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THE SCANDALS OF FAST FASHION. Speakeasy a cura di Gaia Galeazzi e Sara Simonzazzi

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Continua la collaborazione tra il liceo linguistico Cattaneo Dall'Aglio e Redacon tramite la rubrica Speakeasy, curata direttamente dagli studenti dell'anno 2021-2022.

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Nowadays ultra fast fashion is spreading all over the world but one of the protagonists of this trend, the brand Shein, is investigated for exploitation of labor. Its employees claim to get four cents an hour working up to 18 hours a day.

We’ll analyze what lies behind the success of this brand:

Shein produces accessories and clothes in record time compared to other world-famous chains. In fact, through this production system a huge number of items are sold at a very low price.

What allows the brand to shorten production times is precisely the exploitation of employees and certainly the use of cheap and sometimes harmful materials.

The conditions of the workers are very bad because of the long and tiring shifts, they are given only one day off a month and are forced to wash their hair during the short lunch break.

Their salary is around € 550 per month, which in addition can be denied by the employer for the first month and even halved in case of error.

Although this fact is known to most of the world population, many people continue to buy from Shein because of more than affordable ,and therefore attractive, prices, especially for teenagers

This phenomenon is influenced by so-called influencers, who are paid for a sponsorship or collaboration with the brand.

Shein requires collaborations with young influencers to encourage the new generation to buy, also through additional personalized discount codes.

This collaboration with young influencers encourages the new generation to purchase. In fact the Z generation is the perfect target audience for fast fashion. On the other hand, it is paradoxical that given how aware they are to certain social and environmental issues,  the young lovers of these brands keep buying these products which often cause pollution ena exploitation.

There is a movement called slow fashion that counteracts fast fashion and tries to raise awareness on the subject of manufacturers and buyers. Slow Fashion tries to instill in manufacturers a "slower" mode of clothing packaging and to make consumers understand that they do not need to buy new clothes every day, which they  are often driven to do compulsively because of low prices.

It is precisely the consumer who holds the whip hand. It is our purchasing choices that affect the behavior of brands. We should select brands made in Italy, become more aware of what’s behind an item of clothing we are going to buy, and only then will we come to a change.

The beauty of sustainable fashion lies in production with low environmental impact and that carefully assesses its social and economic impact.

 

GLI SCANDALI DEL FAST FASHION

 

Al giorno d’oggi l’ultra fast fashion si sta diffondendo in tutto il mondo, infatti vediamo protagonista al centro delle polemiche il marchio Shein,il quale è indagato per sfruttamento di manodopera.

I suoi dipendenti dichiarano di ricevere 4 centesimi a al capo, lavorando fino a 18 ore al giorno.

Analizziamo ció che ci cela dietro al successo di questo brand:

Shein produce accessori e capi in tempi record paragonandolo ad altre catene di fama mondiale,infatti attraverso questo sistema di produzione vengono venduti un enorme numero di capi a prezzo veramente irrisorio.

Ciò che permette al marchio di accorciare le tempistiche di produzione è appunto lo sfruttamento dei dipendenti e sicuramente l’utilizzo di materiali scadenti e talvolta nocivi.

Le condizioni dei lavoratori sono veramente pessime a causa dei turni stancanti e prolungati,per l’appunto al lavoratore viene concesso soltanto un giorno di riposo al mese e causa di ciò le operaie sono costrette a lavarsi i capelli nella breve pausa pranzo a loro concessa.

Il loro stipendio si aggira attorno ai 550 euro al mese,il quale in aggiunta può essere trattenuto dal datore di lavoro per il primo mese e addirittura dimezzato in caso di errore.

Nonostante questo fatto sia a conoscenza della maggior parte della popolazione mondiale, molte persone continuano ad acquistare presso Shein a causa dei prezzi per niente elevati e dunque attraenti, soprattutto per i teenagers

Questo fenomeno d’acquisto viene maggiormente influenzato dai cosiddetti influencer,i quali vengono pagati per una sponsorizzazione o collaborazione con il Brand.

Shein richiede delle collaborazioni con giovani influencer per incentivare le nuove generazione all’acquisto,attraverso anche ulteriori codici sconto personalizzati.

Questa collaborazione con giovani influencer incentivizza la nuova generazione all’acquisto,infatti la generazione Z é il pubblico target perfetto per il fast fashion; ed è paradossale che, data la loro consapevolezza di alcune questioni sociali e ambientali, i giovani amanti di questi marchi continuino ad acquistare questi prodotti che spesso causano inquinamento e sfruttamento.

C’è un movimento chiamato slow fashion che contrasta il fast fashion, provando a sensibilizzare sull’argomento i produttori e i compratori; infatti La Slow Fashion cerca di infondere nei produttori una modalità “più lenta” di confezionamento dell’abbigliamento, cercando di far capire ai consumatori che non hanno bisogno di acquistare nuovi indumenti ogni giorno, i quali spesso sono spinti all’acquisto in maniera compulsiva a causa dei bassi prezzi.

É proprio il consumatore che ha “il coltello dalla parte del manico” .

Sono le nostre scelte d’acquisto a condizionare i comportamenti dei brand, dovremmo selezionare i brand made in italy, diventare più consapevoli di cosa c’è dietro a un capo di abbigliamento che stiamo andando a comprare, e solo allora arriveremo a un cambiamento.

La bellezza della moda sostenibile risiede in una produzione a basso impatto ambientale e che valuti con attenzione il proprio impatto sociale ed economico.

Galeazzi Gaia e Simonazzi Sara, 5Q liceo linguistico

fonte: https://forbes.it/2022/10/21/shein-sfruttamento-lavoro-channel-4-fast-fashion/