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Solo tre condanne lievi/ le reazioni politiche

Caso Bibbiano, “Angeli e Demoni”: cadono quasi tutte le accuse

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Dopo tre anni di inchiesta e battaglie giudiziarie che hanno infiammato il dibattito politico nazionale, il processo “Angeli e Demoni” si è concluso con un drastico ridimensionamento delle accuse. Dei 14 imputati iniziali e oltre 100 capi d'imputazione, il tribunale di Reggio Emilia ha emesso solo tre condanne, tutte con pena sospesa: Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, è stata condannata a due anni; l’assistente sociale Francesco Monopoli a un anno e otto mesi; la neuropsichiatra Floriana Murru a cinque mesi.

L'impianto accusatorio che parlava di un presunto “sistema” di affidi illeciti è crollato, tra prescrizioni e assoluzioni. Cade così anche il teorema del "business sugli affidi" che aveva agitato la campagna elettorale in Emilia-Romagna nel 2019 e generato violente strumentalizzazioni politiche.

Dai dai partiti arrivano le prime reazioni.

La nota di Paolo Ruffini, coordinatore PD della montagna

«Dentro di me educatore per 42 anni c' è molta rabbia e amarezza! Avere messo in piazza con violenza inaudita il lavoro, la vita di operatori, famiglie bambini, amministratori, istituzioni, lascia solo un cumulo di macerie!

Penso solo alla violenza usata nel utilizzare la vita privata ,gli affetti( mamma le lesbiche, mio dio) per descrivere un sistema che rispondendo a una precisa volontà politica e culturale con piacere " sadico" allontanava i bambini dalle famiglie naturali con la collusione del tribunale dei minori di Bologna che a sua parziale discolpa veniva tratto in inganno. Ho il vomito, e non ricordo una grande levata di scudi per prendere le difese da questo veleno puzzolente che la destra e parte dei 5 stelle (Luigino bum bum) usavano in ogni occasione possibile. Attaccare la Regione di centro sinistra, i servizi guidati da comunisti e lesbiche era lo sport nazionale e locale.

E adesso? Adesso la strada giudiziaria farà il suo corso fino alla fine, però la Regione, utilizzando il meglio che si occupa di questa delicata tematica, a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, ha il dovere di convocare  gli stati generali  dei minori, lavori con solerzia per rimettere gli operatori, le famiglie affidatarie, gli amministratori ,il sistema giudiziario minorile, nelle condizioni di cominciare una faticosa ma assolutamente necessaria opera di ricostruzione su questa delicata materia ! Non si perda tempo, è assolutamente necessario, c' è molto da fare»

La nota della segreteria provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia

Con la sentenza di primo grado pronunciata ieri  dal Tribunale di Reggio Emilia, si chiude una fase lunga e dolorosa che ha segnato profondamente il dibattito pubblico e la vita della nostra Comunità. Cadono quasi tutte le accuse formulate nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”: oltre cento capi d’imputazione si sono risolti in assoluzioni, proscioglimenti per prescrizione e tre condanne con pena sospesa. Non possiamo ignorare il peso di ciò che questa sentenza rappresenta. La giustizia ha fatto il proprio corso, come è giusto che sia in uno Stato di diritto. Il fatto che la grande maggioranza degli imputati sia stata assolta dimostra quanto fosse necessario distinguere, fin dall’inizio, tra accertamento dei fatti e narrazione sommaria. Troppe volte, negli ultimi anni, si è confusa la doverosa attenzione verso i minori con la condanna generalizzata e infondata di un intero sistema pubblico di tutela e assistenza.

Oggi il Partito Democratico rinnova la propria fiducia nelle istituzioni, nella magistratura e nella legalità come fondamento del vivere civile. Al tempo stesso, non possiamo tacere il fatto che questa vicenda ha generato ferite profonde nelle famiglie coinvolte, negli operatori e nelle operatrici sociali, nella cittadinanza, negli amministratori pubblici e nelle istituzioni preposte, che richiedono un’opera di ricostruzione paziente, basata su verità, giustizia e responsabilità.

In questo momento il nostro pensiero va ai minori coinvolti, a chi ha operato con coscienza e rettitudine e a chi ha sofferto ingiustamente per accuse che non hanno retto alla prova del processo. Il Partito Democratico di Reggio Emilia continuerà a battersi per una rete di protezione dei minori fondata sulla professionalità, l’impegno dei servizi pubblici e la partecipazione delle famiglie, per contrastare ogni uso politico del dolore e ogni deriva che metta in discussione l’interesse superiore dei minori, rifuggendo ogni strumentalizzazione. All’esito di questo primo grado di giudizio, valuteremo di tutelare in ogni sede la reputazione del Partito Democratico per le accuse infondate troppo spesso rivoltegli.

La nota Giuseppe Pagliani, consigliere provinciale FI e Mariarosaria Tedesco, vice coordinatrice Fi Reggio Emilia

La sentenza emessa oggi dal Tribunale di Reggio Emilia sul processo "Angeli e Demoni" rappresenta un punto fermo in una vicenda che ha scosso l'opinione pubblica nazionale. Con tre condanne con pena sospesa, tra cui quella dell'ex responsabile dei Servizi sociali Federica Anghinelti (2 anni), dell'assistente sociale Francesco Monopoli (1 anno e 8 mesi) e della neuropsichiatra Flaviana Murru (5 mesi), emergono chiaramente le responsabilità di chi gestiva direttamente il sistema di tutela minorile.
Forza Italia, pur ribadendo la propria posizione garantista e il rispetto per l'operato della magistratura, esprime ferma condanna per l'ennesima operazione di mistificazione messa in atto dalla sinistra che, con sconcertante cinismo, tenta di trasformare in "vittoria" una sentenza che conferma irregolarità gravi nel sistema da loro amministrato.

Di fronte a una sentenza che comunque condanna tre responsabili dei servizi sociali per irregolarità nell'esercizio delle loro funzioni, assistiamo a un'operazione mediatica senza precedenti. È inaccettabile che chi ha controllato quel sistema ora pretenda di ergersi a vittima, chiedendo addirittura scuse a chi ha denunciato le irregolarità. L'opposizione, che aveva la responsabilità politica e amministrativa di quei servizi sociali, non può nascondere dietro le assoluzioni il fatto che sono state comunque accertate responsabilità penali.
Chi aveva il dovere di vigilare e garantire il corretto funzionamento ora tenta di ribaltare la realtà, presentando come "trionfo" una sentenza che conferma l'esistenza di comportamenti irregolari da parte di operatori sotto la loro supervisione. La richiesta di "scuse" è un'operazione di distrazione di massa che mira a far dimenticare le proprie responsabilità in un sistema che ha comunque prodotto condanne.
Forza Italia ha sempre mantenuto una posizione equilibrata sulla vicenda, sostenendo il diritto-dovere di ogni forza politica di vigilare sulla corretta amministrazione dei servizi pubblici e di denunciare eventuali irregolarità.

Chi ha sollevato interrogativi legittimi su situazioni che oggi si rivelano effettivamente problematiche non deve chiedere scuse a nessuno. Al contrario, chi aveva responsabilità dirette dovrebbe interrogarsi su come sia stato possibile che si verificassero le condotte per cui oggi vengono pronunciate condanne.
La tutela dei minori deve rimanere una priorità assoluta, al di sopra di ogni interesse politico, attraverso servizi sociali efficienti e trasparenti che necessitano di riforme per garantire maggiore controllo e prevenire il ripetersi di simili situazioni.

1 COMMENT

  1. Il caso Bibbiano fu cavalcato dalla Lega e dai 5 stelle per provare a vincere le regionali di quell’ anno, senza riuscirci tra l’altro. Ora tutti gli schieramenti dicono di aver vinto e di aver avuto ragione. Come sempre in Italia la verita’ e’ molto variegata e interpretabile a secondo del tifo politico o degli interessi personali. Lo schifo, personalmente, che e’ evidente che dei bambini e delle famiglia non fregava niente a nessuno.

    • Firma - brutta storia