Aronne Ruffini (Vetto): “Il progetto diga? Favorevoli, ma sia moderno”

Aronne Ruffini

Quello della diga di Vetto è un tema che ritorna ciclicamente alla ribalta. In particolare questa estate, caratterizzata dalla siccità.

Sulla questione si è espresso di recente alla Fiera di san Vitale ai microfoni di Radionova, Aronne Ruffini, vicesindaco a assessore all’ambiente del Comune di Vetto.

“Il tema diga è legato ai cambiamenti climatici; bisogna ragionare in modo diverso. Il progetto Marcello è  un progetto di trenta anni fa, qualcuno lo ripropone. Credo che sia un progetto che va riadeguato alle nuove normative, nazionali e europee. Noi siamo favorevoli ma favorevoli ad un progetto rivisto e anche di dimensioni leggermente ridotte; occorre un progetto innovativo”.

Proprio alcuni giorni fa, Lino Franzini, presidente della Municipalità di Ramiseto e del Comitato promotore della Diga di Vetto, in una nota inviata a Redacon sottolineava l’importanza della ripresa dei lavori della Diga di Vetto, previo adeguamento del progetto Marcello. I lavori sono stati sospesi il 16 agosto del 1989 e mai ripresi.

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7 Commenti

  1. Vista la situazione energetica in cui si trova l’Italia, vista l’importanza del settore Agroalimentare di Reggio e Parma, visto i cambiamenti climatici che porteranno siccità e alluvioni e tanto altro, basterebbe ammettere che fu un grande errore non riprendere i lavori di costruzione della Diga di Vetto dopo la lettera di Carlo Ripa di Meana del 1992. Ma a volte piuttosto di ammettere un errore se ne commette uno mille volte più grande, che sarebbe quello di ripartire da zero. In ogni mio commento ho sempre dichiarato che il Progetto Marcello (progetto di grande eccellenza) va adeguato alle nuove normative del 2014, lo ha scritto anche una Società d’ingegneria che progetta dighe e lo ha scritto il Ministero delle infrastrutture. In merito a quanto dichiarato da Aronne Ruffini, non comprendo il significato di “progetto vecchio”, il progetto di una Diga in “Materiali sciolti” come da Progetto Marcello non invecchierà mai, era cosi al tempo di Diocleziano, è così ora e sarà cosi tra duemila anni; è tale quale quello al Lagastrello di 120 anni fa, vanno solo adeguate le sicurezze, come non comprendo cosa significa un “progetto innovativo” di una diga, forse si vuole una diga trasparente?, oppure una diga che oggi la metti e domani la togli, o una diga gonfiabile e sgonfiabile?; o una diga fatta dalle lontre o dai castori?; una diga è una diga, può essere in materiali sciolti o in calcestruzzo, ma sempre una diga rimane. Un nuovo progetto è giustificato solo se si vuole uno sbarramento in Calcestruzzo, tipo Ridracoli, e non in inerti naturali come il Bilancino o il Lagastrello.

    (Lino Franzini)

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  2. Mi permetta di dissentire , non sulla base di mie sensazioni, ma dopo essermi adeguatamente informata ed aver partecipato a diversi incontri. L’ultimo a Reggio, ove erano presenti i maggiori esperti di dighe a livello nazionale ed internazionale. Le consiglio di leggere attentamente gli atti, potrebbe scoprire con enorme sorpresa che il progetto Marcello rimane il migliore per diversi motivi. Gli ingegneri di Reggio si sono offerti di adeguarlo alle nuove normative nel giro di pochi mesi. Poi potrebbe scoprire altre amenità, a Lei il compito di verificare ed informarsi adeguatamente, visto che tra l’altro ha una carica che le impone ciò. Basta dunque ad opinioni da bar, è ora che si cominci a discutere in modo serio, il Paese non può più aspettare

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  3. Si, ma, però, forse… Le autorità nazionali o regionali dovrebbero procedere a costruire le infrastrutture pubbliche senza preoccuparsi del parere di sindaci, vicesindaci, portavoci etc etc altrimenti non si farà mai nulla di utile perché in troppi vogliono metterci lo zampino solo per darsi visibilità. Non dovrà certo essere un vicesindaco di un paesello come Vetto a decidere le sorti di un opera pubblica. In paesi governati in modo serio si procede così, ciò che serve si fa.

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  4. Mi complimento con gli ultimi tre commenti, esprimono ciò che dovrebbe fare chi amministra un paese, purtroppo da troppi anni da noi non è cosi, le scelte non vengono fatte in base al bene comune, in base alle necessità di un territorio ma in base all’interesse di un partito e con l’attenzione di non perdere voti o “sedie”, anche se questo immobilismo porta a enormi danni. Bene ha detto la Sig.a che ha scritto un commento dicendo che il progetto Marcello è di alta qualità. Chiunque avesse un progetto Marcello non lo cambierebbe con altri, in fatto di Dighe la Società d’Ingegneria Marcello, che ha operato per varie generazioni, è stata la più quotata a livello mondiale, già a 27 anni l’ing. Marcello fu inviato a collaborare alla costruzione della Diga di Assuan sul Nilo, è stato chiamato in Russia, in Giappone, in Sudamerica, in Australia, ovunque ci fosse bisogno di competenza. Al Museo delle infrastrutture più significative a livello mondiale di New York, su 25 opere esposte, quattro sono della Società di Ingegneria Marcello; nel 1980 il Consorzio di Bonifica Bentivoglio Enza scelse il meglio per questa progettazione. Ma qui il problema è solo ed esclusivamente politico, ad Aronne riconosco almeno il coraggio di essersi espresso, gli altri Sindaci, a parte Carletti, Friggeri, Dall’Orto, Bodria, Ferretti e Franzini quando era Sindaco, li avete sentiti?

    Franzini Lino Presidente della Municipalità di Ramiseto

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  5. Diversamente da come la pensa uno dei commentatori, io credo che anche il “vicesindaco di un paesello” possa dire la sua riguardo alla Diga – specie se trattasi di “paesello” interessato dall’opera, e vista anche l’importanza che attribuisco agli Amministratori locali – ma dovrebbe però avere idee un po’ più precise, o meno vaghe, altrimenti vale quanto troviamo scritto all’inizio dello stesso commento, ossia “Si, ma, però, forse ..”, a comprova dell’incertezza o della indeterminatezza che albergherebbe tuttora nei nostri “decisori politici”.

    Le parole del Vicesindaco fanno del resto il paio con una notizia di stampa apparsa qualche giorno dopo su uno dei nostri quotidiani, secondo la quale – salvo l’averla fraintesa, e cercando di semplificare i concetti che posso avervi colto – il PD avrebbe chiesto alla Giunta regionale se non ritenga opportuno di sollecitare i Ministeri competenti perché venga dato quanto prima corso alla progettazione dell’invaso, oltreché avviare essa stessa studi circa gli invasi e procedure di realizzazione, oltre ad altri investimenti e soluzioni.

    Io non mi iscrivo tra quanti vorrebbero la Diga “a tutti i costi”, ma dopo tanti anni di dibattiti e discussioni, non riesco a capacitarmi di una politica che – coniugando i due punti di vista, del Vicesindaco e PD – afferma di essere favorevole all’invaso, anche di dimensioni leggermente ridotte, ma con un progetto rivisto ed innovativo, e tuttora da dover iniziare, tanto che se ne vorrebbero accelerare i tempi di avvio. In buona sostanza saremmo di fatto al “punto di partenza”, con “tutto da rifare”, e con tutti questi anni passati dunque invano.

    Ovvero una politica che sembra aver scelto ancora una volta di “non decidere”, demandando ad altri, apparentemente i Tecnici, di stabilire come vada affrontato il problema siccità e cambiamenti climatici, nonostante i molteplici segnali giunti nel corso degli anni, mentre io convengo col Presidente della Municipalità di Ramiseto dove dice “qui il problema è solo ed esclusivamente politico” (una politica che “tentenna”, e abdica al proprio ruolo, alimenta l’area dell’antipolitica, mi viene di aggiungere).

    P.B. 11.09.2022

    P.B.

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  6. Discutiamo pure ma senza troppa fretta tanto la diga di Vetto verrà costruita subito dopo la galleria che porta in Toscana. Mi permetto di considerare che viviamo in una regione attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Po e dove, da nord e da sud, arrivano fiumi di considerevole portata ma nei periodi siccitosi non abbiamo acqua a disposizione. Vi sembra normale ?
    Antonio D. Manini

    Antonio D. Manini

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