Prende il via il primo intervento per realizzare la pista ciclabile che attraverserà uno dei territori naturalistici più preziosi del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Il progetto mira a sicurezza, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio Unesco.

Un tratto di poco più di due chilometri tra Gatta e le Fonti di Poiano segna l’avvio dei lavori per la ciclopista dei Gessi Triassici. L’intervento, affidato al consorzio Camar e finanziato con il programma ministeriale “Parchi per il clima”, anticipa il secondo lotto di 5,2 chilometri, attualmente in fase di autorizzazione, per un investimento complessivo di oltre un milione di euro.
La nuova pista avrà una larghezza di 2,5 metri e correrà parallela alla strada esistente, separata dalla carreggiata tramite cordoli e fasce verdi. Nei punti più sensibili del percorso, che attraversa fenomeni carsici, grotte e sorgenti tra cui le Fonti di Poiano, saranno adottate soluzioni mirate: asfalto colorato con segnaletica ciclabile vicino alla strada, trattamenti antipolvere nelle aree aperte e passerelle in legno dove la morfologia del terreno lo richiede.
«È un’opera appena iniziata e che vedrà una seconda parte con un successivo cantiere – spiega il presidente del Parco, Giovanelli –. La rinuncia del Comune di Ventasso alla ciclabile al Cerreto ci ha permesso di finanziare anche la seconda tratta sulla Gatta–Pianello. Tra qualche tempo – non so dire se saranno mesi o forse un paio d’anni – avremo l’intero tratto dotato di una ciclopedonale».
Come sottolinea Giovanelli, quella strada non è rettilinea ma è comunque veloce e potenzialmente pericolosa per pedoni e ciclisti. «Per questo realizzeremo a lato un percorso dedicato, largo due metri, con tutti i requisiti previsti. Consentirà un accesso lento e sostenibile a quell’area, destinata a diventare strategica per tutto il territorio dell’Appennino, la Val Secchia e le frazioni circostanti».

Valore culturale e turistico
Il riconoscimento dei Gessi Triassici come patrimonio dell’umanità non produce effetti immediati, ma avrà un impatto prospettico sul territorio. «Dobbiamo immaginare visite organizzate, pullman e comitive – continua Giovanelli – e una strutturazione dell’area, dai parcheggi ai servizi igienici, fino all’accesso non solo motorizzato. Tutto coerente con la natura dell’area e con la possibilità di godere del paesaggio».
L’intero tracciato è stato posizionato sul versante a monte su richiesta della Protezione civile, per ridurre il rischio legato alle piene. L’opera si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione: dalla rinaturalizzazione delle Fonti di Poiano agli interventi su edifici, piazzole e aree ristoro.
Oltre a facilitare gli spostamenti per i residenti, raggiungendo San Bartolomeo e Fora di Cavola, la ciclopista rappresenta una attrattiva turistica e culturale. «Una forma sostenibile di accesso – conclude Giovanelli – potrà essere utile non solo agli abitanti ma anche ai visitatori, valorizzando appieno il territorio e il patrimonio naturalistico e culturale dell’Appennino tosco-emiliano».




Speriamo non faccia la stessa fine della pedonale ciclabile del giro della pietra………un percorso straordinario abbandonato completamente…….al limite della sicurezza anche per chi vorrebbe fare il giro in macchina: asfalto inesistente, segnaletica inesistente, piazzole area sosta una su un anello di 15 km…….se questo è valorizzare il territorio