenti: in altre parole quelli destinati ai servizi per la collettività. Le difficoltà derivano anche dal rincaro del costo delle materie prime che va ad incidere sugli appalti; qui il rischio concreto è l'interruzione dei lavori già iniziati.

Per scongiurare interventi drastici che avrebbero conseguenze soprattutto sui cittadini è indispensabile che lo Stato intervenga al più presto.

Per il sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi, la situazione rischia di diventare drammatica nei comuni montani che vivono anche di turismo: “se non riceveremo sostegno dalla Regione e soprattutto dal Governo sarà davvero difficile affrontare la situazione, al momento stiamo valutando come intervenire”.

Il primo cittadino sottolinea che sono a rischio i principali servizi forniti alla collettività come il sociale, la scuola; poi ci sono i trasporti scolastici: “Con l’aumento del carburante avremo difficoltà anche nel fornire questo servizio. Poi ci sono gli investimenti. Quando sono state fatte le gare, le materie prime avevano costi molto inferiori a quelli di oggi, così le ditte chiedono di rivedere le cifre degli appalti oppure fermano i cantieri. L’aumento delle materie prime del 20% metterà quindi a rischio i lavori come quelli di ristrutturazione già affidati e avviati”.

“Siamo davanti ad una situazione difficile, cerchiamo di risparmiare il più possibile e confidiamo negli aiuti del Governo", così Fabio Ruffini sindaco del comune di Vetto commenta l’incidenza del caro energia sui comuni.

“Dobbiamo augurarci che sia solo una situazione temporanea – afferma -perché sono a rischio i servizi primari ai cittadini. Adesso stiamo cercando risorse in bilancio, ci affideremo probabilmente agli avanzi e comunque guarderemo agli altri capitoli di spesa. Così però riusciremo a far fronte ad un’emergenza di breve periodo. Non possiamo reggere molto, l’aiuto del Governo è indispensabile per non essere poi costretti ad intervenire con misure drastiche. Dobbiamo evitarlo”.

A Carpineti si riscontra un aumento delle bollette tra il 50% e il 100%.

“Il caro bollette ci preoccupa - dice il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi. La maggior parte dei punti di illuminazione pubblica sparsi sul territorio sono a led, un sistema che di certo aiuta a risparmiare, ma adesso non basta. Da un po’ abbiamo già provveduto a sospendere l’illuminazione pubblica nei luoghi non frequentati la sera, come i parchi, e sono allo studio altre soluzioni”.

Anche nel comune di Ventasso si cercano soluzioni, il sindaco Enrico Ferretti sottolinea che “oggi e rispetto allo scorso anno le bollette sono più che raddoppiate, stiamo studiando come poter intervenire. La situazione è complicata".

"Gli imprenditori sono in affanno" afferma e cita il caso degli impianti di Cerreto Laghi aperti solo nel weekend; qui i costi energetici sono triplicati e vista la scarsa affluenza settimanale sono costretti ad aprir e il fine settimana. "Al momento non abbiano ricevuto richieste di aiuto dalle famiglie  - aggiunge - ma in caso di necessità faremo la nostra parte per andare incontro a tutte le difficoltà”.

“Intanto è importante fare ragionamenti a lungo termine – sottolinea Ferretti - e stiamo progettando, al fine di un efficientamento energetico con la previsione di sostituire gli attuali punti luci (oltre 4mila) con i led, presenti in gran parte solo a Collagna”.

 

 

 

 

 

 

3 COMMENTS

  1. Si deve per forza ritornare a risparmiare e a utilizzare in modo ponderato i consumi energetici in ogni sua forma. Meno luce pubblica non fara’ male soprattutto dove non passa nessuno a piedi, meno utilizzo dei veicoli pubblici spesso utilizzati oltre le necessita’, abbassare un po’ i riscaldamenti nei luoghi pubblici e tanto altro.

    Alex

    • Firma - Alex
  2. Pensavo che sulla Valle dell’Enza non si avesse il coraggio di toccare il “tasto” energia, considerando che avremmo potuto avere tutta l’energia di cui questa Valle ha bisogno, ma ringrazio il Sindaco Elio Ivo Sassi per averlo sollevato, farà capire, non certo a tutti, che se in Italia non abbiamo energia la colpa è di qualcuno; si è detto di No al nucleare per usare nelle nostre case il nucleare di altri prodotto sui confini (ma questo è frutto di un referendum), si dice di Si all’energia ad “intermittenza” dei pannelli fotovoltaici e si dice di No anche alla ripresa dei lavori della Diga di Vetto, che avrebbe prodotto energia pulita per gran parte della Valle dell’Enza Provate a pensare a quanti milioni di MW avrebbe prodotto e a quanti milioni di Euro avrebbe dato ai Comuni del Bacino Imbrifero dell’Enza per i sovracanoni BIM e Rivieraschi per l’energia prodotta dalla Centrale idroelettrica prevista a valle della Diga (sono in possesso della documentazione), e a quanti milioni di Euro di energia avremmo risparmiato per il pompaggio delle acque del Po e da falda usate per irrigare. Vorrei ricordare ai cittadini e al potere politico che nel 1992 il Ministro dell’Ambiente, Carlo Ripa di Meana, scrisse alla Regione e agli altri Enti interessati (ho copia della lettera), che i lavori della Diga di Vetto potevano ripartire, in quanto le verifiche fatte dall’ISMES di Bergamo sullo Studio di Impatto Ambientale non avevano riscontrato irregolarità di alcun genere (questa verifica costò circa 1,5 Miliardi di vecchie lire). Ma i lavori non ripartirono; il perchè è chiaro, è probabile che qualche partito avrebbe ritirato il suo sostegno al potere se si fosse autorizzata la ripresa dei lavori della Diga di Vetto e questo presumo che avrà fatto passare il secondo piano le esigenze idriche degli agricoltori e le esigenze energetiche di un territorio. Ma oggi temo succederà di peggio di quando furono sospesi i lavori, si propone un piccolo invaso, che nell’arco di 40/50 anni sarà pieno di terra e non servirà più a nessuno, non produrrà energia, non darà acqua agli agricoltori e non sarà un lago balneabile e navigabile per lo sviluppo dei paesi montani; nulla della grande ricchezza che darebbe la ripresa dei lavori come da progetto Marcello, progetto perfettamente adeguabile alle nuove normative, come dichiarato da una grande società d’ingegneria che progetta Dighe a livello mondiale. Ma temo che la cosa che oggi può interessare a qualcuno siano solo i tanti milioni di euro che comporterebbe un nuovo progetto, ma queste sono mie considerazioni personali.

    Franzini Lino Presidente della Municipalità di Ramiseto

    • Firma - Franzini Lino Presidente della Municipalità di Ramiseto
  3. Credo che evitare gli sprechi energetici sia condivisibile, dove si può risparmiare occorre farlo; i Sindaci con questi aumenti, a mio avviso ingiustificati e causati da speculazioni, avranno un bel da fare. Purtroppo viviamo in in mondo energivoro, serve sempre più energia, ogni cosa consuma energia, e i detentori del potere economico sono ingannevoli, dicono ciò che conviene a loro, e la politica, che dovrebbe fare l’interesse del cittadino tace. Lo vediamo dalle auto elettriche, hanno bisogno di pacchi batterie enormi e costosi, ma poi le batterie con cosa le ricarichi?, e quanto costerà smaltirle?. L’indipendenza energetica di un paese, come quella alimentare deve essere garantita dal proprio paese, non si può dipendere dagli altri; questa guerra spero faccia capire in che situazione è l’Italia, da far paura; l’Italia dipende in toto dagli altri paesi, è pura follia,

    Daniele

    • Firma - Daniele