Sulla vicenda degli insulti e degli attacchi sui social al giudice Francesco Caruso, nel mirino per il suo impegno appassionato nella campagna per il No al referendum del prossimo 22 e 23 marzo nella nostra Provincia, interviene il comitato per il No Appennino reggiano.

«Pur essendo in pensione – affermano dal comitato - il giudice Caruso da alcuni anni si è impegnato attivamente in questi mesi nella campagna per il No a una giustizia non indipendente dal potere politico; ha partecipato a numerosissimi confronti pubblici in provincia, argomentati e motivati dalla lunga esperienza sul campo».
«Solo in Appennino - spiegano - ha partecipato con determinazione a ben tre iniziative nelle ultime settimane a Carpineti, a Casina e a Toano. Nonostante sia stato presidente dei Tribunali di Reggio e Bologna e presidente dell’Alta Corte nel processo Aemilia, riconosciuto come uno degli artefici di uno dei processi più importanti contro la criminalità organizzata al Nord e contro i mandanti della strage di Bologna, si svilisce in maniera vergognosa il suo impegno e la sua lunga storia professionale per i valori fondativi di una giustizia a tutela di tutti i cittadini, a partire dai più deboli».
E aggiungono: «Lascia interdetti come un magistrato che paga la sua onestà e la sua determinazione contro la criminalità con una restrizione delle libertà personali (è ancora sotto scorta) sia infangato in maniera vergognosa in una campagna referendaria che alimenta una cultura del disprezzo, indecente rispetto all’intelligenza e al protagonismo dei cittadini».
«Come Comitato del No Appennino reggiano – concludono i membri -, non solo esprimiamo solidarietà e vicinanza al magistrato Francesco Caruso, ma continuiamo in maniera ancor più determinata e motivata a promuovere le ragioni profonde del No al referendum del 22 e 23 marzo. Una riforma che certamente non rassicurai cittadini nel proprio diritto individuale e collettivo a una giustizia indipendente e imparziale».






Che si sostenga il SI o il NO gli insulti non sono mai ammessi, come successo anche a Bologna in questi giorni.
Oggi chi insulta, o fa di peggio, penso sia facilmente individuabile, va punito; la parola “democrazia” dovrebbe includere il rispetto delle persone che la pensano diversamente.
Un referendum non andrebbe mai politicizzato, ogni cittadino, di destra o di sinistra, dovrebbe trarre le proprie considerazioni personali e recarsi al seggio ed esprimere il suo parere; purtroppo, come spesso avviene in Italia, ci si divide, non per l’oggetto del referendum, ma perchè gli schieramenti partitici si schierano pro o contro, e i risultati li vediamo e li vedremo; se vince il Si sarà una vittoria del Centro Destra, se vince il NO sarà la vittoria del Centro Sinistra; tutto assurdo.
Visto come è andata la campagna referendaria, sotto l’aspetto politico sarà una sconfitta di entrambi.