È di origini castelnovesi il coordinatore di Gioventù Nazionale Parma, il circolo giovanile ora commissariato dopo che un video, divenuto virale, ha mostrato un gruppo di giovani intonare canti fascisti.
Mentre la notizia scuote l’Italia, la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo.
La diffusione del video e il contenuto
È accaduto che un video, ora ampiamente diffuso, ha ripreso un gruppo di giovani che intona cori fascisti e inni al Duce all'interno della sede di Parma di Fratelli d’Italia, locali utilizzati anche dal movimento giovanile del partito, Gioventù Nazionale. Secondo una prima ricostruzione, il video sarebbe stato girato la sera del 28 ottobre, in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma. I locali si trovano in Borgo del Parmigianino, nel centro storico di Parma.
La canzone intonata è «Me ne frego». Il testo che si ode chiaramente è: «Se il sol dell’avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore! Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man!». Segue l'invocazione: «Duce, Duce».
Il coordinatore e la reazione del Partito
A coordinare questo circolo era Jacopo Tagliati, un ragazzo di origini castelnovesi, studente di Scienze Politiche, già candidato di Azione Universitaria alle elezioni universitarie.
In risposta all'accaduto, il coordinamento regionale di Gioventù Nazionale Emilia-Romagna ha diramato una nota ufficiale: «In accordo con i vertici nazionali del movimento, si è proceduto al commissariamento immediato della federazione provinciale di Gioventù Nazionale Parma per motivi di incompatibilità politica. Si procederà quanto prima alla nomina di un commissario». L'annuncio sancisce così la decadenza di Jacopo Tagliati. I vertici della giovanile del partito hanno voluto dare un segnale chiaro e rapido, con la nomina del nuovo commissario prevista a breve, probabilmente nei prossimi giorni.
L'attivismo di Tagliati e la retorica del Circolo
Nonostante la contestazione, il giovane Tagliati si era in precedenza distinto per il suo attivismo. Era collaboratore della rivista di destra “Magnete”, all’Università, e de Il Borghese, dove a dicembre 2023 scriveva, in un articolo intitolato “Essenza della militanza”, a proposito delle idee giovanili: «Insegnare il momento del silenzio e della parola, la sana gerarchia e l’esistenza della meritocrazia, l’innamorarsi di un’idea e del difenderla con le unghie e i denti».
L'attività documentata su Facebook del circolo giovanile comprendeva una contro-affissione di volantini (su volantini di sinistra), la visita alle zone più critiche della città e una critica verso la giunta comunale. Solo venti giorni fa aveva visto la luce “Vittoria” (Vince Omnia Veritas), il giornale del circolo, lanciato con un linguaggio evocativo: «Vittoria è la fiamma che illumina la verità nel buio dei tempi. Qui la parola diventa azione, il pensiero diventa coraggio, e chi osa leggere diventa parte della rivoluzione dello spirito». Una retorica, con il riferimento al “buio dei tempi” da “illuminare”, che richiama a periodi storici passati.
Le indagini in corso
Nel frattempo, Gioventù Nazionale sta lavorando per identificare i giovani protagonisti dei cori, che potrebbero poi essere a loro volta identificati dalle autorità. Secondo le testate parmensi, tra gli esponenti di Gioventù Nazionale vi è un generale riserbo.
La Procura di Parma ha aperto un fascicolo relativo al caso dei cori fascisti nella sede cittadina di Fratelli d’Italia. «Si tratta di un modello 45, non c'è ancora un reato ipotizzato - ha spiegato all’ANSA il procuratore capo Alfonso D’Avino - siamo ancora nella fase esplorativa sulla base delle notizie apprese dalla stampa». Sulla vicenda indaga la Digos della questura di Parma, che dovrà «verificare se il fatto sia vero e accertare se possa trasformarsi in una notizia di reato». In questa fase, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati.





Forse i signori di Parma non lo sanno che il fascismo è incostituzionale e ‘ fuori legge. E quello che più mi preoccupa è che esistono ancora delle associazioni di questo tipo.Vanno tutte chiuse e messi in galera gli attivisti!!!!
Caro Max… altro che chiusura di queste associazioni…si tratta del movimento giovanile del maggior partito di governo, che è anche al momento il più votato in Italia.
Siamo messi così…
“una contro-affissione di volantini (su volantini di sinistra)”
Alla faccia del vittimismo della banda Meloni, e di chi da destra non perde occasione per lamentarsi della mancanza di libertà di espressione e di rispetto del pensiero altrui…
E per gridare allo scandalo se qualcuno dice che dentro FDI ci sono ancora i fascisti.
Unica nota positiva: da quello che si legge la dirigenza pare abbia preso subito dei provvedimenti nei confronti di questi imbecilli…speriamo non sia solo una mossa di facciata.
Si può ovviamente disapprovare senza remore e riserve l’accaduto, nonché biasimarlo e deplorarlo, ma può anche venire da chiedersi se l’essere il tutto successo all’interno di una sede partitica non lo equipari a quanto avviene in una casa privata (salvo che i toni di cori ed inni fossero così elevati da essere sentiti anche all’esterno).
Se infatti valesse tale equiparazione, ma non sta a me il poterlo confermare, dovrebbe allora trattarsi di un fatto interno, per così dire da “risolvere in famiglia”, il che sembra essersi peraltro già verificato col commissariamento, o con altre eventuali provvedimenti che il partito in causa ritenesse di adottare nei confronti degli interessati.
A meno di vedere il fatto come una forma di riorganizzazione del partito fascista, trasgredendo dunque l’art. XII delle disposizioni transitorie e finali della nostra Costituzione (ma mi sembrerebbe una interpretazione abbastanza forzata), o come altra violazione, aspetti che saranno in ogni caso valutati dalle Istituzioni all’uopo preposte.
P.B. 02.11.2025
Mi sembra di aver capito, ma ovviamente posso anche sbagliare sul commento di P.B. che all’interno di un una sede di un partito politico, dove ci si dovrebbe rispettare la costituzione della repubblica, si possa anche eludere la legge art. XII delle disposizioni finali e transitorie della nostra Costituzione.
Questo mi preoccupa e mi indigna perché tutto questo è successo nella sede dell’organizzazione giovanile di FDI, partito di maggioranza che governa il nostro paese.
Se a P. B. sembra una forzatura, personalmente sono insegnato e disgustato.
Il problema è che manifestazioni di questo genere sono sempre Più frequenti, casa paund che si dichiara apertamente fascista fa manifestazioni in strada , e se si prova a fare una contro manifestazione si viene caricati. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che chi ha il potere è dalla loro parte? A me sembra di sì e questo mi preoccupa molto. Non voglio inoltrarmi in discorsi che potrebbero portare a conseguenze gravi per cui lascio a voi pensare a quello che sta succedendo in Italia, ma una cosa tengo a sottolineare: attenzione a quando si andrà a votare!
Suppongo che M.R. conosca bene l’art. XII delle disposizioni finali e transitorie della nostra Costituzione, dove, in modo molto essenziale, si dice che “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, e se per M.R. i cori ed inni in causa avessero semmai a configurarsi come il tentativo di far rinascere il Ventennio, io non mi sentirei “disgustato”, ma abbastanza incredulo, ed anche un po’ stupefatto.
Non so poi se Andrea esprima preoccupazione, stupore o sconforto, quando afferma “siamo messi così …”, di fronte al fatto che Fratelli d’Italia è al momento il partito più votato in Italia, ma non penso che egli consideri tutti i suoi simpatizzanti come nostalgici del Ventennio, perché se così fosse mi sembrerebbe un’ipotesi alquanto paradossale, e piuttosto difficile da condividere (ma soltanto Andrea può dirci come interpretare tali sue parole).
Io credo invece, molto più semplicemente, che il consenso fin qui ottenuto da detto partito possa essere letto come una espressione di fiducia nei confronti della Presidente del Consiglio, vista quale guida politica capace, e in grado di affrontare le criticità con cui la nostra società deve quotidianamente misurarsi, cui si aggiungono le delicate questioni di portata internazionale (e solo col tempo sapremo quale sarà l’andamento di questo consenso).
P.B. 03.11.2025
Mai scritto ne pensato che TUTTI i simpatizzanti del partito FDI siano nostalgici del ventennio, ma ho scritto e penso che esistono all’interno del partito (e anche dei simpatizzanti) sacche residue di persone che non hanno fatto i conti col passato e guardano con simpatia ad un regime violento, illiberale e a mio avviso criminale, portando avanti valori che nulla hanno a che fare con la nostra costituzione.
Direi che i fatti di Parma lo dimostrano inequivocabilmente, come anche le parole del ministro Crosetto che, pur essendo esponente di spicco del partito in questione, non è di sicuro fascista ed ha dimostrato più volte di essere un politico di buon senso.
C’è poi l’aggravante del fatto che trattasi dell’organizzazione giovanile del partito, quindi oltre a farsi domande sull’educazione e sulla cultura di questi ragazzi, ci si pone anche domande sul nostro futuro.
Cordiali saluti
Faccio infine notare a P.B. che l’articolo XII della Costituzione parla, come da lei scritto, di divieto di riorganizzazione SOTTO QUALSIASI FORMA del disciolto partito fascista. Dove “sotto qualsiasi forma” è un concetto a mio avviso fondamentale, e che troppo spesso non viene preso sufficientemente in considerazione.
Due righe più sotto, lei scrive di “tentativo di fare rinascere il ventennio”, che mi paiono due cose completamente diverse.
Confondere in questo modo le acque, cercando di sminuire l’importanza di questo articolo della nostra Costituzione, non credo sia utile ad un dibattito costruttivo.
Di nuovo cordiali saluti.
Si può essere immensamente critici verso i cori ed inni in questione, nonché espandere quanto più si voglia il significato del disposto costituzionale, ma stento francamente a credere che l’episodio possa essere ricondotto ad una forma di riorganizzazione del disciolto partito fascista.
Mi viene altresì di aggiungere che l’evocare in continuazione il pericolo fascista sembra essere un “gridare al lupo” sempre meno credibile, e che produce casomai l’effetto opposto, se stiamo al crescente consenso che pare ottenere il partito Fratelli d’Italia, stando almeno ai sondaggi.
Quanto al “dibattito costruttivo”, non credo spetti a ciascuno di noi lo stabilire quando lo sia o meno il confrontare i rispettivi punti di vista, e lascerei piuttosto a chi legge di decidere a chi dar credito allorché le opinioni sono divergenti, come capita spesso fra me e Andrea (cui va il mio saluto).
P.B. 05.11.2025
Aggiungerei che oltre ad essere immensamente critici verso i cori ed inni in questione, viene soprattutto da essere critici verso le persone che li cantano, le organizzazioni di cui fanno parte, e le sedi di partito che le ospitano.
E una domanda mi sorge spontanea: oltre ad affermare che si può essere critici verso questo genere di comportamenti, sarà P.B. esso stesso critico a sua volta?
No, perché in tutta questa discussione, non mi pare di avere letto nessuna parola di biasimo da parte sua…
Ovviamente, nessuno si senta in obbligo di soddisfare la mia curiosità.
Riguardo infine al dibattito costruttivo o meno, visto che P.B. invoca continuamente la libertà di parola e di espressione, penso che anche in questo caso sarebbe corretto che io possa esprimere la mia opinione (cioè che le sue affermazioni sono a mio avviso fuorvianti e non propedeutiche ad un dibattito costruttivo), senza subire reprimende da parte sua. A meno che la libertà di espressione, da parte sua, sia da intendersi a senso unico.
Rivolgendomi ad Andrea, io credo che il problema non sia affatto il sapere se P.B. o altri siano a loro volta critici verso “questo genere di comportamenti”, bensì e piuttosto l’esprimersi sul margine di autonomia, e discrezionalità, che possiamo avere nell’esporre i nostri punti di vista, e farei innanzitutto distinzione tra le parole e le azioni, posto che per le prime l’art. 21 della nostra Costituzione stabilisce che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
E infatti, venendo al commento di Max Carpineti, laddove dice che “se si prova a fare una contro manifestazione si viene caricati”, a me risulterebbe che ciò sia avvenuto solo nei casi che hanno visto il passare “dalle parole ai fatti”, con comportamenti che sono andati “oltre le righe”, nel senso di contravvenire alle norme vigenti in materia, mentre nessuna “repressione” è stata esercitata verso le parole, ma forse Max Carpineti è già in campagna elettorale, e di riflesso cerca di tirare acqua al proprio mulino (sul piano politico).
Chi si richiama di continuo alla nostra Costituzione dovrebbe tener a mio avviso conto del suo predetto art. 21, che in qualche modo si ispira forse alla celebre massima attribuita all’illustre esponente del settecentesco illuminismo francese, ossia “non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo” (in merito ci sono versioni non identiche, ma il significato non cambia), a meno che vi siano principi applicabili in differente maniera, o in differente dose, a seconda delle circostanze e simpatie politiche.
P.B. 07.11.2025
Anche a proposito dell’articolo 21 della costituzione sarebbe bello sapere come valuta P.B. le azioni dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, che si pregia del fatto di aver compiuto “una contro-affissione di volantini (su volantini di sinistra)”.
Probabilmente anche in questo caso “il problema non sarà affatto il sapere se P.B. o altri siano a loro volta critici verso questo genere di comportamenti”. Atteggiamento bizzarro, dal momento che quando comportamenti discutibili arrivano da parti politiche a lui avverse, P.B. non si astiene dal bombardare gli articoli di redacon con commenti a dir poco critici.
Per poi lamentarsi di chi fa due pesi e due misure…
Caspita ed accipicchia, è simpaticamente fantasioso Andrea allorché, nel suo commento del 7 novembre, vuol far passare chi contesta le sue opinioni come quello che intende tacitarlo e zittirlo, quando sembra essere proprio lui a voler “silenziare” gli altrui canti che non gli risultano graditi, mentre spetterebbe ad altri decidere se siano o meno legittimi (atteso che ci sono indagini in corso, come si legge nell’articolo di Redacon).
Oppure si adonta e risente al punto che l’opporsi ai suoi punti di vista significa “reprimere” la libertà di espressione, il che mi pare capovolgere il mio dire, dal momento che a sostegno del libero manifestarsi del proprio pensiero ho richiamato la celebre massima dell’illuminismo francese, in una con l’art. 21 della nostra Costituzione, ma se Andrea è convinto del contrario sarà chi legge, se crede, a farsi un’idea in proposito.
Circa poi la contro-affissione di volantini, mi sembra fosse un proposito, rimasto verosimilmente tale stando a quanto desumibile dalle righe di Redacon, ma sarei in ogni caso contrario se ciò avvenisse coprendo ed “oscurando” i volantini di sinistra, mentre non vedrei nulla di male se i volantini fossero affissi in altri spazi, e in maniera regolare, perché li configurerei quale forma di contraddittorio tra due differenti visioni delle cose.
P.B. 09.11.2025
Sono ben contento ed orgoglioso di voler tacitare canti che parlano di macelli, manganelli e bombe a mano, fino al punto di stupirmi di chi non lo fa e addirittura glissa nel condannarli.
E mi stupisco anche di chi continua a far finta di non capire per trovare una scusa per non condannare, visto che considero P.B. troppo intelligente per avere dubbi su una frase come “L’attività documentata su Facebook del circolo giovanile comprendeva una contro-affissione di volantini (su volantini di sinistra)”. Credo che, almeno la grammatica, non sia un’opinione.
Cordiali saluti.
Rguardo infine la libertà di espressione e la frase (erroneamente) attribuita a Voltaire, ritengo (pensando di non essere il solo) che ci debbano essere dei limiti e che il diritto in questione non possa essere assoluto.
Il mio pensiero, che non pretendo ovviamente debba essere per forza giusto, è sinteticamente ma efficacemente riassunto in questa pagina:
https://filosoficamentelab.com/sulla-liberta-di-parola-e-il-paradosso-della-tolleranza/
Invito P.B. e chi altro eventualmente scorra queste righe, a leggere e capire senza pregiudizi.
Con questo commento, per la felicità di chi legge e degli amministratori del sito, chiuderei qui la discussione almeno da parte mia.