FMI e il Motoclub Crostolo: “Basta con accuse indiscriminate alla pratica dello sport motoristico”

Dopo le critiche, pubblicate sulla stampa locale, espresse dalle associazioni ambientaliste nei giorni scorsi sull’organizzazione dei mondiali Enduro che si svolgerà a Carpineti dal 24 al 26 giugno, e la replica Enrico Ferretti, sindaco di Ventasso e assessore al turismo dell’Unione montana dei comuni dell’Appennino reggiano, scendono in campo la Federazione Motociclistica Italiana ed il Motoclub Crostolo.

Con una nota chiariscono che: “in merito agli articoli pubblicati in questi giorni dal giornale locale la Gazzetta di Reggio sull’organizzazione della tappa italiana del Campionato Mondiale di Enduro, in programma dal 24 al 26 giugno nel Comune di Carpineti, l’organizzazione di campionati nazionali, europei e mondiali viene effettuata dai moto club della Federazione Motociclistica Italiana, ente morale riconosciuto dal CONI, che opera attraverso i propri comitati regionali ed i propri moto club sul territorio”.

“La specialità dell’enduro – si legge nella nota - riunisce moltissimi appassionati e reclama il proprio diritto di essere praticato. La FMI ha costituito al proprio interno una commissione ambiente deputata proprio alla disseminazione di buone pratiche tra i piloti e alla verifica del rispetto delle regole previste per
l’effettuazione di competizioni sportive e amatoriali”.
“La FMI - chiarisce la nota - è Ente riconosciuto dalla Protezione Civile e i propri volontari prestano servizi di sorveglianza e soccorso sul territorio che ha sottoscritto un protocollo d’Intesa con i Carabinieri e con il servizio forestale dei carabinieri (CUFA) attraverso il quale svolge una serie di attività a tutela del territorio
come, ad esempio, avvistamento incendi boschivi, manutenzione e ripristino dei sentieri, ricognizione per esondazione fiumi, ecc…”.

Gli esponenti della Federazione e del Moto club Crostolo sottolineano che “per quanto attiene all’individuazione di un percorso di gara, che interviene su zone pubbliche e private, essa è effettuata dai moto club attraverso l’interpello di tutte le autorità presenti, nel rispetto delle normative regionali. Il rispetto delle regole, tra cui quelle ambientali, è nel codice etico della Federazione Motociclistica Italiana: per questo i moto club della FMI consultano ogni autorità preposta, ne acquisiscono i permessi, modificano eventualmente i percorsi seguendo i suggerimenti ricevuti, effettuano fideiussioni a garanzia e, cosa molto importante, al termine delle competizioni impegnano i volontari nel rispristino del territorio”.

Il presidente del Moto club Crostolo, Claudio Cocconcelli, commenta: “Partendo dal presupposto che questa manifestazione sarà di livello Mondiale, porterà sull’Appennino reggiano e in particolare sul territorio carpinetano visibilità, turisti e appassionati di questo sport. Visto il delicato momento che stiamo
attraversando tra pandemia e guerra credo che anche a livello economico dato l' elevato numero di addetti  (circa 800 persone) che già dal lunedì precedente saranno presenti a Carpineti, ci sarà un ottimo incremento  per le attività del paese e dei comuni della montagna”.

“Quindi data la continua battaglia mediatica vorrei dire basta. Come presidente - sottolinea - ritengo che sarebbe più importante e costruttivo per tutti quanti un confronto. Ultimo ma non di meno importanza, questa mattina nel paese di Carpineti sono stati affissi dei volantini dove incentivavano a svolgere attività criminali
sui sentieri. Nei prossimi giorni personalmente, mi attiverò a sporgere denuncia contro ignoti in quanto reputo questa “uscita” di grave entità”.

La FMI auspica che in futuro ci sia un atteggiamento maggiormente collaborativo, anche da parte delle associazioni ambientaliste e aggiungono: “tutte queste motivazioni ci spingono a chiedere una maggiore cautela nel formulare accuse nei confronti della specialità dell’enduro, che consacra campioni in tutti i paesi  del mondo e che ha la stessa dignità di ogni altro sport. Crediamo che definire, come è stato scritto, 'stemporanee' le nostre competizioni sia davvero poco rispettoso, perché esse richiedono una cura ed una organizzazione che dura mesi e che tiene conto di tante diverse esigenze che il territorio manifesta".

“Sulla stessa stampa locale – concludono - leggiamo critiche rivolte alla Regione Emilia Romagna dove si chiede il ritiro dei permessi necessari allo svolgimento della Gara di Campionato del Mondo di Carpineti. E’ importante sottolineare quanto sia importante l’indotto economico che una manifestazione di livello mondiale porta sul territorio, che è oggetto di attente valutazioni da parte degli amministratori locali che forniscono i permessi. Ribadiamo anche che il territorio deve essere fruibile per tutti nel rispetto della Costituzione e delle regole che lo tutelano. Vale la pena infine ricordare che capita sovente che la zona interessata dalla manifestazione, all’indomani della competizione, venga lasciata dagli organizzatori in condizioni migliori di come era stata trovata.
Certamente anche i soci del moto club organizzatore, che vivono sul territorio, e si occupano di utilizzarlo per una manifestazione tanto importante, sono i primi interessati a mantenere quello stesso territorio integro, per continuare ad usufruirne nei restanti 364 giorni dell’anno”.

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Un Commento

  1. Gli appassionati di ENDURO hanno sicuramente buone ragioni da spendere, ma occorre nondimeno tener conto che altri possono pensarla diversamente, e poi – mi verrebbe da dire in mezzo tra i due differenti punti di vista – vi sono quanti si chiedono se e quale danno ambientale può derivare da tale attività.

    Giustappunto allo scopo di fornire una risposta a quest’ultimi, o cercare quantomeno di farlo, mi era parsa ragionevole, e pure utile se non opportuna, la proposta di una Commissione mista avanzata dalle Associazioni ambientaliste, col compito di visionare lo stato dei luoghi prima e dopo la competizione.

    Se le conclusioni di detta Commissione vedessero espressi pareri differenti da parte dei suoi componenti, c’è da supporre che ogni rispettivo giudizio verrebbe argomentato, e verosimilmente anche documentato, il che permetterebbe a ciascuno di farsi la propria opinione al riguardo.

    P.B. 02.04.2022

    P.B.

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