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“Fare, Osservare e Pensare” per restituire alle giovani generazioni l’interesse per la natura

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"Fare, Osservare e Pensare” per restituire alle giovani generazioni l'interesse per la natura.

A tal fine, con camminate, giochi, scoperte e tante altre azioni, sono stati coinvolti i bambini della scuola primaria dell’IC  di Toano, classi 1B e 2B della secondaria di primo grado, che hanno aderito al progetto Laboratorio Appennino: qualità dell’offerta formativa – azione: Laboratori diffusi” della Strategia Nazionale Aree Interne per l’a.s. 2019-20, il cui percorso è stato suddiviso in 3 distinte azioni, affidate ai differenti gruppi di studenti.

Il progetto, curato dalle docenti Vittorina Canovi della scuola primaria di Toano e Patrizia Tincani della scuola secondaria di 1° grado, nasce come risposta ad un’osservazione d’aula, cioè il fatto che i bambini, al loro passaggio alla scuola secondaria, sembrano perdere progressivamente interesse e curiosità nei riguardi dei fenomeni naturali e quindi appaiono meno predisposti alle azioni necessarie per la salvaguardia e la cura dell’ambiente in cui vivono. Alla realizzazione hanno collaborato, oltre alle docenti referenti, tutti gli insegnanti della scuola primaria di Toano ed i docenti Simona Tarabelloni e Francesco Orlandini della scuola secondaria.

Purtroppo l’emergenza sanitaria legata all’epidemia di Covid, uniti a problemi organizzativi interni alla scuola, hanno di fatto impedito la realizzazione di buona parte del progetto.

Alla scuola primaria è stata affidata la fase del “Fare”: il compito era di riqualificare, coinvolgendo le famiglie ed il territorio, come enti locali ed associazioni di volontariato, un’area verde situata nel paese, mal utilizzata, trasformandola in un orto botanico.

Alla classe1B della scuola secondaria è stata affidata la fase dell’ “Osservare” da realizzare mediante attività didattiche all’aperto, all’interno di un piccolo bosco poco distante da scuola. L’intento era quello di riavvicinare le giovani generazioni al territorio in cui vivono, attraverso l’esperienza diretta in ambiente naturale, come il bosco, dove poter osservare i fenomeni naturali ed il loro cambiamento ed avvicendarsi nel ciclo stagionale.

Infine, la fase più astratta del progetto, “Pensare”, è stata affidata alla classe 2B della scuola secondaria: l’ obiettivo era provare a riconoscere, attraverso la tematica del cibo e dell’alimentazione, le connessioni che legano eventi di attualità riconducibili al riscaldamento globale e alla globalizzazione (gli incendi delle foreste pluviali, l’intervento di Greta Thumberg all’Onu e il Friday for Future di fine settembre 2019) all’azione umana, al fine di promuovere la consapevolezza sull’importanza delle scelte individuali per il cambiamento economico e politico delle nazioni.

La fase del “Pensare” non è stata attivata mentre per quella del “Fare” è stata realizzata sola la parte di rilievo e progettazione dell’orto botanico. Si è trattato di un percorso piuttosto articolato a cui i bambini hanno partecipato, attivamente, in tutte le sue fasi: dalla presa in carico del problema alla condivisione della soluzione fino alla progettazione definitiva dell’orto botanico, con realizzazione di un plastico da presentare all’amministrazione comunale. Sono state applicate metodologie didattiche attive, che hanno impegnato i bambini in attività di ricerca, di misura e di condivisione.

“Osservare” è la fase del progetto rimasta più aderente al progetto iniziale. Sono state svolte le attività previste attraverso l’esperienza della misura e dell’osservazione, migliorando la conoscenza del territorio di tipo geografico, storico culturale e botanico.

All’osservazione “da scienziato” è stata accompagnata la rappresentazione dell’albero dal punto di vista figurativo e artistico e sono stati prodotti anche testi scritti sul tema dell’albero e del bosco. Sono state applicate strategie didattiche diversificate, anche di tipo inclusivo e gli studenti hanno potuto sperimentare le proprie abilità di tipo pratico-manuale mediante l’utilizzo di semplici strumenti di misura (es. termometro, bussola) ed eseguite attività manuali (raccolta di oggetti, semina, ..). Le osservazioni sono avvenute mediante delle “schede” ed i dati raccolti sono stati elaborati secondo i metodi della statistica.

Con la ripresa dell’attività didattica in presenza è stato possibile riattivare i progetti ma le esigenze della scuola sono nel frattempo cambiate e quindi, per la parte di progetto non attuata si è optato per una soluzione “smart”, mediante l’acquisto di sgabelli pieghevoli e di attrezzature tecnologiche e di misura da utilizzare sia in aula che all’aperto.

 

 

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