Sara Signorelli: “Spero per noi tutti un anno pieno di storie da raccontare, di nuove scoperte e di gioco”

Riceviamo e pubblichiamo. 

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Carissimi tutti,
bambini e ragazzi, insegnanti e personale ata, famiglie, amministrazioni e associazioni del territorio,  parte un nuovo anno scolastico ed io desidero condividere con voi un augurio, che penso reciproco, di buon cammino per il tempo che verrà.
Mi piace l’idea di ripartire da dove ci siamo lasciati a Giugno, soddisfatti e felici per quanto realizzato, perché i progetti e le sfide che ci aspettano sono ancora numerosi e mi auguro quindi che lo spirito di riuscita che ci ha animato in questi anni difficili continuerà a spingerci verso nuove mete. Vorrei, insieme a voi tutti, portare le nostre scuole verso una normale dimensione di apprendimento autentico e positivo; vorrei creare luoghi di crescita dove non si vive continuamente l’emergenza della difficoltà ma in cui si possano trovare il tempo e le risorse per progettare un’educazione e una didattica che conducano i ragazzi ad essere adulti appassionati e curiosi, consapevoli che la complessità del mondo deve essere uno stimolo a fare meglio e non una scusa per arrendersi.
Sono tre allora i messaggi che inserisco nel palloncino dei desideri e che idealmente lancio in alto prima di ricominciare, sperando che possa andare lontano.
Il primo è il desiderio di tornare a giocare insieme per imparare. Vorrei davvero che i nostri ragazzi e anche gli adulti riscoprissero quanta serenità ma anche quante competenze può portare il gioco. Quello fatto con la palla, le carte, i giochi di società, i rompi-campo (ma non quello virtuale). Giocando in squadra o da soli si imparano rispetto e regole, si pensa, si usano strategie e fantasia, si riesce a vincere ma si può anche a perdere. Credo che ne abbiamo tutti bisogno.
Il secondo desiderio è quello di portare i ragazzi a scoprire come è entusiasmante imparare attraverso il Metodo Scientifico. La scomparsa di Piero Angela mi ha fatto riflettere sul potere di crescita che questo metodo ha se applicato all’apprendimento e alla scoperta. Osservare, riflettere e porsi domande, raccogliere dati, elaborare un’ipotesi, sperimentare e scoprire che la nostra idea può essere giusta ma anche sbagliata.
Un percorso di crescita potentissimo che ci aiuta a diventare “apprenditori” consapevoli e non consumatori di informazioni preconfezionate.
La terza cosa di cui vorrei riscoprire l’importanza è quella della capacità di raccontare e di narrare.
Spesso noi “diciamo”, “spieghiamo”, “illustriamo” ma “raccontare” è un’altra cosa. Tutto può diventare racconto. La narrazione dei fatti e delle idee assume i colori della passione personale di chi li ha imparati con gioia e la dimensione del divenire fa acquisire ai concetti un potere nuovo. Ti racconto come ho imparato questo…. Ma la sai la storia di…. Un altro modo di spiegare.
La cosa bella di queste tre cose è che tutti possono aiutarci ad imparare in questo modo… tutti quelli che vogliono giocare con noi, tutti quelli che vogliono sperimentare con noi, tutti quelli che hanno qualcosa di bello da raccontare!
Come sempre Grazie a coloro che la Scuola la fanno e la sudano (cioè anche d’estate lavorano per noi) in particolare a chi ha lavorato per il riordino dei plessi e le ristrutturazioni, per gli orari, i trasporti, la mensa, il pre-scuola, le palestre e i campi sportivi etc….
Spero per noi tutti un anno pieno di storie da raccontare, di nuove scoperte e di gioco.

Sara Signorelli

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