Ventasso, maremmani aggrediscono un camminatore

La denuncia  è di un ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, proveniente dalla Toscana, che racconta l'episodio accaduto questa mattina, domenica 31 luglio, in zona Lama Lite, presso il Rifugio Battisti.

Ci può raccontare esattamente quanto accaduto?

Mi trovavo presso la zona del rifugio Battisti quando, percorrendo il sentiero, ho visto un recinto con circa 300 capi tra ovini ed asini, che stavano pascolando. Improvvisamente da sotto il sentiero sono usciti 5 o 6 cani maremmani che mi hanno immediatamente circondato.

E' possibile che i cani, noti per le loro doti di guardia al gregge, volessero solo farla allontanare dalla zona e non aggredirla?

Quando ho visto i cani arrivare ho provato a prendere un'altra direzione, ma era evidente che lo scopo delle "guardie" non fosse quello di allontanarmi, ma proprio quello di aggredirmi. Si sono avvicinati ringhiando ed iniziando con piccoli colpetti alle gambe.

E lei cosa ha fatto?

Io, che faccio parte del Cai e conosco questi sentieri e questo tipo di cani, so che l'ultima cosa da fare era mettersi ad urlare. Ma non avevo vie di fuga possibili, perché ero letteralmente circondato. Ho quindi cercato di richiamare l'attenzione del pastore, sperando che fosse nelle vicinanze e che mi sentisse. Per fortuna è arrivato dopo poco tempo un ragazzo che ha richiamato i cani all'interno dell'area recintata e, con assoluta calma, mi ha detto che avrei dovuto fare "il giro largo". Ero sul sentiero 605, verso il 633, chi lo ha frequentato sa di cosa sto parlando.

Non una bella esperienza quindi.

No e non è la prima volta che accade, purtroppo, in questa zona. Io vengo qui da molti anni, sia per piacere che per lavoro e ricerca, ma l'episodio di aggressione che ho segnalato questa mattina è molto grave. Pochi minuti prima, sempre nello stesso sentiero, che ricordo essere un sentiero pubblico, un ragazzo di Quattro Castella mi ha segnalato di essere stato morso e di essersi salvato solo grazie all'intervento del pastore. E' stato un brutto momento anche per me, certo, ma penso soprattutto ai turisti ed alle famiglie con bambini che frequentano il rifugio. Questa zona, lo posso dire con cognizione di causa, è una delle più belle dell'Appennino ed ha in sé la potenzialità di un'enorme fruibilità turistica. Occorre quindi che episodi di questo genere non accadano.

La risposta è denunciare?

E' vero, molti però non lo fanno, per non perdere tempo, spesso inutilmente. La cosa grave, per questo territorio che, ripeto, è parte importante della mia vita e della mia attività di ricerca, è che per evitare questi episodi molto spesso le persone che fanno questo tipo di brutta esperienza, poi scelgono altre mete.

La pastorizia è un'attività economica di estrema importanza per il territorio.

Potremmo parlare molto anche di questo, del rispetto l'attività economica, ci mancherebbe, ma non dimentichiamo che la zona della quale parlo, in particolare, è ricca di quelle che vengono definite "emergenze botaniche", specie uniche al mondo. Si tratta quindi anche di una zona di importanza ambientale enorme. Bisogna cercare di capire cosa è prioritario.

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24 Commenti

  1. Vista l ‘importanza della segnalazione fatta dall’ escursionista ,credo sia auspicabile una risposta chiarificatrice da parte del Presidente del Parco.

    Commento firmato

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  2. È un mondo difficile.
    Il Pastore con quei cani difende il suo gregge dalle incursione dei Lupi.

    Il Pastore ama i suoi animali e li conosce uno ad uno.

    L’Escursionista ama percorrere serenamente quei sentieri.

    Il Pastore ed il suo Gregge ed i suoi Cani, il Lupo e l’Escursionista non possono coabitare.

    Uno dei tre soggetti andrebbe rimosso dallo scenario….

    Luca Fioroni

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    • Quello che si sta puntualmente verificando ormai da troppo tempo, ogni estate, presso la zona di Lama Lite ove sono soliti stazionare i pastori con il gregge ed i cani maremmani oggetto della polemica non ha nulla a che vedere con quella che viene considerata “normale” pastorizia.
      E’ molto semplicemente una situazione ai limiti della legalità che sfrutta i fondi UE destinati a sostenere la pratica della transumanza. I pascoli in questione vengono messi all’asta a cifre ridicole e prevalentemente affidati a grosse società non locali, come quella in oggetto, che in realtà non praticano la pastorizia ma approfittano delle regole italiane (decreto ministeriale n. 1420/2015) sul tempo di pascolamento e sul carico di bestiame minimo per ricevere i fondi Europei a sostegno del settore tramite un utilizzo fittizio di animali provenienti da altre regioni.
      Questa situazione è ben nota con il gregge in oggetto, che nulla ha a che vedere con la pastorizia fatta da persone che vivono la nostra terra e ne danno valore aggiunto tramite i prodotti gastronomici risultanti da questa attività.
      Un gregge di 1500-1800 capi portato nel cuore del territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano dal Veneto unicamente per lucrare su fondi UE sfruttando una legge fatta, come di consueto accade nel nostro paese, male e superficialmente, e che puntualmente lascia dopo il suo stazionamento praterie distrutte, falde acquifere inquinate, e deiezioni animali che durano anni, rappresenta solo ed unicamente un danno per il territorio e per tutta la comunità che in questa zona di appennino vive e lavora.
      Ancora più sconfortante è la completa ignavia che contraddistingue le amministrazioni pubbliche, la politica locale e l’ente Parco, che guardano incapaci uno sfruttamento vergognoso di quello che è uno degli angoli più belli del nostro Appennino.

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  3. Appellarsi al presidente del parco è come rivolgersi al ” nulla”. Resta, a mio avviso, oltre la denuncia alle autorità competenti, applicare una importante sanzione amministrativa a chi non custodisce i propri animali. Se ogni volta un pastore ci rimette in soldi il costo di un capo o due vedrete che addrizza le antenne.

    Andrea Azzolini

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  4. Questi greggi non sono di pastori locali ma di grandi latifondisti che vengono spesso da fuori regione e non portano nulla al territorio se non un’entrata ridicola agli usi civici. Come giustamente sottolineato questi greggi e cani arrecano un serio disturbo sia alla flora che alla fauna locale ( pensiamo si piccoli mammiferi, alle marmotte che vivono in quelle zone ). Inoltre vorrei ricordare l’episodio di aggressione e pestaggio di un pastore da parte dei suoi “colleghi” avvenuto l’anno scorso al quale è seguita una denuncia da parte dei carabinieri forestali a riprova della cronica irregolarità di queste attività pastorali. A questo punto dopo troppo silenzio mi aspetto una presa di posizione e una successiva azione chiara da parte del Parco Nazionale.

    GA

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  5. E’ palese che il contenuto di questo articolo è fatto a Dok per alimentare le polemiche e la diatriba in atto contro le pecore e il sottoscritto, se fossi una persona cattiva mi verebbe da pensare da chi questo “ricercatore” è stato sponsorizzato, se quanto affermato corrisponde al vero sono dispiaciuto di quanto è accaduto, ma sono sempre più convinto che per ogni cosa serva sempre un pò di buon senso, non so questo signore che tipo di ricercatore sia ma confondere 1500/1800 pecore con 300 sia un pò grave, è vero che i cani si avvicinano alle persone ringhiando putroppo non sanno parlare e nemmeno urlare, mi stupisce il fatto che questo signore sia stato allontanato con piccoli colpetti alle gambe mi auguro che i cani non abbiano usato dei bastoni o dei colpi di coda. Queste polemiche e intolleranze in tutte le altre zone montane di pari pregio o forse superiore, Cortina, tre Cime di Lavaredo, Lessinia Monte Grappa ecc……, non accadono purtoppo questo la dice tutta, per quanto riguarda le zone di emergenza botanica e di importanza ambientale Zone SIC, ZPS, Rete natura 2000, Bio Topo ed altri la pastorizia esiste con le loro regole. Chiedo cortesemente di smetterla con queste futili e sterili polemiche in quanto sono seriamente motivato di querelare le prossime inguirie e diffamazioni, cordiali saluti.

    Giuseppe

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    • Senza entrare in merito alla dinamica dell’ episodio , è un pò sconcertante il fatto che lei non si curi delle possibili conseguenze della gestione superficiale di animali che tutto sommato fanno il loro lavoro. Chi raggiunge un rifugio passeggiando ha il diritto di usufruire dei sentieri in tranquillità e sicurezza , Se sul sentiero si trovasse una famiglia con bambini ?

      giubba

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  6. Tutta la mia solidarietà al sig. Giuseppe

    Nicoletta Onfiani

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  7. Questo “sig. Giuseppe” ha un tono da mafiosetto. Nei paesi civili, all’interno dei parchi nazionali, le attività economiche devono rispettare e non comandare.

    Giuseppe Beneventi

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  8. Da vent’anni ho seconda casa a Giarola di Ventasso. Il problema non si risolve se non politicamente, personalmente ne ho parlato con i Sindaci hanno allargato le braccia. La pastorizia fa parte della storia del crinale e la storia non si può cancellare, anzi va difesa a spada tratta. Il turismo è nato molto dopo ma è quello che ha portato e sta portando benessere. Allora la scelta politica “pastorizia” o “turismo”?
    Tutti e due devono e possono convivere, ma con regole precise da rispettare e far rispettare dai pastori e dai visitatori. Il gregge non va lasciato solo col maremmano, quando il recinto è precario i cani devono starne dentro e non uscirne… e il pastore, non sempre locale e spesso extra comunitario dovrebbe essere fatto divieto di dissetarsi con acqua Ventasso 45°. Anche gli escursionisti, non quelli che viaggiano zaino in spalla, ma soprattutto fungaioli, cavalleggeri, mountainbikers, qualche crossaro abusivo dovrebbero avere più rispetto e tutela dell’ambiente in generale e di chi li abita e frequenta, pecore, capre e maremmani compresi.
    Ultimo invito anche a chi raccoglie legna distruggendo vecchie strade e sentieri

    Commento firmato

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  9. I nostri vecchi pastori mi raccontavano che non lasciavano mai il gregge, del quale si prendevano cura con il cane (non maremmano). Ritengo che la convivenza sia più che possibile, applicando le normali regole di civiltà e rispetto da parte di tutti. Il problema principale mi sembra sia il lasciare incustoditi i cani maremmani, nei quali mi sono imbattuto anch io, vista la loro indole.

    Paolo Romei

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    • Ho letto l’articolo e i commenti.
      Sono molto d’accordo con chi sottolinea che, un tempo, i pastori stazionavano con il loro gregge, per cui era difficile che si verificassero questi episodi.
      Io e mio marito siamo guide ambientali escursionistiche e gestiamo un B&B a Busana, dove la maggioranza degli ospiti che arrivano e’ rappresentata da escursionisti, perché ormai il panorama dei turisti che giungono in Appennino e’ proprio rappresentata da questa tipologia.. La disavventura che e’ capitata al signore a noi e’ capitata diverse volte e altrettante sono quelle segnalate da ospiti che sono tornati raccontando di questi incontri.
      Una persona che conosciamo poi, giusto per rispondere al signor Giuseppe e a chi dice che basta fare il giro largo, e’ finita in chirurgia tre volte dopo uno di questi incontri in Ventasso. A

      noi e’ capitato, poi, di segnalare la cosa alla Forestale giusto per sentirci rispondere che loro non possono intervenire.
      Certo che e’ altrettanto vero che se uno viene trovato con il proprio cagnotto inoffensivo senza guinzaglio in aree frequentate si becca una multa….. concordo anche con chi dice che questo tipo di attivita’ non porta proprio nulla al territorio, trattandosi, nella maggior parte dei casi, di pastori di fuori che pagano una cifra irrisoria agli usi civici.
      Allora che vogliamo fare? E che cosa dice il Parco Nazionale che promuove questo territorio come luogo incontaminato per fare belle escursioni e trovare un contatto libero con la natura ed e’ silente su un tema come questo che, di estate in estate, si ripropone?

      Rosi Manari

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  10. Non voglio di certo mettere in dubbio quanto dice l’interessato, ma c’è un aspetto meritevole a mio avviso di un ulteriore chiarimento, per capire ad es. come sia da interpretare un’aggressività iniziata “con piccoli colpetti alle gambe”, che, detta così, non pare fossero tentativi di morsicatura, ma sembrerebbero piuttosto un modo di annusare chi per i cani da guardiania si configura come estraneo, o casomai di spingerlo, non troppo bruscamente, a distanziarsi dal gregge (in ogni caso un comportamento che non darebbe l’dea di essere minaccioso e di preludere ad una aggressione, ferma restando la non piacevole sensazione di trovarsi circondato da 5 o 6 esemplari di maremmani).

    Potrebbe verosimilmente fornire una risposta in proposito chi fosse esperto di comportamenti dei cani maremmani, allorché svolgono la funzione di proteggere il gregge, e potrebbe fors’anche aiutarci a comprendere un altro particolare, ovvero il perché mai i cani si siano messi in circolo, quando, per quel che capita solitamente di ascoltare, questa razza si “schiera” di prassi a difesa del gregge, frapponendosi tra l’armento e chi vi si avvicina, ossia senza circondare gli “estranei”, e lasciando pertanto loro una “via di fuga”, anche perché, sempre dal sentito dire, non è abitudine dei cani maremmani di abbandonare il gregge che hanno in custodia, allontanandosene.

    Si parla poi anche di “emergenze botaniche” da salvaguardare, pur nel rispetto dell’attività economica, per concludere che “bisogna cercare di capire cosa è prioritario”, e c’è chi in questa selezione pare decisamente schierarsi con poco favore verso la pastorizia, vedi il commento dove si legge che “questi greggi e cani arrecano un serio disturbo sia alla flora che alla fauna locale”, nonché di “cronica irregolarità di queste attività pastorali”, mentre in altro non si vorrebbe scegliere tra pastorizia e turismo, e ci aspetta che sia la politica a risolvere il problema. Io penso che politica e istituzioni dovrebbero innanzitutto riassumere la cornice normativa che regola pastorizia ed escursionismo, farcendola poi conoscere.

    P.B. 01.08.2022

    P.B.

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    • Lei signor PB , scrive in un italiano molto gradevole e forbito , tuttavia dalle sue affermazioni si deduce chiaramente che un cane da pastore maremmano , o di altre razze , non ha mai fatto parte della sua sfera. Se lei pensa veramente che un branco di cani che circonda una persona lo faccia per annusarlo e gentilmente ” accompagnarlo” fuori dal loro territorio è la persona più ottimista del pianeta.

      giubba

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  11. Pare strano che ,ne gli organi del Parco ne il Sindaco nel cui territorio è avvenuto il fatto ( Comune di Ventasso) , si espongano pubblicamente illustrando la loro posizione in merito all’ accaduto, nonostante l’ interesse dei cittadini ci sia viste le tante letture all’ articolo.Che opinioni hanno su quanto successo ?
    Oppure se non si espongono possiamo ritenere che sia per loro corretto lo stato attuale della situazione.

    Commento firmato

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  12. Successo anni fa mentre compivo la traversata sullo 00 in solitaria e con zaino pesante di imbattermi all’improvviso e nella nebbia, nei presi della Cima del Monte Vecchio, di gregge e pastori maremmani. Mi “salvai” andando fuori sentiero giù per il crinale e risalendo dall’ altro lato dopo lungo e faticoso ravanamento, nonostante questo i cani mi avevano seguito sul crinale e da lontano mi abbaiavano ancora, da allora ho praticamente smesso di frequentare l’Appennino e preferisco alla gran lunga un bell’ incontro con Orso in Trentino!!!

    Daniele P

    Rispondi
  13. Il secondo ed odierno commento di Giubba lascia o lascerebbe intendere che io sia piuttosto digiuno riguardo ai comportamenti dei cani maremmani e altre razze – immagino quelle similari – il che può non essere infondato, tanto che mi sono rimesso al parere degli esperti in argomento, ma non sono stato io a parlare di “piccoli colpetti alle gambe”, che andrebbero a mio avviso interpretati perché mi sembrano abbastanza inusuali in cani “che si sono avvicinati ringhiando”, ossia con un fare apparentemente aggressivo poi risoltosi in piccoli colpetti (ma c’è sicuramente chi può darne una spiegazione più accreditata rispetto alle mie semplici ipotesi, espresse peraltro, se non sbaglio, in forma di domanda).

    Quando poi leggiamo, nel suo primo commento, di ieri, che “chi raggiunge un rifugio passeggiando ha il diritto di usufruire dei sentieri in tranquillità e sicurezza”, dovremmo quantomeno supporre che altri abbiano diritto a pascolare il proprio gregge sui terreni tradizionalmente adibiti ad ospitare il bestiame nella stagione estiva, salvo poi vedere a quali condizioni, per gli uni e per gli altri, siano esercitabili tali diritti, e proprio in proposito a me pare, come ho già avuto modo di dire, che il punto di partenza sia la vigente normativa in materia, così da vedere innanzitutto se i comportamenti siano conformi alle disposizioni in essere (dopo di che si può discutere di comportamenti opportuni, ma sono aspetti distinti e diversi)

    P.B. 02.08.2022

    P.B.

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  14. Sono un corridore di montagna ,ieri sera ,ho attraversato la porzione di forestale che congiunge il passo Lama lite con il sentiero 605 e 605 invernale .
    Alle ore 20 circa salivo e il gregge con i cani si trovava alle spalle del rifugio Battisti, (a distanza)sono stato raggiunto solo dall abbaiare dei cani, di ritorno alle 20:30 , i cani si trovavano dentro un recinto realizzato con reti B (sono reti alte meno di 1 mt a maglia larga che si usano per proteggere le piste da sci ) .. ne ho visti 6 all interno .
    Correndo in montagna , mi capita di incontrare il gregge sui sentieri e i maremmani, me la sono sempre cavata tenendomi molto alla larga o allontanandomi o traversando su placche rocciose dove i cani nn possono accedere…in una occasione avevo i bastoncini da salita che forse riconoscono come “bastoni ” che mi hanno aiutato a tenere a bada ..
    Purtroppo risalendo dal lago bargetana , e scavalcato il crocevia ,me li sono trovati davanti senza preavviso.
    La recinzione di fortuna è stata saltata da due più chiari ,e altri due più scuri sono passati sotto ….insomma rete inutile…sono stato raggiunto e accerchiato, ho tentato di arretrare ,per un centinaio di mt portandomi sul ciglio della scarpata della valle dei porci per non venire accerchiato totalmente , dopo un paio di minuti di attacchi , sono stato morso al femorale ,successivamente sono riuscito (fortuitamente ,i cani sono agilissimi , )a colpire uno …credo disorientati ,gli altri 3 si sono raccolti attorno a quello colpito( forse per proteggerlo ?) , ho così potuto guadagnare qualche secondo per portarmi una distanza di sicurezza …(circa 15 mt )che mi permettesse di girare loro le spalle , e partire a gambe levate lungo la valle dei porci ….mi sono veramente preso una bella strizza….ho raggiunto il rifugio Segheria e ho disinfettanto la ferita , al pronto soccorso ho fatto medicazione antitetanica e ho sporto denuncia col referto ai carabinieri .
    Mi sono figurato la scena magari di una famiglia con bambini …30 minuti prima saliva un gruppo di ragazzini 12 /14 anni zaino in spalla…

    Enrico

    Rispondi
  15. Signor PB , come ripeto è un piacere leggere i suoi commenti , lei scrive e si esprime in modo educato e corretto. Io allevo cavalli e anche cani di razza Rottweiler , demonizzati per anni come divoratori di umani. Per educazione e soprattutto per non creare disagio a nessuno , i miei animali , anche se moto tranquilli, sono sempre custoditi e controllati . Come tutti i cavalieri che frequentano il nostro territorio ,durante le soste mi guardo bene da lasciare libero il cavallo , perchè è un potenziale pericolo per chi anche solamente passeggia su un sentiero. Nessuno vuole ostacolare la pastorizia , anzi pastori e animali hanno tutto il mio rispetto , ma senza parlare di leggi e permessi , mi aspetto che chi lavora con i cani , sia sempre presente e soprattutto all’altezza , seguendo le regole non scritte del buonsenso , di gestire la situazione .

    giubba

    Rispondi
  16. Meno male che se ne dovevano andare dalla zona del Battisti !!!
    Estratto da un altro articolo di Redacon:
    Ieri pomeriggio, lunedì 1agosto, i Carabinieri forestali, guidati dal colonnello Giuseppe Piacentini, hanno effettuato un sopraluogo in zona Lama Lite e hanno riscontrato gravi difformità rispetto alle normative sul pascolo nell’area, tali da comportare sanzioni penali, ecct ecct. …. I carabinieri hanno, inoltre, intimato l’allontanamento delle greggi dalle vicinanze del Rifugio Battisti.

    F.D.

    Rispondi
  17. Non sbaglia di certo Giubba nel parlare di “regole non scritte del buonsenso”, che sono o sarebbero indubbiamente un “ingrediente” affatto secondario, se non importante, nella vita di una comunità, ma non va nel contempo sottaciuto o dimenticato che le stesse possono anche rivelarsi soggettive e discrezionali, vedi il caso di certe razze canine giudicate da taluni pericolose, mentre per altri la pericolosità non dipende dalla razza bensì dalla loro “gestione”, da parte dei rispetti proprietari o conduttori.

    A fronte di ciò, io penso che si debba partire innanzitutto dalle disposizioni vigenti, che discrezionali non sono, e dal momento che in tema di pascoli, pastorizia, cani da guardiania – e verosimilmente anche per l’escursionismo – si sono sommate, nel corso degli anni, regolamentazioni nazionali e regionali, mi sembrerebbe opportuno che gli organismi preposti, vista la loro “consuetudine” con le norme di settore, le riepilogassero e compendiassero così da fornire il quadro normativo di riferimento.

    P.B. 04.08.2022

    P.B.

    Rispondi
  18. Alla fine la colpa è dei lupi….sì, dei lupi, senza la loro presenza non servirebbero cani di taglia e aggressivi come i maremmani, ma basterebbero non so, dei labrador, dei barboncini dei volpini ecc ecc è una provocazione ma neanche tanto….

    Lucio

    Rispondi

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