Il gruppo consiliare Castelnovo al Centro ha presentato un’interrogazione al sindaco Emanuele Ferrari e all’ assessore alla sanità Carlo Boni in merito alla situazione del presidio ospedaliero di Castelnovo ne’ Monti.
Preoccupazioni riguardano in particolare la possibile chiusura notturna del laboratorio analisi, la riduzione dell’orario del centralino ospedaliero, la riorganizzazione estiva dei turni del personale e la chiusura definitiva del magazzino interno.
«Siamo fortemente preoccupati per le notizie che stanno circolando in questi giorni sul progressivo ridimensionamento dei servizi dell’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti. A fronte di decisioni che sembrano già operative o imminenti, l’amministrazione continua a non informare i cittadini».
A dichiararlo è il gruppo consiliare Castelnovo al Centro, attraverso i consiglieri Sabina Nardini, Mattia Casotti, Ermanno Briglia, Gabriele Tacconi e Claudia Beretti, che si rivolge direttamente al sindaco Emanuele Ferrari, titolare della delega alla sanità e presidente dell’Unione dei Comuni, e all’Assessore alla Salute Carlo Boni.
«Ci risulta – spiegano i consiglieri –, e rappresenterebbe la situazione più grave, che sia in atto la chiusura notturna del laboratorio analisi. Sappiamo che sono previste due apparecchiature specialistiche per l’emocromo ed altri esami ematici meno complessi nel Pronto Soccorso, ma per esami più complessi, legati ad esempio alle trasfusioni, occorrerà trasferire il sangue a Reggio Emilia. Non è accettabile, perché possono esserci urgenze che necessitano di esami più dettagliati. Un ennesimo servizio sanitario che viene tolto dai diritti della popolazione della montagna. Si tratta di un evidente indebolimento del presidio ospedaliero della montagna, che potrebbe avere conseguenze molto serie sulla tempestività delle cure».
Secondo quanto raccolto dal gruppo, sarebbero inoltre confermate la chiusura definitiva del magazzino dell’ospedale, con la conseguente perdita di posti di lavoro e una gestione più complicata della vita dei reparti che potevano accedere, anche per urgenze, alla richiesta di materiale. Senza questo servizio, gli ordini vengono fatti ma con consegne previste per il giorno successivo.
«L’anticipo della chiusura serale del centralino ospedaliero dalle 21 alle 19 rappresenta invece una scelta che, se vera, penalizzerebbe soprattutto le persone più anziane, che fanno riferimento al centralino per orientarsi nei servizi, per sapere a chi rivolgersi, per avere un contatto umano. Due ore in meno di disponibilità possono fare la differenza», proseguono i consiglieri.
Infine, Mattia Casotti già consigliere dell’Unione dei Comuni chiede conto anche della situazione del personale sanitario nei reparti e sul territorio in vista dell’estate: «È noto che nel periodo estivo, tra ferie e difficoltà di reperimento di personale, la copertura dei servizi diventa più fragile. Ma è altrettanto vero che proprio in estate aumenta la presenza di persone sul territorio, anche grazie al turismo. Il diritto alla salute non può andare in ferie, e servono risposte concrete sull’organizzazione prevista».
«Ancora una volta – conclude Casotti– non ci sottraiamo alla collaborazione, se l’obiettivo è la tutela della sanità pubblica e della montagna. Ma è inaccettabile che scelte così importanti avvengano senza alcun confronto, sia in sede comunale sia in sede di Unione dei Comuni. Chiedo al Sindaco nonché Presidente dell’Unione di accertarsi che i servizi continuino ad essere garantiti anche in estate e di riferire in sede di Consiglio dell’Unione sulle ultime riorganizzazioni del Sant’Anna, con particolare riferimento alla situazione spiacevole del laboratorio di analisi».




