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In Emilia-Romagna nasce la Rete Oncologica ed Emato-oncologica regionale

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In Emilia-Romagna nasce la Rete Oncologica ed Emato-oncologica regionale per assicurare la migliore qualità e appropriatezza delle cure per il paziente, un percorso assistenziale efficace e sicuro che si estende dall’ospedale al territorio.

Le linee di indirizzo sono state approvate dalla Giunta e presentate oggi in conferenza stampa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

Il documento definisce le caratteristiche generali della rete regionale secondo il modello del Comprehensive Cancer Care Network, che garantisce, nel rispetto delle autonomie locali, la maggiore uniformità possibile in termini di accesso, gestione clinica, governance e monitoraggio dei dati ai fini sia clinici sia di ricerca. Lo scopo è garantire ai cittadini cure, assistenza e servizi sempre più elevati e, al tempo stesso, vicini in termini di prossimità.

Tre sono i livelli operativi del modello. Primo, centri di I livello ovvero strutture organizzate che erogano prestazioni oncologiche ed emato-oncologiche in prossimità, in linea con i programmi e gli indirizzi definiti nella normativa nazionale, regionale e locale (ad esempio Ospedali di comunità e Case di comunità). Secondo, Centri di II livello ovvero ospedali distrettuali in grado di assicurare prestazioni diagnostiche, terapeutiche e assistenziali oncologiche ed emato-oncologiche. Terzo, centri di III livello ovvero ospedali polispecialistici in cui sono presenti tutte le competenze specialistiche ad interesse oncologico ed emato-oncologico, le dotazioni tecnologiche a elevata complessità insieme a programmi di formazione continua e di ricerca.
Al Coordinamento regionale di rete oncologica ed emato-oncologica vengono attribuite funzioni strategiche, tecnico-scientifiche e di promozione della ricerca e dell’innovazione.

Uno dei punti di forza del modello è l’oncologia di prossimità, che permetterà di delocalizzare, tra Case di Comunità e Ospedali di Comunità, sino al domicilio del paziente, le attività oncologiche ed emato-oncologiche, garantendo le medesime condizioni di efficacia e sicurezza. Forte impulso verrà poi dalla telemedicina, che pur non sostituendo le visite in presenza consentirà una tempestiva discussione degli esami diagnostici e la rilevazione di eventuali segni di ripresa di malattia.

La Rete dell’Emilia-Romagna nasce in una realtà dotata di Oncologie ed Emato-oncologie strutturate e organizzate che in tutte le province offrono già livelli elevati di servizio per i quali la Regione si è da tempo impegnata. Fin dal 2006, infatti, in tutte le province sono attive organizzazioni secondo il modello della rete, il cui buon funzionamento è testimoniato dai risultati.

L’Emilia-Romagna è infatti tra le regioni che registrano il dato più alto di sopravvivenza a 5 anni per le principali sedi tumorali.

La sopravvivenza a 5 anni per le principali sedi tumorali e per tutti gli stadi di malattia si attesta rispettivamente al 60% nei maschi e al 66,5% nelle femmine, per entrambi tra le più alte in Italia. In base ai dati fino ad oggi disponibili, l’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane con la migliore sopravvivenza a 5 anni per il tumore della mammella (89%), del colon-retto (69%) e del polmone (18%).

Inoltre, in regione l’adesione ai programmi di screening oncologici è tornata ai livelli pre-pandemia.

Al 1^ gennaio 2023 le persone delle rispettive fasce di età che hanno eseguito il test nei tempi raccomandati sono: il 71% della popolazione target femminile per lo screening mammario, il 65% per lo screening della cervice uterina, il 53% per lo screening colorettale. L’introduzione dello screening ha ridotto enormemente la possibilità di avere una diagnosi in fase avanzata (cala del 26% l’incidenza delle forme avanzate di carcinoma mammario) e di morire a causa del cancro: -50% la mortalità per il tumore del colon retto.

 

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