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Nota del presidente MCL di Reggio Emilia

Il futuro del Crinale

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Riceviamo e pubblichiamo

"Assistiamo da tempo al susseguirsi di analisi a tutto campo, che riguardano il futuro del Crinale. Credo sia giusto dopo tanta attesa, pretendere che dalle analisi pur legittime, si possa giungere ad una nuova fase fatta di proposte, progetti di innovazione e sviluppo.

La montagna non deve essere lasciata sola, con le sue criticità, che sono già, per alcuni aspetti, al limite della vera e propria emergenza, perché si sono già create, tutte le condizioni sociali ed economiche che preludono il crollo demografico e lo spopolamento del crinale.

Vanno attivate sedi dove si possono aprire confronti, generativi di proposte e progetti concreti e capaci di invertire il processo di degrado e declino, già in atto.

Da un'analisi dei dati sulla popolazione della Provincia di Reggio emerge che i due comuni del crinale Ventasso e Villa Minozzo hanno una densità di abitanti per km quadrato, pari rispettivamente di 15 abitanti, Comune di Ventasso, e 21 abitanti Comune di Villa Minozzo sensibilmente inferiore al valore provinciale di 229. ll forte invecchiamento della popolazione si riflette anche nella elevatissima percentuale di famiglie formate da una sola persona. Questo dato prefigura anche una popolazione giovanile minore di quella anziana, profondamente regressiva, destinata da accrescere in divario demografico in atto e rende esplicito lo stato emergenziale in cui si trovano le comunità abitative dei paesi dei due comuni dall'alto crinale.

Vanno rilanciati con forza, i temi dell'innovazione e dello sviluppo, che devono diventare in un patto territoriale di responsabilità dove tutti i soggetti, istituzioni, forze sociali, associazioni, forze economiche e terzo settore, possano essere grado di generare azioni per trasformare le criticità in ragioni di crescita del territorio.

Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile per ridare vita a servizi efficienti per una popolazione sempre più anziana, per la tutela dell'ambiente, per una viabilità sicura, per la crescita del reddito anche incentivando la natalità, con incentivi allo sviluppo, al lavoro stabile anche nel settore servizi, alla innovazione e alla sicurezza sociale.

Servono cambiamenti radicali che rifiutano la logica della gestione del declino socio-economico, come un fatto irreversibile su tutto il territorio, purtroppo molto presente nelle volontà delle istituzioni che governano il territorio anche o livello locale.

Bisogna iniziare a sentire in grande e guardare lontano se si vogliono raggiungere cambiamenti profondi ed essere influenti in termini positivi, su modelli di pensiero collettivi.

Con una visione al prossimo decennio e con il sostegno della Università (che va coinvolta in un progetto di investimento e di presenza nel territorio del Crinale), serve elaborare un piano di innovazione per rigenerare l'intero territorio.

Vanno riattivate tutte le forme di partecipazione delle comunità locali perché sono un patrimonio socio culturale che si sta perdendo ed in questo contesto Io sviluppo delle cooperative di comunità deve essere promosso e sostenuto, anche con percorsi formativi, anche dalle istituzioni locali.

Nei due comuni del crinale si registra un patrimonio abitativo, privato, attualmente posto in vendita che risulta essere di notevoli quantità, che deve essere oggetto di valutazione politica da parte delle istituzioni, in quanto interagisce sul crollo demografico del territorio.

Per ostacolare tale processo bisogna predisporre delle azioni di recupero e rigenerazione edilizia dei volumi abitativi, che se messi in comune, possono avere finalità ricettive e turistiche.

Produciamo nella agricoltura del nostro crinale prodotti di alta qualità che vengono venduti e apprezzati in tutto il mondo, ma questo settore vive il crollo demografico e la diminuzione delle superfici coltivate e la proliferazione disordinata dei boschi, in modo pesante e nessuno e in grado di prevedere il destino delle aziende agricole che scontano processi di invecchiamento delle proprietà e degli addetti del settore.

ll territorio del nostro crinale presenta notevoli debolezze e fragilità dell'assetto ambientale, basti pensare che le ultime opere strutturali di intervento sull'ambiente risalgono a più di 50 anni fa .

Questa constatazione per reclamare una urgente ripresa delle opere anche di natura idrogeologica al fine di evitare rischi di dissesto ambientale.

Urge riprendere con determinazione due grandi opere che la montagna aspetta da tempo, la Fondovalle Secchia fino a Collagna e la diga di Vetto, anche per gli effetti positivi che tali opere creerebbero in aggiunta alla viabilità, anche nel settore agrituristico delle due vallate.

Serve un piano di sviluppo turistico che sappia abbandonare il criterio della stagionalità che investa tutto il territorio che visivamente va dal monte Ventasso al monte Cusna e che sappia valorizzare tutte le risorse, ambientali, culturali, le tradizioni e le produzioni locali.

Vanno realizzate azioni per favorire il finanziamento di progetti che favoriscono il sostegno alla famiglia, anche con una fiscalità di favore per chi sceglie di restare e per i nuovi residenti che vorranno abitare nei comuni del crinale.

Sul tema delle aree interne si è aperto un dibattito che da un lato vede, chi pensa che, il declino sia un processo irreversibile e come conseguenza servono solo manovre azioni di accompagnamento del processo già in atto da tempo e dall'altro chi invece ritiene e noi siamo tra questi, che ritengono che il processo non sia irreversibile ma che si possa fermare e invertire la tendenza al degrado, se si sapranno integrare le ragioni di sviluppo delle aree forti della regione, con le realtà del crinale sul fronte delle politiche abitative del decentramento dei servizi della pubblica amministrazione dello sviluppo del bene ambiente, del turismo e della piccola e media industria che può benissimo integrarci in montagna senza impatti negativi sull'ambiente e dell'agricoltura che, con interventi agevolati potrebbero sostenere piani di riorganizzazione e di sviluppo mirati alla crescita del bene lavoro.

I dati lSTAT confermano che in assenza di azioni di inversione dei processi in atto l'82% dei comuni presenti nelle aree interne del nostro paese , sarà catalogato nel medio periodo in condizioni di declino demografico irreversibile!!!

Ci attendono sfide importanti e tra queste assume priorità, il ridare un volto ad una progettualità politica e forse profetica, anche a lungo termine che pero abbia a cuore l'interesse comune e il bene di tutti."

MARINO FRIGGERI PRESIDENTE MCL REGGIO EMILIA

1 COMMENT

  1. Il sostegno della Università, qui menzionato, è sicuramente molto utile, come del resto lo sono anche i pareri e suggerimenti provenienti da tecnici ed esperti, ma è alla politica che spetta di far sintesi e “tirare le somme”, e poi decidere, pena svilirne il ruolo, e se determinate opere non sono state finora realizzate viene da dedurre che non le abbia volute la politica, a livello locale, o provinciale o regionale, che è sostanzialmente un “monocolore” o quasi, oppure che la politica non abbia voluto o saputo decidere (venendo così meno al suo ruolo, a mio vedere).

    Adesso possono aver buon gioco quanti, dalle sponde della sinistra, spostano le “responsabilità” sul Governo nazionale, insediato nell’ottobre 2022, ossia da nemmeno tre anni rispetto ai tantissimi che hanno visto la stessa parte politica guidare la nostra Regione, e le Amministrazioni locali, e quando il Governo nazionale decide, per es., di sbloccare la “situazione diga di Vetto”, pendente da decenni, con la nomina di un Commissario, si alzano subito gli scudi per dire che in tal modo si scavalcano le altre istituzioni (lo dico da non tifoso della Diga).

    P.B. 21.07.2025
    o – P.B.

    • Firma - P.B.