Confermata l’ipotesi di spaccio allo studente 19enne residente in Appennino

Il 24 maggio scorso, un giovane 19enne era stato fermato nel parco pubblico di via Monzani, vicino alla Coop, dai Carabinieri di Castelnovo Monti, con una modica quantità di droga trovatagli addosso.

Ora l'accusa diventa più grave e lo spaccio viene confermato. E' stato inoltre accertato che il reato era posto in essere anche verso studenti minorenni, che il giovane rintracciava nella stessa scuola che frequentava, un grande istituto superiore di Castelnovo Monti.

Al diciannovenne incensurato, residente in un comune dell'Unione Appennino, è stata confermata la misura cautelare dell'obbligo di firma durante l'interrogatorio di garanzia svoltosi ieri.

Alla perquisizione che i Carabinieri avevano effettuato nell'immediatezza sul  ragazzo ed in seguito nell'abitazione, ove lo stesso vive con la propria famiglia, erano stati rinvenuti 8 grammi di hascisc, suddivisi in sette dosi.

Era seguito anche il sequestro del telefono cellulare appartenente al giovane, dal quale gli inquirenti hanno potuto estrapolare inequivocabili messaggi whatsapp, che confermavano diversi appuntamenti riferibili senza dubbio allo spaccio.

Dalla visione di detti messaggi emergeva, inoltre, che proprio nella stessa giornata in cui era stato fermato, il 19enne aveva ceduto lo stupefacente ad uno studente.

L'indagine dell'arma ha permesso di ricostruire i contatti del ragazzo ed hanno ipotizzato di trovarsi di fronte al fornitore degli studenti dell'Istituto, come confermano le ricostruzioni, che rimandano a diverse cessione avvenute con continuità nel corso dell'anno.

Il pubblico ministero dottoressa Valentina Salvi, visti gli atti, ha chiesto ed ottenuto al giudice delle indagini preliminari Luca Ramponi la misura cautelare dell'obbligo di firma.

L'interrogatorio di garanzia, atto dovuto secondo il codice di procedura penale, che si è svolto ieri al tribunale di Reggio Emilia avanti il giudice Dario De Lucia ha confermato la misura cautelare dell'obbligo di firma.

A tre mesi di distanza il ragazzo ora si è diplomato e ha un lavoro estivo. Ieri, durante l'interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

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