Home Cronaca Il forno Simonazzi entra nel registro delle imprese storiche italiane
Oltre cento anni di passione per il pane

Il forno Simonazzi entra nel registro delle imprese storiche italiane

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Il Forno Pasticceria Simonazzi di Marco Simonazzi & C. S.N.C., a Castelnovo ne’ Monti, è stato recentemente riconosciuto come impresa storica italiana. Con questa iscrizione, salgono a 44 le realtà reggiane presenti nel registro delle imprese storiche Italiane, l’archivio nazionale istituito da Unioncamere per valorizzare le aziende che hanno superato il secolo di attività ininterrotta.

Una storia iniziata in Appennino nei primi anni Venti del Novecento e che oggi continua con la quarta generazione della famiglia Simonazzi.

Fondata da Oliviero Simonazzi nel 1923, l'azienda ha continuato la sua tradizione culinaria attraverso il figlio Enzo, e oggi è guidata da Marco Simonazzi, affiancato da sua figlia Sara.

La qualità delle materie prime, il lievito madre e la lunga lavorazione tradizionale restano ancora oggi i pilastri della produzione, garantendo prodotti che uniscono sapore, autenticità e cura artigianale.

Ripercorriamo la storia del panificio insieme a Marco Simonazzi, tra tradizione, innovazione e oltre un secolo di passione per il pane.

 L’intervista

Cosa rappresenta per voi l’ingresso nel Registro delle Imprese Storiche Italiane dopo oltre cent’anni di attività?
E’un traguardo molto significativo, che ci riempie di orgoglio. Rappresenta il riconoscimento del sacrificio di mio nonno, di mio padre e di tutta la nostra famiglia. È una soddisfazione vedere come la passione e il lavoro di generazioni abbiano permesso di portare avanti un’attività così longeva.

Qesto riconoscimento cambia qualcosa nel modo in cui guardate al futuro del forno?
In realtà il riconoscimento ci fa riflettere, ma non cambia la sostanza del nostro lavoro. Ci sprona a mantenere viva la tradizione e al tempo stesso a innovare, garantendo sempre qualità e attenzione ai prodotti. È un incentivo a continuare sulla strada intrapresa dalle generazioni precedenti, con lo stesso impegno e la stessa cura.

Il forno nasce nel 1923: quali valori della tradizione sono rimasti immutati nel tempo?
I valori che sono rimasti immutati sono la qualità, la passione per l’artigianato e il rispetto per i tempi naturali di lavorazione del pane. Ancora oggi il lievito madre, i riposi lunghi e la manipolazione manuale sono fondamentali. Il pane continua a essere considerato un alimento completo e centrale per la nostra cultura alimentare.

C’è un momento storico particolarmente difficile che l’azienda è riuscita a superare e che ricordate con orgoglio?

La nostra attività ha attraversato diversi periodi storici complessi. Sicuramente la guerra è stato uno dei momenti più duri: mio padre produceva pane sotto le bombe e doveva affrontare la scarsità di zucchero e sale, riuscendo comunque a mantenere aperto il forno e a servire la comunità. Prima della guerra, durante il periodo fascista, c’erano leggi e regole molto rigide sul lavoro, che limitavano gli orari di apertura e richiedevano grande adattamento. Negli anni del dopoguerra, il periodo di austerity ha imposto ulteriori difficoltà: materie prime razionate e mezzi limitati rendevano la produzione complessa, ma siamo riusciti a farcela. Infine, anche recentemente la pandemia di COVID-19 ha rappresentato una sfida importante, con restrizioni e cambiamenti improvvisi nella domanda, che ci hanno costretto a riorganizzare la produzione per garantire il servizio. Tutti questi momenti dimostrano la resilienza e la capacità di adattamento della nostra famiglia e del nostro forno, e sono motivo di grande orgoglio.

Quanto ha inciso il legame con Castelnovo ne’ Monti nella crescita del forno?
E’ stato fondamentale. La nostra attività si è sviluppata inizialmente come punto di riferimento per la comunità locale, portando pane nei paesi di montagna con corriere e sacchi personalizzati per ogni famiglia. Questo contatto diretto con la comunità ha consolidato la nostra reputazione e ha permesso una crescita costante.

Come si riesce a coniugare oggi la tradizione artigianale con le esigenze di una clientela moderna?
Oggi cerchiamo di mantenere la qualità artigianale dei nostri prodotti, rispettando i tempi di lavorazione tradizionali, ma introducendo anche innovazioni che rispondono alle esigenze della clientela moderna. Il nostro pane è sempre fresco, prodotto e panificato nell’arco della giornata secondo la tradizione di famiglia. Questo significa che ogni pagnotta che arriva sulle tavole dei nostri clienti mantiene il gusto, la fragranza e la qualità tipica del forno artigianale.

Per alcuni prodotti, come gnocco, pizza o focaccia, utilizziamo tecniche che permettono di conservarli e trasportarli anche oltre provincia, senza compromettere sapore e qualità. Inoltre, utilizziamo farine selezionate, comprese miscele multicereali.

Come si riesce a coniugare oggi la tradizione artigianale con le esigenze di una clientela moderna?
Oggi cerchiamo di mantenere la qualità artigianale dei nostri prodotti, rispettando i tempi di lavorazione tradizionali, ma introducendo anche innovazioni che rispondono alle esigenze della clientela moderna. Il nostro pane è sempre fresco, prodotto e panificato nell’arco della giornata secondo la tradizione di famiglia. Questo significa che ogni pagnotta che arriva sulle tavole dei nostri clienti mantiene il gusto, la fragranza e la qualità tipica del forno artigianale.

Per alcuni prodotti, come gnocco, pizza o focaccia, utilizziamo tecniche che permettono di conservarli e trasportarli anche oltre provincia, senza compromettere sapore e qualità. Inoltre, selezioniamo farine speciali, comprese miscele multicereali, per offrire varietà e gusto, sempre nel rispetto della nostra tradizione artigianale.

Negli anni avete introdotto innovazioni o nuovi metodi di lavoro mantenendo lo spirito originario?
Sì, abbiamo introdotto macchinari che aiutano nella produzione e camere di lievitazione a temperatura controllata, ma la manipolazione manuale rimane centrale. Anche le farine sono migliorate nel tempo, e siamo riusciti a conciliare innovazione e tradizione senza compromettere il gusto e la qualità del pane.

Quali sono le sfide principali per un’attività artigianale oggi?
La sfida più grande è la mancanza di manodopera qualificata: i giovani non sempre scelgono la professione artigiana. Inoltre, la concorrenza è forte e ci obbliga a mantenere alta la qualità, innovare e gestire i costi. Bisogna stare attenti alle dinamiche del mercato senza perdere la propria identità artigianale.

Negli anni avete introdotto innovazioni o nuovi metodi di lavoro mantenendo lo spirito originario?
Sì, abbiamo introdotto macchinari che aiutano nella produzione e camere di lievitazione a temperatura controllata, ma la manipolazione manuale rimane centrale. Anche le farine sono migliorate nel tempo, e siamo riusciti a conciliare innovazione e tradizione senza compromettere il gusto e la qualità del pane.

Quali sono le sfide principali per un’attività artigianale oggi?
La sfida più grande è la mancanza di manodopera qualificata: i giovani non sempre scelgono la professione artigiana. Inoltre, la concorrenza è forte e ci obbliga a mantenere alta la qualità, innovare e gestire i costi. Bisogna stare attenti alle dinamiche del mercato senza perdere la propria identità artigianale.

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