Controreplica del sindaco Borghi al Pd di Carpineti

Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi

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raccolta firme PD e sindacato contro cambiamento ASP

Leggo ora che è il Pd di Carpineti a controbattere e non più il coordinatore del Pd della montagna come apparso prima.  A margine dello stesso comunicato poi il Pd dice di aver fatto un refuso quando si è firmato “Carpineti Futura” e non Futuro Comune. A questo punto non so davvero a chi sto rispondendo ma ci provo per l’ultima volta. Cercherò di aggiungere alcuni dettagli per facilitare il lettore ad una comprensione tra un refuso e l’altro del PD.

L’Asp Don Cavalletti è una azienda di servizio alla persona con valenza distrettuale del distretto di Castelnovo. Soci dell’Asp, seppur in quote diverse, sono tutti e sette i comuni dell’Appennino i cui sindaci formano l’assemblea dell’Ap. Presidente dell’assemblea attualmente è il sindaco di Castelnovo. L’assemblea dei sindaci è sovrana nella gestione dell’Asp Don Cavalletti. Qualsiasi modifica strutturale dell’Asp prima deve essere condivisa nell’assemblea dei soci (ossia dai sette sindaci) e poi approvata da ognuno dei consigli dei sette comuni. Quindi quando il Pd di Carpineti dice “Borghi non ha mai portato in consiglio comunale nessuna scelta”, se intende in senso strutturale, dice una cosa che non conosce, nonostante la presenza di un proprio membro in consiglio, perché la scelta doveva essere collegiale con gli altri sei sindaci. Se invece lo dice in senso che “non è mai stata discussa in Consiglio la questione ASP” dice un’altra cosa non vera, nonostante la presenza di un suo consigliere. Il consiglio comunale ha votato sul don Cavalletti sia per la presa d’atto degli studi di analisi dei possibili scenari sia per la ratifica delle delibere delle assemblee dei soci che riguardavano il futuro del don Cavalletti. Nel dibattito è intervenuto più volte il gruppo d’opposizione Carpineti Civica mentre l’opposizione della consigliera Migliaccio, sia in consiglio che negli accesso agli atti, ha avuto ad oggetto questioni, pure importanti, ma di stretta gestione quotidiana e non certo di sistema o prospettiva.

Quando il Pd di Carpineti dice “il Pd di Carpineti si è opposto alla privatizzazione” (quindi attribuendomi una scelta e smentendo quanto affermato poco prima di non averne fato …) dice una cosa non vera. La privatizzazione era solo nelle tesi del Pd, nelle nostre ce ne erano delle altre e prioritarie. A testimonianza di quanto qui affermo, che smentisce quanto scrive il Pd di Carpineti, rimando la lettura delle linee programmate 2019-2024 della mia amministrazione approvate con delibera consigliare 56 del 06/11/2019, dopo aver vinto con ampia maggioranza le elezioni contro la compagine del Pd e un’altra minoritaria. Nel capitolo “Case residenza anziani di Poiago”, si legge: “… di comune accordo con gli altri sindaci, si continuerà a cercare una gestione ottimale che punti ad un equilibrio di bilancio, permetta una corretta pianificazione delle manutenzioni alle strutture, garantisca i diritti acquisiti dei lavoratori …”. Se la nostra unica ipotesi fosse stata la privatizzazione, come afferma mendacemente il Pd, l’avremmo scritto in quel documento. Una cosa è sicura: il Pd vuole allontanare da sé la responsabilità delle battaglie fatte e rivendicate per il mantenimento dello status quo dell’Asp con lo slogan “l’Asp non si tocca”. Battaglie che hanno prodotto ritardi nell’ammodernamento della Casa residenza anziani e maturato perdite nelle gestioni che dovranno in gran parte essere ripianate dal Comune di Carpineti con i contributi versati dai suoi cittadini.  E i cittadini se lo ricorderanno amaramente. Tutto quanto qui scritto è verificabili da atti, documenti, foto e articoli, validi anche per coloro che hanno perso la memoria sul loro operato negli ultimi 5-6 anni.

 

Tiziano Borghi

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2 Commenti

  1. Ho deciso di esprimere il mio pensiero riguardo al dibattito relativo all’ASP Don Cavalletti in quanto personalmente considero questa struttura e il servizio che offre come un patrimonio prezioso da tutelare e difendere. Vorrei poter pensare che ogni cittadino del mio comune condividesse questo principio e, che ognuno nel suo piccolo, agisse in questa direzione, anche soltanto informandosi e partecipando attivamente. Purtroppo quello che io vedo è che l’interesse riguarda solo chi a questo servizio ha dovuto rivolgersi, anche affrontando scelte dolorose. In passato mi è capitato, da un giorno all’altro, di avere la necessità di usufruire del Centro Diurno del Don Cavalletti (a proposito: nessuno parla più di questo servizio; è definitivamente chiuso?). Ebbi modo di esprimere pubblicamente il mio apprezzamento per l’aiuto e la tempestività con cui avevo avuto la possibilità di affrontare una situazione difficile. Ritengo fondamentale che la struttura rimanga pubblica, anche perché è l’unica in montagna. Sottolineo alcuni principi dai quali non si può, a mio avviso, prescindere: il Sindaco è il Sindaco di tutti, di chi lo ha votato e di chi non lo ha votato; la maggioranza ha l’onere e la responsabilità delle decisioni, delle scelte fatte o rinviate e delle relative conseguenze; la minoranza ha il compito di pungolo, verifica, controllo, proposta riguardo a scelte fatte o da fare. I lavoratori hanno il diritto di difendere il loro posto di lavoro. La decisione relativa al futuro del Don Cavalletti riguarda prima di tutto il comune di Carpineti che ha la maggioranza delle quote. Sicuramente anche L’Unione Montana eserciterà il ruolo che le compete, ma per quanto osservo mi pare che in questo organismo, più che una visione comune riguardo allo sviluppo del territorio prevalgano logiche campanilistiche. Ho sentito il Sindaco Borghi nel corso di un consiglio comunale paragonare l’Unione Montana ad un acquario: mi è sembrata un’immagine molto efficace, che può offrire molte riflessioni riguardo al funzionamento di questo Ente. Mi hanno spiegato che l’unico modo per mantenere pubblica l’ASP Don Cavalletti è di farla confluire nell’ASC Teatro Appennino; ho sentito parlare in un consiglio comunale di potenziamento della funzione sociale dell’ASC stessa. Mi auguro che il potenziamento di cui si parla non derivi soltanto dall’inserimento di una struttura per anziani, in aggiunta al servizio minori, al teatro, allo sport e alla cultura del Comune di Castelnovo Monti. Ho già avuto modo di esprimere in passato le mie perplessità riguardo alla struttura gestionale, alla commistione pubblico privato, alla scarsa chiarezza riguardante la suddivisione delle responsabilità.

    Nicoletta Beretti

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  2. Ho deciso di esprimere il mio pensiero riguardo al dibattito relativo all’ASP Don Cavalletti in quanto personalmente considero questa struttura e il servizio che offre come un patrimonio prezioso da tutelare e difendere. Vorrei poter pensare che ogni cittadino del mio comune condividesse questo principio e, che ognuno nel suo piccolo, agisse in questa direzione, anche soltanto informandosi e partecipando attivamente. Purtroppo quello che io vedo è che l’interesse riguarda solo chi a questo servizio ha dovuto rivolgersi, anche affrontando scelte dolorose. In passato mi è capitato, da un giorno all’altro, di avere la necessità di usufruire del Centro Diurno del Don Cavalletti (a proposito: nessuno parla più di questo servizio; è definitivamente chiuso?). Ebbi modo di esprimere pubblicamente il mio apprezzamento per l’aiuto e la tempestività con cui avevo avuto la possibilità di affrontare una situazione difficile. Ritengo fondamentale che la struttura rimanga pubblica, anche perché è l’unica in montagna. Sottolineo alcuni principi dai quali non si può, a mio avviso, prescindere: il Sindaco è il Sindaco di tutti, di chi lo ha votato e di chi non lo ha votato; la maggioranza ha l’onere e la responsabilità delle decisioni, delle scelte fatte o rinviate e delle relative conseguenze; la minoranza ha il compito di pungolo, verifica, controllo, proposta riguardo a scelte fatte o da fare. I lavoratori hanno il diritto di difendere il loro posto di lavoro. La decisione relativa al futuro del Don Cavalletti riguarda prima di tutto il comune di Carpineti che ha la maggioranza delle quote. Sicuramente anche L’Unione Montana eserciterà il ruolo che le compete, ma per quanto osservo mi pare che in questo organismo, più che una visione comune riguardo allo sviluppo del territorio prevalgano logiche campanilistiche. Ho sentito il Sindaco Borghi nel corso di un consiglio comunale paragonare l’Unione Montana ad un acquario: mi è sembrata un’immagine molto efficace, che può offrire molte riflessioni riguardo al funzionamento di questo Ente. Mi hanno spiegato che l’unico modo per mantenere pubblica l’ASP Don Cavalletti è di farla confluire nell’ASC Teatro Appennino; ho sentito parlare in un consiglio comunale di potenziamento della funzione sociale dell’ASC stessa. Mi auguro che il potenziamento di cui si parla non derivi soltanto dall’inserimento di una struttura per anziani, in aggiunta al servizio minori, al teatro, allo sport e alla cultura del Comune di Castelnovo Monti. Ho già avuto modo di esprimere in passato le mie perplessità riguardo alla struttura gestionale, alla commistione pubblico privato, alla scarsa chiarezza riguardante la suddivisione delle responsabilità.

    Nicoletta Beretti

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