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Si parla dell'organizzazione scolastica nel comune di Villa Minozzo

Il Sindaco Sassi risponde sulla mozione presentata dal gruppo di minoranza

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Nei giorni scorsi il gruppo consigliare di minoranza “Un avvenire per villa Minozzo” ha presentato una mozione per richiedere la convocazione di un Consiglio comunale aperto sui progetti e interventi relativi alle strutture scolastiche del territorio comunale e la scelta di mantenere anziché chiudere il plesso di Minozzo, scelta intrapresa alcuni anni fa.

Sul tema afferma il Sindaco di Villa Minozzo e Assessore nella Giunta dell’Unione, Elio Ivo Sassi: “Ho comunicato al gruppo di minoranza che per come è attualmente formulata la mozione non può essere ammessa alla trattazione in quanto presenta irregolarità di carattere formale e contenutistico, a partire dalla necessaria chiarezza e correttezza dell’oggetto della mozione, che ora appare formulato in modo generico e in parte improprio: la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto si riferisce a un progetto che, da quanto risulta, è già stato formalmente archiviato dall’Amministrazione. Il Consiglio comunale non può riaprire o modificare procedimenti amministrativi già conclusi, potendo soltanto discutere o richiedere chiarimenti di natura informativa. Sarebbe pertanto opportuno che l’oggetto venisse riformulato in senso conoscitivo, ad esempio “per illustrare le motivazioni della rinuncia al progetto delle Aree Interne”.

Anche il linguaggio utilizzato nella mozione non è conforme al tono istituzionale - continua Sassi -: nel testo sono presenti espressioni di carattere soggettivo e valutativo quali “enfaticamente”, “ragioni esclusivamente campanilistiche”, “impossibile che un’amministrazione accorta”, che non trovano adeguato riscontro in atti o documenti ufficiali. Una mozione consiliare deve attenersi a dati oggettivi e verificabili, evitando giudizi o formulazioni che possano apparire polemiche o accusatorie.

Inoltre ci sono incongruenze di carattere finanziario: si afferma che il progetto elaborato dalla precedente amministrazione sarebbe stato “completamente finanziato” e non avrebbe comportato alcun onere per il Comune, mentre si contesta all’attuale amministrazione di aver motivato la rinuncia per presunti costi economici. Queste due affermazioni risultano contraddittorie e prive di riferimenti documentali. In realtà, i progetti nell’ambito del programma “Aree Interne” prevedono in genere quote di cofinanziamento o spese di manutenzione a carico dell’ente beneficiario, e pertanto sarebbe più corretto richiedere chiarimenti formali sugli effettivi aspetti finanziari piuttosto che affermare la totale gratuità del progetto.

Infine - conclude Sassi - nella mozione rivolge un invito alla partecipazione della “precedente amministrazione”, con riferimento specifico all’ex Sindaco e all’ex Assessore competente, richiedendo loro di “esibire prove” a sostegno delle proprie dichiarazioni. Ciò non è ammissibile in quanto un Consiglio comunale non può convocare o obbligare soggetti privati, che non ricoprono più cariche pubbliche, a presentare documenti o intervenire nel dibattito. Il Consiglio può invece chiedere all’attuale Amministrazione di rendere pubblici gli atti e la documentazione relativi al progetto, comprese le deliberazioni della precedente gestione, ma sempre attraverso gli organi istituzionali competenti. In generale il documento presentato vede una commistione tra valutazioni politiche e competenze amministrative, temi che rientrano nella sfera gestionale o programmatoria della Giunta quali accorpamento scolastico, scelta delle sedi, manutenzioni, adesione a progetti finanziati, non di stretta competenza del Consiglio comunale”.

Sassi evidenzia anche ulteriori carenze formali nella presentazione della mozione, e suggerisce di “riformularla in chiave istituzionale e nel modo corretto”, ma non si sottrae ad alcune risposte ai temi posti dal documento: “Nel merito della questione salvaguardia delle piccole scuole e mantenimento delle pluriclassi, vorrei evidenziare che negli ultimi anni, specie nel post covid, anche grazie a un lavoro di resilienza da parte di docenti e dirigenti scolastici inserito nel patto territoriale del centro di Coordinamento per la qualificazione scolastica, si è andata affermando una controtendenza significativa che vede le piccole scuole dislocate nelle aree interne e l'organizzazione in pluriclassi come laboratori di innovazione didattica, e di riflesso come veicolo e strumento concreto di coesione sociale.

Lo dimostra la sperimentazione della Regione con il finanziamento di un progetto pluriclassi, prima a Ventasso e ormai esteso anche alle altre scuole di crinale della nostra area interna, tra le quali Minozzo e Asta-Case Bagatti. Ad ogni modo non intendo assolutamente sottrarmi al confronto con il gruppo di minoranza, se posto su basi corrette, perché resto fermamente convinto delle scelte intraprese e delle loro reali, forti motivazioni in primis legate alla tenuta sociale del territorio e delle frazioni”.