Elda racconta: Il Medico

Sto ricordando il vecchio medico di famiglia, come si chiamava allora, poi era diventato diventato medico di base e già questo nome lo faceva apparire più lontano e ora sono arrivati alla sigla, “M. M. G.” cioè Medico di Medicina Generale, perciò meglio la sigla si fa prima, tanto ormai la nostra bella lingua sta sparendo in mezzo a queste modernità e all’inglese, che come il prezzemolo ormai lo trovi dappertutto

Oh Dio! Io non voglio assolutamente lamentarmi del mio medico, anche perché per adesso me la cavo abbastanza bene, con una telefonata, per rinnovare le pastiglie.

Mettiamo però che uno si senta veramente poco bene prima delle undici, fino a quell’ora lui non risponde e certi hanno la segretaria, che ti fa un interrogatorio minuzioso, poi ti licenzia con un laconico “farò presente”. Allora ti devi rivolgere al pronto soccorso, dove nessuno ti conosce e passare delle ore seduta su una sedia ad aspettare la diagnosi ed eventuali medicinali.

Ditemi voi dov’è finita questa Sanità che al giorno d’oggi parla solo di “Covid”? Per loro non esiste più il semplice mal di schiena che ti impedisce di alzarti da letto, l’artrite deformante alle mani, o il mal di stomaco, la diarrea, la cistite, il mal di testa all’improvviso, il bruciore agli occhi e tanti altri piccoli malanni che assalgono le persone anziane e non, come non esiste più il sorriso rassicurante del medico di famiglia che ti riceveva in qualsiasi momento e accorreva a ogni chiamata urgente o meno urgente, ora anche lui deve seguire ste regole imposte da questo “Covid” e se ne sta nel suo studio ricevendo solo poche persone su appuntamento con avviso a caratteri cubitali appeso sulla porta.

Così gli anziani si sentono sempre più insicuri in balìa dei “loro mali”, certi hanno paura di disturbare, non hanno il coraggio di entrare, mentre altri trovano una segretaria severa che li ferma e li rimanda indietro.

Caro vecchio medico di famiglia, ricordo con nostalgia il “dott. Baroni” che nell’ultimo mese di vita di mio padre, faceva una scappata giornalmente, papà lo sentiva arrivare annunciato dalla sua tosse da fumo, mentre saliva le scale e lo apostrofava così:

“Fȇoma ve Dutùr? Fȇoma pȇor… Vöt murir préma che me?”

Traduco:

“Fuma ve Dottore? Fuma pure… vuoi morire prima di me?”

Pensare che era stato questo medico ad aiutare il papà fumatore incallito a smetterla col fumo.

Quando mio padre se ne andò lui continuò a venire fino a funerale avvenuto e con gli occhi umidi mi disse:

“Per me non era un paziente, ma un amico”.

Ricordatevi che mio padre non era nessuno era solo “Bastun dàla Preda”

Dal vangelo di Matteo

Ero infermo e mi visitaste…

In verità vi dico, ogni volta che voi

Avete fatto queste cose a uno

Dei più piccoli di questi miei fratelli

L’avete fatto a me.

Questo stava scritto sul ricordino della sua morte avvenuta a distanza di pochi mesi da quella di mio padre.

Elda Zannini

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2 Commenti

  1. Grazie Elda per la sua testimonianza. Mi ritrovo perfettamente nelle sue parole e mi sono commossa ripensando a quante volte mia madre, spesso ammalata, telefonava al dottor Leri anche ad orari non canonici per un consulto e rassicurazione. Posso capire le mutate esigenze dovute all’attuale periodo, ma ciò non impedisce di provare nostalgia per i rapporti più diretti ed umani che si avevano col medico di famiglia.

    Rosaria

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  2. Commento all’articolo Elda racconta: il medico.
    Non ci sono più i medici di una volta…..forse neanche i pazienti….oggi spesso muniti di cellulare, whatsApp, Email e Fascicolo Sanitario Elettronico e al limite c’è sempre il dottor Google che suggerisce farmaci ed esami da farsi prescrivere. Il mondo cambia e le persone che svolgono con onestà e competenza il proprio lavoro c’erano una volta e ci sono oggi, così come chi invece non si comporta correttamente e questo vale in tutte le professioni. E a proposito di Covid non dimentichiamo tutti i medici e operatori sanitari che si sono ammalati e sono morti, il dato di oggi parla di 136 MMG. Putroppo la grande mole di lavoro che si è riversata sugli MMG e la carenza di nuove leve li ha obbligati ad organizzarsi in strutture adeguate con personale infermieristico e di segreteria, e quando la segretaria risponde “farò presente”, permette al medico di visitare qualcuno senza essere interrotto continuamente dal telefono. Dispiace che un articolo come questo sia pubblicato proprio su Redacon in quanto la nostra montagna è ancora una isola felice in cui la maggior parte degli MMG compie quotidianamente visite a domicilio soprattutto a pazienti anziani più gravi e bisognosi, affiancandosi al servizio infermieristico domiciliare così prezioso ed apprezzato.

    Stefania

    Rispondi

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