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Baiso, sul sito del Comune il questionario rivolto alle persone LGBTQI+

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Sul sito del Comune di Baiso è stato inserito il questionario rivolto alle persone LGBTQI+ che abitano in Emilia Romagna e ha l’obiettivo di indagare, attraverso risposte anonime che garantiscano il diritto alla riservatezza, il rapporto con la violenza e la discriminazione in alcuni ambiti rilevanti della vita. La compilazione del questionario richiede tra i 10 e i 15 minuti.

Per il primo cittadino, Fabrizio Corti “è fondamentale raccogliere quante più informazioni possibili per conoscere le problematiche e riuscire poi ad organizzarsi sui territori per rispondere a diverse esigenze”.

Si tratta del progetto “Ricerca sulle discriminazioni e sulle violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”, intrapreso dalla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova nel 2021 con l’obiettivo di implementare la conoscenza del fenomeno delle discriminazioni e della violenza, e di definire strategie di contrasto che sappiano rispondere alle esigenze emergenti delle persone LGBTQI+.

 

 

 

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2 Commenti

  1. Spero davvero che questo progetto porti a qualcosa di concreto. Lo scandaloso ostruzionismo delle destre al DDL Zan, giustificato da pretesti risibili, non fa presagire nulla di buono per il futuro, quantomeno a livello nazionale.

    Andrea

  2. I pretesti “risibili” di cui dice Andrea potrebbero invece essere visti come motivi tutt’altro che futili, anzi più che seri, da quanti ritengono vada salvaguardata e difesa la libera espressione del proprio pensiero – in ossequio al principio sancito dall’art. 21 della nostra Costituzione secondo cui “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” – e pensano che nel disegno di legge in questione (DDL Zan) si pongano impropri limiti e paletti all’esercizio di detto diritto costituzionale.

    Se infatti andiamo al passaggio dedicato al “Pluralismo delle idee e libertà delle scelte”, nel testo del DDL Zan, vi troviamo scritto, salvo miei errori o sviste, che “sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti” (seppur da inesperto della materia, pare anche a me esservi una sostanziale differenza tra i due articolati in causa).

    P.B. 01.10.2022

    P.B.

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