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Fabrizio Scalabrini gestore del punto di ristoro Le fonti: “Abbiamo sentito uno strano rumore dell’acqua”

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Un’ improvvisa ondata di acqua che, sotto pressione, è fuoriuscita riuscendo a rimodellare il corso d’acqua; dal versante della montagna, probabilmente, una delle bocche d’acqua prima si è intasata, poi quando l’acqua ha avuto sufficiente pressione è letteralmente esploso un pezzo di montagna, causando il crollo delle evaporiti, queste particolari sassi che rendono la zona di particolare interesse geomorfologico. Qui c’era il ponte che è crollato, abitualmente attraversato da numerosi turisti..

Lo straripamento è stato accompagnato da un forte boato, la notevole quantità d'acqua ha poi trascinato con sé roccia e fango andando ad allagare l'area circostante e parte della strada Gatta Pianello. L’ acqua ha infatti  raggiunto un tratto di circa 50 m sia da una parte che dall’altra e con grande violenza.

Dal bosco, ad una distanza di circa di 70, 80 m si notano i massi di diverse tonnellate collassati a valle. In realtà,  i ponti distrutti, in legno sono due: quello relativo al percorso più suggestivo che portava ad attraversare la Fonte, appunto e distrutto quello più a valle.

Non distante si trova il Rifugio Le fonti che ieri accoglieva circa cento persone. Abbiamo raccolto la testimonianza di Fabrizio Scalabrini che gestisce il punto di ristoro da 20 anni ed è stato tra i primi a dare l' allarme e nelle immagini allegate si può osservare la situazione subito dopo “l’esplosione” della fonte maggiore.

"Erano le 10:45, ero fuori con le ragazze che mi aiutavano a preparare perché avevamo circa 100 ospiti, quando ho sentito dei rumori – spiega – poi una di loro mi ha chiesto se era normale che l’acqua cadesse in quel modo; ero talmente intento a fare il mio lavoro che non ci ho badato subito. Vedendo poi quello che è successo e poi tramite anche qualche video girato dai ragazzi che si sono portate di là, mi sono reso conto dell’accaduto, appunto che si trattava di una cosa eclatante”.

E aggiunge: “In venti anni che sono qui non mai visto una cosa del genere. Si capita che può esserci un crollo ma questa è stato come un piccolo terremoto, si è staccato un bel versante; sembrava che arrivasse l’acqua qua. E’ successo anche tre anni fa era sempre un sabato, è crollato qualcosina. Stavolta no, è ben diverso. Ecco perché sono subito andato ad accertarmi che sul ponte non ci fossero delle persone; in queste situazioni mi è successo già nel locale altre volte, c’ è una reattività e una razionalità incredibile. Questa è un’area immensa a livello naturalistico; sono realtà che sono a volte incontrollabili, questo lo dimostra".

Anche il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano interviene dopo il crollo della parete in rocce evaporitiche (“Gessi triassici”) in corrispondenza di una delle bocche, la maggiore, della risorgente carsica delle Fonti di Poiano. "Quello di ieri è stato un crollo importante - spiegano - con numerosi massi che hanno interessato i due ponticelli in legno, quello più datato a ridosso delle risorgente e quello più recente facente parte del percorso per tutti; è tuttavia particolarmente rilevante perché ha interessato il punto più noto e frequentato di tutta l’area. L’area vasta e tutta la formazione geologica dei Gessi Triassici, da Poiano a Sassalbo, sono normalmente interessati da movimenti e crolli di questo genere”.

Spiegano che l’aspetto dell’area è cambiato, che a sua volta era il risultato di una frana verificatasi nel 1942 e che si tratta della “naturale evoluzione di rocce profondamente deformate e smembrate da complessi processi geologici interessate da una circolazione idrica sotterranea che provoca la formazione di grandi vuoti e cavità sotterranee instabili”.

“L’acqua della risorgente interessata dal crollo – si legge nella nota - forse per un improvviso sbarramento intervenuto, è fuoriuscita in modo impetuoso allagando la zona circostante portando con sé materiale grossolano e fine. Questa è l’ipotesi di base, sulla quale saranno fatti approfondimenti e verifiche. E’ importante, dato il luogo e le circostanze, che non ci sia stato coinvolgimento e danno per le persone. Quello che si è verificato è un fenomeno non prevedibile nel tempo, ancorché naturale evoluzione del fenomeno carsico, che in questa tipologia di rocce è particolarmente rapido”.

Il Parco sottolinea che le Fonti di Poiano hanno una storia assai recente e se ne deduce che gli eventi di modifica e cambiamenti sono particolarmente attivi e ricorda che si ha notizie della loro esistenza a partire dal 1612. Precedentemente la sorgente non era segnalata, nonostante i numerosi ed attenti viaggiatori del tempo.

Nel dossier di candidatura del “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino Settentrionale” a patrimonio dell’Umanità, in corso di istruttoria, le Fonti di Poiano sono segnalate come la risorgente carsica salata più importante d’Europa ed è evidenziato come i fenomeni presenti, documentati da oltre 70 anni di ricerche scientifiche, rappresentino proprio un esempio unico a livello mondiale di evoluzione rapidissima del paesaggio carsico.
Ora attraverso un tavolo tecnico, con il coinvolgimento delle Università, del Gruppo Speleologico di Reggio Emilia, della Federazione Speleologica Regionale, della Regione e di tutti gli Enti ed Istituzioni coinvolte nella procedura di candidatura, il Parco Nazionale valuterà la situazione e il monitoraggio della zona, in particolare quella di distacco e le eventuali azioni da intraprendere.

 

 

 

 

 

 

 

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