Prorogate fino al 26 settembre le esposizioni del Pangea Photo Festival

Prorogate fino al 26 settembre le esposizioni del Pangea Photo Festival, l’iniziativa culturale dedicata a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta, che vede cinque esposizioni di fotografi internazionali su temi di stretta attualità, dai diritti umani alla tutela dell’ambiente.

Le mostre resteranno visitabili gratuitamente e in qualsiasi orario essendo allestite outdoor in luoghi sempre accessibili.

Il prolungamento della mostra è stato deciso a seguito delle richieste pervenute da diverse scuole del territorio, soprattutto scuole superiori, che hanno reclamato l’opportunità di poterle visitare nell’ambito delle attività didattiche all’inizio dell’anno scolastico. Le mostre del Pangea Photo Festival sono infatti un’occasione straordinaria di affrontare tematiche complesse attraverso lo strumento immediato e comprensibile a chiunque della fotografia, che qui assume un senso alquanto profondo come elemento di apprendimento, stimolo e crescita.

Il festival è promosso da un gruppo di ragazzi e ragazze nati, cresciuti e residenti nell’Appennino Reggiano (principalmente a Castelnovo Monti, ma non solo), che ha deciso di unirsi per promuovere un’iniziativa di carattere culturale con la finalità sociale di divulgazione di contenuti e storie attraverso le arti visive. Il Pangea Photo Festival vede il coinvolgimento di artisti di levatura internazionale.

Al Parco Pineta di Casina è ospitata la mostra Outside the binary, di Linda Bournane Engelberth, fotografa documentarista focalizzata sull’identità umana, sulle identità di genere e sulle comunità rurali. Il progetto “Outside the

binary” esplora il mondo di persone che si identificano in una moltitudine di identità differenti rispetto alla definizione binaria uomo-donna (non-binary, gender fluid, agender, genderqueer). Lo scopo di questo lavoro è di mostrare queste persone, mostrare che esistono a qualsiasi latitudine, normalizzare le loro esistenze e la percezione che il mondo ha di loro.

Alla Pineta di Monte Bagnolo, nel centro di Castelnovo, sono esposte le immagini del progetto “Burning dreams” di Carolina Rapezzi, fotografa italiana con base a Londra che si occupa di questioni sociali, umanitarie ed ambientali tra Europa e Africa occidentale: le sue fotografie sono state scattate nel deposito rottami di Agbogbloshie ad Accra, Ghana, una delle discariche di rifiuti elettronici a cielo aperto più grandi del mondo. Dispositivi, telefoni e computer vengono importati, principalmente dai paesi europei, per essere smantellati e bruciati a Agbogbloshie, dopo averne estratto materie prime come rame e alluminio. I lavoratori trattano i rifiuti elettronici giorno dopo giorno senza alcuna protezione o regolamentazione. La tossicità dei rifiuti colpisce fortemente le comunità locali.

Ai Giardini di via Monzani, ancora a Castelnovo, è collocata la mostra “Lives in limbo” di Francesco Pistilli, fotoreporter e videomaker Abruzzese che si occupa di reportage e ritratto editoriale dai contenuti politici, sociali e ambientali.  “Lives in Limbo” è il progetto vincitore del premio World Press Photo 2018 (3° classificato nella sezione General News), che documenta l’inasprimento della cosiddetta rotta balcanica, che nel 2017 ha bloccato in Serbia migliaia di rifugiati in viaggio verso l’Europa. Impossibilitate a proseguire, quasi 1.200 persone hanno trascorso l’inverno in magazzini abbandonati dietro alla stazione ferroviaria di Belgrado.

Lungo la salita alla Pietra di Bismantova, è possibile visitare “God’s Honey” con le foto di Nadia Shira Cohen, freelance già stinger per Associated Press, poi per Sipa Press e VII Photo Agency: le immagini mescolano cultura, agricoltura, politica, sostenibilità ambientale. Nel 2011, il governo messicano ha iniziato a offrire sussidi agli agricoltori disposti a coltivare la soia, permettendo l’ingresso della soia OGM. Gli agricoltori che hanno colto questa opportunità erano in gran parte delle comunità mennonite. A causa dei suoi effetti sulle api e il loro miele, nonché dei crescenti problemi di salute nella regione, la Corte Suprema ha vietato la soia OGM, ma gli agricoltori continuano a coltivarla impunemente e stanno disboscando la foresta pluviale dello Yucatan.

Infine a Ginepreto, borgata panoramica alle pendici della Pietra di Bismantova, è allestita la mostra “Drowning in plastic” con le immagini di James Whitlow Delano. Dopo decenni di uso eccessivo di materiale monouso, il pianeta sta letteralmente annegando nella plastica che abbiamo buttato via. Ci sono 8 milioni di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani. Questa serie di fotografie, raccolta in anni e in luoghi diversi, esplora la piaga planetaria dei rifiuti di plastica.

 

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