Paolo Ruffini (Pd montagna): “Il punto nascite verrà riaperto quando il Ministero approverà la richiesta che la Regione ha proposto”

“Il Dott. Boni, capogruppo di maggioranza a Castelnovo ne' Monti, denuncia problemi reali, ma il suo sfogo non è completamente condivisibile poiché mette sullo stesso piano partiti che vogliono un servizio sanitario pubblico con quelli che vogliono privatizzare la sanità. Le parole di Boni vengono da un sentimento di amarezza, ma hanno un peso e non vorremmo fossero strumentalizzate perché sono quelle di un amministratore che fa parte di una compagine progressista e riformista”.

Così il coordinatore del PD della montagna di Paolo Ruffini, interviene dopo le dichiarazioni del dottor Carlo Boni, capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale a Castelnovo Monti e consigliere delegato alla sanità che critica alcune basi del Piano di fattibilità, reso pubblico dal Comitato Salviamo le cicogne. Il Dottor Boni obietta duramente la mancata realizzazione di promesse di riapertura più volte ribadite a livello regionale negli ultimi mesi”.

Ruffini afferma: “Non sfugge a nessuno che l'alternativa a Bonaccini nel 2020 era Lucia Borgonzoni. Borgonzoni proponeva un modello di riorganizzazione della sanità simile a quello lombardo. Puntava ad una profonda trasformazione del sistema sanitario che andava verso un regime privatistico, e prevedeva di smantellare progressivamente tutti i presidi di  medicina territoriale. Siamo certi che nessuno oggi voglia questo, anche perché il modello lombardo si è rivelato fallimentare durante le fasi più complesse della pandemia”.

“Siamo certi che tutti comprendano – continua il coordinatore del Pd montano - quanto la Regione abbia investito e quanto stia investendo sullo sviluppo della montagna. Un intero assessorato regionale è stato dedicato al tema. Vogliamo fare qualche esempio anche solo limitato a questi ultimi mesi. È della scorsa settimana la pubblicazione del bando per supportare le giovani coppie che vogliono acquistare una casa in montagna. A Marzo sono stati stanziati 20 milioni per le nostre strade e la nostra sanità. Ad Aprile sono stati erogati contributi a fondo perduto a 4 aziende del nostro territorio ed è stato pubblicato un bando per sostenere le imprese nella transizione verso il digitale. A Luglio è stata approvata la legge per sostenere le cooperative di comunità. L'elenco è in realtà molto lungo e ci riserviamo di pubblicare nelle prossime settimane la lista dei principali interventi che la regione ha dedicato al nostro territorio”.

E aggiunge: “Non vogliamo certo sostenere che tutto sia perfetto e non intendiamo nascondere i problemi: il punto nascita è ancora chiuso. È difficile reclutare medici e infermieri. È complesso fare quadrare i bilanci per i rincari del costo dell'energia. È quasi impossibile pianificare i lavori pubblici per l'aumento del costo delle materie prime. I nostri avversari però non hanno soluzioni a questi problemi, e certamente non pensano ai punti nascita. Ogni volta che hanno governato il paese hanno fatto un disastro. Preferiscono fantasticare di blocchi navali, simpatizzano con Putin, hanno votato contro l'assegnazione dei 200 miliardi del PNRR all'Italia anteponendo l'interesse di partito all'interesse nazionale”.

“Con tutti i limiti, con tutti gli errori e con tutti i problemi che deve affrontare un amministratore – sottolinea - siamo certi che Boni si voglia unire a noi nel sostenere chi opera sul territorio e supporta il lavoro, chi investe sull'ospedale, chi potenzia il sistema di medicina territoriale con le case della salute".

E conclude: “Il punto nascite verrà riaperto quando il Ministero approverà la richiesta e il protocollo che la Regione ha proposto. La riapertura avverrà in modo ordinato dopo che la pandemia sarà terminata e garantendo massima sicurezza per le mamme e i bambini. I montanari meritano di meglio che la strumentalizzazione di questo problema a fini elettorali da parte di partiti che nel coordinatore del PD le regioni dove  governano hanno chiuso i punti nascita periferici, senza inviare proposte costruttive a Roma”.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

6 Commenti

  1. A me leggere tutti questi interventi di coordinatori, capogruppi, tesserati e via dicendo che parlano di punto nascite, diga di Vetto, viabilità della montagna etc etc… viene in mente una bellissima canzone di Mina e Alberto lupo: PAROLE PAROLE PAROLE!
    E a settembre ci aspettano le votazioni nazionali per decidere chi ancora prenderà per i fondelli il popolo italiano. Credo che se sarà bel tempo quel giorno andrò in gita e se pioverà giocherò con mio figlio a PlayStation.

    Giovanni

    Rispondi
  2. Molte chiacchiere, poca sostanza. Pubblichi la richiesta di apertura inoltrata dalla regione al ministero, oppure dove e’ consultabile.

    MA

    Rispondi
  3. Dopo la mezza smentita alle parole del dr. Boni – che a ben vedere sarebbe molto più di mezza, visto il suo ruolo di capogruppo della maggioranza – il coordinatore del PD montagna si lancia in una vasta autocelebrazione dell’azione svolta dalla “compagine progressista e riformista” a favore del nostro territorio.

    Tanta decantata attenzione per “i monti” pare tuttavia stonare, e non poco, col fatto che per le urne del 25 settembre detta compagine ha ritenuto che nessun montanaro dovesse venir candidato, stando almeno all’articolo di Redacon “Elezioni politiche, nelle proposte del Pd nessun nominativo legato alla montagna”.

    Troviamo poi scritto che “il punto nascite verrà riaperto quando il Ministero approverà la richiesta e il protocollo che la Regione ha proposto”, e sparisce del tutto la questione antisismica che avevamo letto nell’articolo “Punto nascita, non riapre prima del 2026: rischio sismico”, al che una qualche domanda può venir spontanea.

    Quando poi leggo di partiti che vorrebbero privatizzare la sanità, mi pare essere una bella forzatura, per usare un eufemismo, volendosi far passare come intento di “sostituzione” l’idea di valorizzare il ruolo della sanità privata, ad integrazione di quella pubblica (basti pensare alla importante funzione che “il privato” sta svolgendo anche nel reggiano).

    P.B.

    Rispondi
  4. É sempre un divertimento ascoltare certe persone. Prima mi divertivo ad ascoltare Grillo ma lui veniva dal teatro comico. Altri non hanno ai fatto i comici ma cominciano a divertirmi. All’ultima riunione sul destino dell’ospedale si è presentato come responsabile del PD montano e ha iniziato a parlare di rivoluzione. Poi forse gli hanno detto che chi comanda è il suo partito. Ah, allora che rivoluzione si fa, contro chi? Se fai la rivoluzione, vengo anche io con un cappellino ed un sigarone alla Fidel. Quando parti per favore chiamami!
    Hasta la vista’s, companeros!!!
    Dott. Cavana

    Cavana

    Rispondi
  5. Non ho capito, ma è un problema di sismica o di mancanza di medici? Oppure è un problema di protocollo ministeriale? Oppure è la pandemia, che mi sembra ancora attuale solo nei pressi del punto nascite? Potreste almeno chiarirvi le idee tra di voi, prima di dire qualcosa?

    Mattia

    Rispondi
  6. Caro Ruffini, io alle regionali ho votato Bonaccini. L’ho votato non solo perché votare la sig.a della destra che in TV disse che la ns. Regione confinava con Trento e altre stupidaggini non mi sembrava dignitoso (ma a destra non avrei votato manco avessero candidato un illustre geografo!) ma soprattutto per il suo programma riguardante la sanità: potenziamento del pubblico, sostanzialmente.
    Vede,caro Ruffini, invece di elencarci quante questioni il suo partito ha affrontato dovrebbe dirci quali problemi ha risolto.
    Per es., e per tornare all’argomento specifico senza divagare, in che modo Bonaccini ha migliorato la sanità pubblica?
    – di quanto si sono accorciate le liste di attesa?
    -quali provvedimenti ha preso per riportare l’assistenza medica ai livelli di 20 anni orsono (si, in 20 anni è peggiorata , è quasi azzerati) nelle nostre frazioni?
    – ci potrebbe anche rendere edotti del perché la spesa sostenuta dalla Regione per pagare le prestazioni sanitarie di strutture private convenzionate ,mi si dice, stiano aumentando.
    Non le pare strano? Potenziando il pubblico dovrebbe diminuire la spesa verso il privato, mi pare ovvio.
    Lei, quale funzionario del PD, dovrebbe adoperarsi affinché il Presidente si metta al lavoro per cui lo paghiamo e accantoni mire e programmi futuri . Buon lavoro(se così farà).

    M.F.

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48