Home Cronaca “Esplode” una delle bocche di Poiano. Illeso il sindaco Sassi

“Esplode” una delle bocche di Poiano. Illeso il sindaco Sassi

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Da questa mattina i vigili del fuoco sono al lavoro per la frana di circa 2.500 metri quadrati che ha interessato le Fonti del Poiano. Primo ad accorrere sul posto è stato il sindaco di Villa Minozzo Elio Ivo Sassi che, per un caso fortuito, non è stato travolto da quella che si è rivelata una vera e propria esplosione dovuta alla pressione dell'acqua intrappolata in una delle bocche otturate.

È proprio il sindaco che ci ha raccontato quei minuti concitati.

"In mattinata sono stato allertato dal gestore del bar ristorante Ristoro delle Fonti, vi era la solita presenza di acqua torbida dalla fuoriuscita delle bocche delle Fonti assieme a un principio di allagamento dei prati circostanti. Non si capiva bene da dove venisse, siamo saliti intorno alle 10.45-10.50, arrivato ho cercato a destra, guardando la montagna, per vedere come mai dalla bocca più importante non fuoriusciva  l'acqua. All'improvviso un rumore assordante di acqua che mescolava detriti, di roccia e pietra che si urtavano fra di loro. Fortunatamente ho avuto la prontezza di farmi a lato e salire nel bosco perchè improvvisamente è uscito dalla montagna un forte getto d'acqua mista a roccia e ha travolto tutto: le piante, la passerella, il percorso, allagando i prati antistanti fino alla strada. L'acqua salina è salita sopra a quei ponticelli che ci sono di scolo delle acque delle fonti e ha allagato per 3-400 metri la strada Gatta Pianello. Sono rimasto stordito da questa cosa qui che mai mi sarei aspettato, è stata una cosa molto devastante che ha cambiato morfologicamente la zona e anche l'utilizzo perché ha tolto il piede a una parte di quella montagna dove ci sono le 3-4 uscite dell'acqua salata, bisognerà capire come si può poi gestire nel tempo la cosa per garantire sicurezza a chi va a visitare le Fonti."

Non ci sono state vittime né feriti, ma dalle prime informazioni che abbiamo da parte del Parco Nazionale l'area verrà chiusa al pubblico.

"È un luogo frequentatissimo - continua Sassi - quello che ha aiutato è il periodo, se fosse stato più caldo ovviamente avrebbe inevitabilmente arrecato qualche danno alle persone visto che la zona è molto frequentata. Ho allertato i vigili del fuoco e la polizia locale dell'unione che hanno messo in sicurezza la zona delimitandola perché il rumore assordante e il passaparola ha portato i curiosi a venire a vedere cosa succede. Abbiamo accertato anche la messa in sicurezza della zona del bar che oggi era piena di gente ma che, fortunatamente, è abbastanza distante da non aver subito danni. Ho parlato con il direttore del Parco Nazionale Vignali e vedremo nei prossimi giorni il da farsi, è una zona molto delicata quindi non si può intervenire come se fosse una normale frana. La passerella difficilmente verrà ripristinata a breve perché ci sono ancora delle rocce che sono rimaste  sospese che dovranno scendere giù".

 

 

 

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2 Commenti

  1. FONTI DI POIANO, “ESPLOSIONE” della bocca di deflusso principale.

    Si può pensare che gli ultimi due sciami sismici che hanno colpito l’Appennino modenese abbiano avuto un impatto anche sulle faglie sismiche presenti nell’Appennino reggiano. Uno strato di gesso può essere crollato e aver temporaneamente chiuso la fuoriuscita dell’acqua. Questa, in pressione, (600 litri al secondo è il deflusso medio, una delle maggiori risorgente carsiche d’Italia ! ), si è dopo poco aperta una nuova strada, in maniera violenta. Possiamo solo sperare che altri crolli non chiudano nuovamente il deflusso dell’acqua, causando ancora maggiori danni e pericoli per le persone. Penso che le indagini geologiche non saranno semplici.
    Da quanto ne so, in epoca recente, un fenomeno simile non era mai avvenuto; sarebbe bene che nelle serie storiche dei sismi che hanno colpito anche in modo terribile e tragico la nostra montagna, si potesse collegare episodi simili alle fonti di Poiano. E parlo di almeno un arco di due/trecento anni. Ci sono o no collegamenti conosciuti, nelle cronache scritte, tra terremoti catastrofici e segnali premonitori dati da comportamenti anomali delle fonti ? Chiedo a sismologi, storici e geologi che conoscono l’Appennino reggiano.
    Grazie a chi vorrà rispondere.

    Alessandro Raniero Davoli

  2. No, non c’è correlazione: è la naturale evoluzione di questi sistemi carsici in evaporiti, per altro qui particolarmente veloce e complicata dal fatto che la massa di rocce eterogenee è particolarmente fratturata e soprattutto nel complesso soggetta a sollevamento diapirico (il sale è più “leggero” della roccia circostante). I segni di ben più grossi fenomeni come questo sono ben visibili osservando l’intero arco della rupe di Poiano. E’ inoltre assai probabile che le sorgenti stesse siano venute a giorno con un ben maggiore analogo meccanismo “esplosivo” da poche centinaia di anni, stante che prima del 1612 le stesse non sono state descritte nè osservate da studiosi e viaggiatori del tempo (si pensi che viceversa le sorgenti salse di Quara, con una portata infinitamente inferiore sono descritte sin da epoca romana)

    Mauro Chiesi

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