Home Cronaca “Per il futuro dell’Appennino ci sono segnali importanti da cogliere”
Elio Ivo Sassi risponde a Piero Ferrari

“Per il futuro dell’Appennino ci sono segnali importanti da cogliere”

1436
0

In relazione all’intervento dell’imprenditore Piero Ferrari sull’attuale situazione dell’Appennino, interviene il Sindaco di Villa Minozzo, Consigliere dell’Unione Appennino e Consigliere delegato allo Sviluppo della Montagna per la Provincia, Elio Ivo Sassi.

“Il convegno tenuto a Sologno ha dato una immagine stimolante e per certi versi inedita della situazione dell’Appennino reggiano, ponendolo anche a confronto con altre realtà montane italiane, e dall’incontro sono uscite pure delle linee di azione possibili che reputo di grande interesse. Rispetto all’intervento di Piero Ferrari, ove si mette in dubbio la tenuta dei servizi in montagna, vorrei rispondere in primis con una notizia ricevuta nelle scorse ore, a mio parere significativa: il Ministero nominerà un dirigente scolastico stabile per l’Istituto Comprensivo di Villa Minozzo.

Vorrei poi tornare più avanti su investimenti e scelte intraprese che evidenziano il nostro lavoro per mantenere e incrementare ove possibile i servizi sul territorio, ma prima mi preme rispondere al passaggio in cui Ferrari sostiene che avremmo rinunciato “ad un finanziamento dell’Inail per le aree interne e ai fondi dell’Unione dei Comuni, per un totale di oltre 3 milioni di euro, che avrebbero permesso di costruire nuove scuole medie con palestra e altri servizi”.

In realtà quello a cui fa riferimento non era un finanziamento, ma avrebbe invece richiesto per il Comune di Villa la sottoscrizione di un mutuo per l’importo completo delle opere, quindi ci avrebbe costretto ad un’esposizione che sarebbe durata anni che abbiamo ritenuto di non intraprendere.

Ma – continua Sassi - vorrei invece ripercorrere alcuni investimenti compiuti di recente che credo siano strategici per il futuro di Villa e dell’Appennino: la riapertura della stazione turistica di Febbio, le Fonti di Poiano, i Rifugi e la sentieristica sul crinale. Un ruolo fondamentale in questi interventi lo hanno avuto anche i privati, e credo vada sottolineato questo impegno perché sarà sempre più importante per settori come il turismo.

Altre scelte che abbiamo fatto e che vorrei porre all’attenzione sono il nuovo ostello di Sologno in via di realizzazione, il mantenimento della farmacia di Asta su cui sono stati investiti 500 mila euro per avere così un polo dove ci sono anche il distributore di benzina, gli ambulatori e l’asilo, il progetto di prossimità che sta andando avanti a Civago per la realizzazione di un nuovo centro polifunzionale, la Casa della Salute di Villa su cui è stato investito un milione di euro, la presenza dei Vigili del fuoco rurali, 400 mila euro sul nido di Villa e 800 mila sul rifacimento delle scuole.

Ci sono ovviamente punti su cui condivido le parole di Ferrari: per il proseguimento della Gatta – Pianello fino a Giarola, abbiamo più volte richiesto, anche manifestando con gli altri sindaci del territorio, il compimento di quest’opera. Al momento quelli che mancano sono i fondi, non certo la volontà politica. Intanto noi realizziamo sulla Gatta – Pianello una ciclabile che potrà incrementare la vocazione della strada per la fruizione turistica dell’area dei Gessi Triassici, patrimonio Unesco.

Sulla statale 63 – continua Sassi - assistiamo a una mancanza di nuovi investimenti che sicuramente ci preoccupa e sulla quale siamo in contatto costante con Anas, ma anche qui ci vogliono i fondi che devono arrivare dal Governo. Ci sono però stati passi avanti sulla connettività e la fibra ottica, oggi altrettanto importante rispetto alle strade e altri servizi di base per convincere giovani famiglie a restare o venire a vivere in montagna, e magari qualche piccola impresa manifatturiera ad avere qui la propria sede, andando a ricoprire un ruolo socio-economico fondamentale. Ma queste cose Ferrari le sa bene, essendo stato a sua volta amministratore per tanti anni.

Credo che potrebbe essere una scelta di forte prospettiva anche delocalizzare in Appennino alcuni servizi o uffici pubblici, ad esempio provinciali o regionali, altra proposta emersa dal convegno di Sologno. A noi Sindaci compete oggi in primis la difesa dei servizi presenti, sanitari, scolastici, la tenuta idrogeologica del territorio. E siamo impegnati quotidianamente su questo fronte”.