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In ricordo di Gabriele Giovanelli

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Ricorre l'anniversario, il trentesimo, della morte di Gabriele Giovanelli, storico collaboratore di radionova. Riceviamo e pubblichiamo

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Oggi è martedì, minaccia neve e sono in giorno libero.

Trent’anni fa era domenica e stavo preparando la cena quando lo  seppi. Forse c’era stato il sole quel giorno, chi se lo ricorda. Da quel giorno un pezzo di ombra è entrato ospite perenne nel mio cuore e mi sento di dire che lo stesso vale per molti di noi, e per alcuni anche di più.

Il 17 gennaio del 1993 eravamo tutti giovani adulti ventenni o poco più. Alcuni avevano già famiglia e venivamo, chi più chi meno, dalle stesse esperienze. L’oratorio con don Gianni, la politica appassionata (per te almeno), attività sociali, scorribande in motorino in due al fiume o sulla Pietra con chitarra e tanta voglia di stare assieme.

Castelnovo allora, negli anni ottanta e novanta, era ancora un piccolo paese che guardava con curiosità ai villeggianti, il mondo come lo conosciamo oggi per noi esisteva solo sulle mappe. Eravamo noi, sui gradini di casa tua, nella tua cantina o a casa di qualcuno a divertirci. Ascoltare musica, raccontare storie. La voglia di stare assieme.

Così si studiava e subito fuori, in via Leone XIII e Nello che ci ospitava nella sua cucina e sorrideva con le forbici intento a tagliare o a cucire qualche pezzo di stoffa. Quando un gruppetto di noi si radunava sui gradini di casa tua e della Pimpi, allora si decideva cosa fare. Tante volte stavamo lì, a parlare, ridere e gioire del solo stare assieme.

Molti di noi hanno ricordi che potrebbero essere raccolti in un libro tanti sono. I campeggi, le feste, gli scherzi telefonici, Radio Venere, L’ufficio del PCI al grattacielo, o i “Carneval shows”, Radionova, e poi il lavoro con l’amore per i vecchi.

Ad elencarli tutti ci vorrebbe una vita.

Chiudo gli occhi allora, quando li apro forse potrei vedere qualche fiocco di neve che cade, e per fortuna, fuori casa mia.

Lascio correre il pensiero che come un flusso di coscienza non si interrompe con punti o virgole o incisi.

Un profondo senso di gratitudine mi avvolge. Grazie perché se oggi sono come sono è anche grazie a te. Grazie per la tua profondità che era sempre leggera e vera, autentica.

E’ un’ombra che brilla quella che ospita il mio cuore e questa cosa strana non la so spiegare.

Antonella Dallagiacoma

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2 Commenti

  1. Ho conosciuto Gabriele cordinatore della casa protetta di villa minozzo dove lavoravo anch’io e non lo dimenticherò mai ,ricordo bene quel periodo ,lo sgomento,il vuoto che ha lasciato ,ma anche tutto quello che ci ha insegnato ,la sua disponibilità ,grande persona ♥️Rosa Lina

  2. Anto grazie, quanti ricordi! Eravamo felici e spensierati pieni di speranze a volte qualcuno era triste ma lo stare insieme era una cura assicurata e Gabri con la sua generosità, sensibilità e una dose notevole di ironia e genialità era un amico prezioso e insostituibile, siamo stati fortunati ad averlo conosciuto, un abbraccio.
    Pimpi

    Pierangela Melli

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