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venerdì 12 dicembre alle 18, presso la sala pubblica polivalente

A Vetto prende il via il dibattito pubblico sulla diga

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Un passo decisivo per la realizzazione della diga di Vetto, infrastruttura attesa da decenni, si concretizza in Emilia-Romagna con tre importanti novità: l’avvio del dibattito pubblico, la creazione di un tavolo istituzionale e il rafforzamento dell’impegno del Governo per l’avvio dei lavori.

Domani, venerdì 12 dicembre alle ore 18, a Vetto, presso la sala pubblica polivalente di viale Italia 2, si terrà il primo incontro sulle alternative di invaso e sulle opere sinergiche del bacino del torrente Enza.

All’evento parteciperanno il dottor Andrea Pillon, responsabile del dibattito pubblico, il vice sindaco Aronne Ruffini, il commissario straordinario del Governo, Stefano Orlandini, e i responsabili dei Consorzi di Bonifica parmense e dell’Emilia Centrale, tra cui Pietro Torri, RUP del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale.

Durante l’incontro sarà presentato il documento di fattibilità delle alternative progettuali.

Pochi giorni fa è stato inoltra annunciato un tavolo di coordinamento istituzionale, volto a rafforzare la partecipazione dei sindaci all’interno dei percorsi formali già avviati. Faranno parte stabilmente la Provincia e i primi cittadini dei Comuni interessati: Vetto, Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, San Polo d’Enza, Sant’Ilario d’Enza e Ventasso, garantendo il coinvolgimento diretto sia della valle sia dei territori montani a monte del bacino dell’Enza.

L’impegno del Governo si conferma solido: nei giorni scorsi, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è svolta una riunione operativa con il vicepresidente del Consiglio e Ministro Matteo Salvini, il commissario straordinario Stefano Orlandini, il vice Ministro dell’ambiente Vannia Gava e il Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione del MIT Elisabetta Pellegrini.

L’invaso, con capacità prevista di almeno 86 milioni di metri cubi, garantirà approvvigionamento idrico per usi agricoli, civili e industriali e contribuirà alla mitigazione del rischio alluvioni.

Dopo l’approvazione preliminare del Documento di Valutazione delle Alternative Progettuali (DOCFAP), l’avvio del Dibattito Pubblico rappresenta un passo fondamentale.

L’approvazione definitiva del DOCFAP è prevista entro febbraio 2026, consentendo di procedere alla fase autorizzativa finale e all’elaborazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, con l’obiettivo di imprimere un’accelerazione decisiva all’iter e garantire la resilienza idrica della regione.

1 COMMENT

  1. Posso casomai sbagliarmi, anche di parecchio, nell’interpretare l’andamento delle cose, e il loro attuale evolversi, sempre in ordine alla “questione Diga”, ma a me sembra esservi stato un sostanziale punto di svolta al riguardo, ovvero il fatto che la politica ha “rotto gli indugi” optando per l’invaso, qualora realizzabile, e ha giustappunto affidato al Commissario di nomina governativa il compito di verificarne la fattibilità, e in quale forma e posizione.

    Questo significa, perlomeno a mio modesto vedere, che gli incontri o dibattiti pubblici hanno adesso una valenza essenzialmente informativa, non sono cioè rivolti a sondare l’umore della cittadinanza rispetto all’eventualità dell’invaso, come poteva essere nel passato, e chi volesse esprimere contrarietà o riserve nei confronti dell’opera dovrebbe supportarle con motivazioni di tipo tecnico, il che ricade giocoforza nell’ambito degli esperti in materia

    Se si fosse semmai voluto conoscere il parere in proposito di chi risiede nei Comuni dell’alta e media Valle dell’Enza, il tempo non è mancato, nel corso di questi anni, o addirittura decenni, e comunque prima della nomina del Commissario, prima cioè che si entrasse nella odierna fase, che a me pare divenuta operativa, o configurarsi come tale, e lo strumento per farlo poteva ad es. essere un Referendum locale (che credo previsto negli Statuti comunali).

    P.B. 13.12.2025

    • Firma - P.B.