Non si definisce un’imprenditrice ma semplicemente «una ragazza che lavora con la sua famiglia e si impegna a raggiungere dei risultati».
La 24 enne Matilde Briselli, titolare della Tana del lupo, si è raccontata ai microfoni di Radionova dossier, intervistata da Ornella Coli.
Matilde, quando ha iniziato questo lavoro?
Sono diventata titolare della Tana del lupo da quando ci siamo traferiti nella nuova sede, nel 2022, dopo il covid. Nel locale lavorano i miei familiari. In cucina ci sono mia mia mamma e mio fratello: mio padre fa un po' da ‘jolly’; ci aiuta anche mia nonna. L'altro mio fratello, più piccolo, collabora in sala.
Il suo interesse per la ristorazione risale a molto prima…
In realtà, ho iniziato quando avevo undici anni, frequentavo le scuole medie. Mio padre aveva aperto da poco il locale, in centro a Castelnovo e non vedevo l’ora di andarci e lavare i bicchieri. Mi piaceva stare con i miei genitori e aiutarli, la sera andavo a letto tardi ma la mattina ero pronta per andare a scuola.
Quali sono le difficoltà che si affrontano per aprire un’attività come la sua?
Sono diverse. Ad esempio, quelle burocratiche o la difficoltà a reperire personale. Per quanto riguarda la mia attività, abbiamo sostenuto costi notevoli, come la ristrutturazione, l’acquisto degli arredi. Bisogna poi stare attenti al mercato, c’ è da adeguarsi all’offerta: il nostro è forse il settore dove c’è più concorrenza e per questo bisogna riuscire a distinguersi.
E voi in che modo provate a ‘distinguervi’?
Noi siamo partiti con specialità carne e pizza poi abbiamo deciso di focalizzarci solo con la pizza perchè ci siamo resi conto che era la scelta preferita dalla nostra clientela.
Ho girato tante pizzerie per prendere spunto, per imparare e capire cosa potevamo offrire di diverso o che qui da noi non avevo mai visto. Ecco che sono nate le pizze con battuta di carne o burrata al tartufo: sono abbinamenti sì un po’ ‘strani’ ,particolari, ma la nostra clientela li apprezza, tanto che la pizza classica è poco richiesta.
Un’altra cosa importante è la scelta degli ingredienti, di qualità e il tipo di impasto, lavorato tanto per renderlo leggero e digeribile.
Facciamo un passo indietro, accennavi alla difficoltà di reperire personale: perché è così difficile?
Questa è una nota dolente. Noto che molti cercano lavori con orari ‘regolari’: sono in tanti che la sera e il fine settimana non sono disponibili. Questo ci mette molto indifficoltà, ci porta ad avere un ricambio di personale importante e bisogna sempre ricominciare e formare una persona ogni volta.
Come vede in futuro?
Non ci penso. Vado avanti giorno per giorno. Finchè va coì va bene, poi vedremo.





