Home Cronaca Diga sull’Enza, il coordinamento ribatte a Forza Italia
“L’opera è insostenibile. La Regione scelga soluzioni moderne e diffuse”

Diga sull’Enza, il coordinamento ribatte a Forza Italia

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Il Coordinamento per la tutela del torrente Enza interviene dopo le recenti dichiarazioni della sezione reggiana di Forza Italia, riportando il confronto “sui binari della realtà e dell’opportunità economica” lontano, sostengono,  dalla propaganda politica.

Secondo il Coordinamento, definire “ideologica” l’opposizione alla diga è un rovesciamento dei fatti. “La nostra posizione si basa su dati e valutazioni tecniche, non su calcoli elettorali”, affermano. L’opera, ricordano, comporterebbe la “distruzione irreversibile della Val d’Enza”, con l’allagamento di centinaia di ettari di territorio protetto e un impatto significativo sull’equilibrio naturale del corso d’acqua. “Sostenere un intervento così invasivo è una scelta fuori dal tempo”.

Un investimento da oltre mezzo miliardo

Nel mirino anche i costi: mentre Forza Italia parla di “soluzioni”, il Coordinamento accusa il partito di evitare il tema economico. La realizzazione della diga supererebbe infatti il mezzo miliardo di euro. Una cifra “enorme”, che, secondo i comitati, rischia di essere spesa per un’infrastruttura già inadeguata al mutato contesto climatico. “È irresponsabile chiedere alla collettività di finanziare un’opera che potrebbe nascere vecchia”.

Le alternative: interventi diffusi e immediatamente attuabili

Il Coordinamento ribadisce che la sicurezza idrica e la tutela dell’agricoltura, incluso il Parmigiano Reggiano, non dipendono da un unico sbarramento. Le risorse previste per la diga, sostengono, potrebbero finanziare un piano di interventi più rapido, meno impattante e più efficace:

Efficienza irrigua: riparazione dei canali esistenti per ridurre le perdite d’acqua, oggi considerate “inaccettabili”.

Recupero degli invasi montani: utilizzo più efficiente dei bacini già presenti.                Riuso delle acque depurate: investimenti in tecnologie per il recupero delle acque reflue. Soluzioni “praticabili da subito”, senza decenni di cantieri né danni ambientali.

L’appello alla Regione: “Non cedete alle pressioni”

Il Coordinamento si rivolge infine al presidente della Regione Emilia-Romagna chiedendo un confronto “serio e trasparente” e di non cedere “a chi usa il territorio per fini elettorali”. La conclusione è netta: “Non permetteremo che la Val d’Enza venga sacrificata per un’opera insostenibile quando esistono alternative più efficaci per garantire l’approvvigionamento idrico”.

1 COMMENT

  1. Il comitato per la tutela del torr nte Enza , faccia ricorso al Tar se ritiene di aver ragione .
    I propri e collettivi interessi legittimi e diritti , si tutelano a proprio costo di rischio alla soccombenza , nelle aule giudiziarie , con un giudice terzo , non al bar , con manifestazioni inutili ed esternazioni incredibili

    • Firma - Iellamo Thomas