Gazzolo, a rischio di crollo la casa dei Templari

Dopo il borgo di Gottano, che ci sorride caldo e dolce, a dispetto della sua consonante gutturale iniziale, ci attende il paese di Gazzolo, più disteso, più esteso, ma anche più segreto.
Gazzolo custodisce uno dei più preziosi gioielli del nostro Appennino: la croce dei Templari. Così afferma Federico Romiti nel suo illuminante volume Radici II, edito Parma da Studio Nobili Edizioni, 2013.
La scoperta del fregio su una delle porte a piano terra della casa a torre situata in fondo al paese, vicino alla chiesa, ha indotto Carlo Zanni, cultore della storia di Gazzolo, nonché rappresentante di una delle famiglie più antiche del borgo, a promuovere nel giugno 2020 un'interpellanza a Enrico Bini, presidente dell'Unione Montana dei comuni dell'Appennino reggiano.
La casa a torre, una piccola corte di tre edifici e dislocata su tre piani, acquisita dalla precedente amministrazione municipale, che ne ha curato la recinzione, versa da allora nel più completo abbandono ed è a rischio di significativi crolli strutturali.
Ora, c'è da chiedersi cosa facessero qui i Templari. Ebbene, i Cavalieri del Tempio passavano di qui per arrivare, attraverso il Passo del Lagastrello, a La Spezia; il percorso inverso li portava al Po e in Terra Santa.
Dunque, uno snodo medievale importante che, opportunamente valorizzato, attraverso il restauro dei beni architettonici che ne testimoniano la presenza storica, porterebbe a un sicuro turismo internazionale di qualità, caratterizzato da un'inestinguibile sete di "mete segrete d'Italia".

Marina Montanari

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Un Commento

  1. 27 agosto 2022

    Gentile sig. Presidente Vincenzo Volpi,
    Unione Montana dei comuni dell’Appennino reggiano
    e per conoscenza alla Giunta dell’Ente

    Interpellanza

    Oggetto: Edificio storico “Casa dei Templari”, località Gazzolo di Ramiseto, Ventasso.

    Premesso che

    Su segnalazione di abitanti di Gazzolo, Ramiseto, comune di Ventasso, un antico edificio in pietra, con impianto di casa a torre e annessa piccola chiesa, identificato per tradizione locale come “Casa dei Templari”, giace in stato di completo abbandono: da articolo apparso su REDACON, oggi 27 agosto 2022, il rischio di crollo sarebbe concreto e imminente.

    Descritto come casa rurale, “Casa Cavaglieri”, già casata Nobili, poi con il matrimonio di una figlia, diventato appunto Cavaglieri (Cavalieri), l’edificio è stato acquistato molti anni fa dal comune di Ramiseto, ora Ventasso.

    E’ censito a pagina 287, del volume “INSEDIAMENTO STORICO E BENI CULTURALI APPENNINO REGGIANO” a cura dell’architetto Walter Baricchi edito nel 1995 da Tecnostampa Edizioni, con il contributo della Comunità Montana dell’Appennino reggiano,

    Da sopralluogo del dr. Federico Romiti, riportato nel bel volume Radici II, edito a Parma da Studio Nobili Edizioni, 2013, viene descritta la scoperta inaspettata del fregio su una delle porte a piano terra, con parole tra lo sbalordito e il mistico, come Croce Patente dei Cavalieri del Tempio.

    La casa a torre è presumibile sia stata innalzata in quel luogo per la collocazione su una antichissima strada, percorsa da Roberto II di Normandia, (da Rouen, Blois, Pointarlier, Francia, verso Pisa, Roma, Montecassino e infine al porto di Brindisi), al quale si unirono successivamente il conte di Parma, Guiberto II, Alberto Pombia, conte di Biandrate, e cavalieri inviati dal vescovo di Piacenza.

    Brindisi, come imbarco obbligato per i pellegrini armati che nel 1096-97 da tutta Europa, sollecitati dalle prediche di Pietro l’Eremita e dalle parole di papa Urbano II accorrevano al grido di “Deus lo Volt”, (dal latino”Deus Vult”), per recarsi in Terrasanta a liberare la città di Gerusalemme dal dominio degli infedeli, (a vendicare la distruzione della Basilica del Santo Sepolcro da parte dell’iman al-Ḥākim bi-amri llāh), in quella che sarà chiamata Prima Crociata, 1096-1099.

    Gerusalemme fu liberata il 15 luglio 1099, (Girolamo Gabrielli, a capo di 100 cavalieri provenienti da Gubbio, fu il primo crociato a entrare nella Basilica del Santo Sepolcro).

    Considerato che

    Dopo l’acquisto della casa a torre con annessa piccola chiesa, databile in parte attorno al XI secolo, il comune di Ramiseto, ora comune di Ventasso, l’ha abbandonata al degrado del tempo, con parte del tetto crollato e l’edificio stesso circondato e invaso da arbusti, e come già accennato, nell’articolo pubblicato oggi 27 agosto, su Redacon, il crollo potrebbe essere imminente,

    Si chiede al Presidente e alla Giunta

    Se, dopo attenta analisi storiografica, valutando il costo dell’acquisto e del necessario restauro, non sia nell’interesse di tutta l’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano, valorizzare e preservare l’importante bene architettonico, anche al fine di incentivare un turismo europeo di qualità, attratto dai percorsi della via Francigena, del Volto Santo e delle rotte intraprese dai cristiani italiani e nord-europei, che a decine di migliaia, poco meno di dieci secoli fa, attraversavano o partivano dalle nostre terre, prima per un pio pellegrinaggio e poi per intraprendere una guerra di liberazione dei luoghi santi di Palestina, culminati il 15 luglio 1099 nella conquista di Gerusalemme.

    Si prega di voler dare risposta orale in aula e consegnare copia scritta, nel primo consiglio utile.

    Distinti saluti
    Alessandro Raniero Davoli
    Consigliere gruppo Lega-Fratelli d’Italia

    Alessandro Raniero Davoli

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