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Appennino reggiano, un riconoscimento al premio del paesaggio del Consiglio d’Europa

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E’ stato premiato un territorio, l’Appennino reggiano, perché è riuscito a collegare economia, ambiente e cultura, soprattutto attraverso il Parmigiano reggiano, creando un modello di sviluppo sostenibile e identitario.

Si tratta di un riconoscimento importante, ma soprattutto un cambio di prospettiva: il paesaggio non è solo qualcosa da proteggere, ma il risultato vivo del rapporto tra comunità, lavoro e territorio. È proprio questo il cuore del riconoscimento assegnato all’Unione Montana dell’Appennino reggiano nell’ambito del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, consegnato a Roma in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio.

Al centro della candidatura c’è un’idea semplice quanto innovativa: il paesaggio dell’Appennino non è uno sfondo immobile, ma una costruzione collettiva. E uno degli elementi che più contribuisce a modellarlo è la filiera del Parmigiano reggiano di montagna, non solo eccellenza economica ma anche fattore identitario e culturale.

Pascoli, campi coltivati, stalle e caseifici diventano così parti di un sistema che genera valore ambientale, sociale ed estetico. In questa visione, produrre formaggio significa anche prendersi cura del territorio, mantenere vive le tradizioni e costruire un equilibrio sostenibile tra uomo e natura.

La Summer School del Paesaggio della Montagna del Latte

Il progetto, significativamente intitolato “La montagna del latte”, ha tradotto questi principi in azioni concrete. Tra i risultati più rilevanti spicca la Summer School del Paesaggio della Montagna del Latte, giunta alla sua terza edizione (2023, 2024, 2025) nell’ambito del progetto “Laboratorio Appennino” della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI). Un’esperienza che si è consolidata come spazio stabile di formazione, confronto e progettazione, affrontando temi centrali come il rapporto tra paesaggio e sostenibilità, tra paesaggio e comunità e tra paesaggio e modernità.

Accanto alla formazione, il percorso si è arricchito di strumenti operativi e collaborazioni strutturate. Ne sono un esempio le linee guida per l’inserimento nel paesaggio degli edifici e degli impianti produttivi della filiera del Parmigiano reggiano di montagna, promosse dal GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, così come il contributo del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, impegnato nello sviluppo di pratiche innovative per la gestione sostenibile delle colture foraggere nell’ambito del progetto LIFE AgriCOlture, poi riprese nel programma Green Community.

A completare il quadro, il Manifesto per la scuola di paesaggio del Parmigiano reggiano di montagna promosso dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, che rafforza la dimensione culturale e condivisa dell’iniziativa.

Ciò che emerge con forza è l’idea di responsabilità collettiva: il paesaggio non appartiene a qualcuno, ma è il risultato delle scelte di tutti. Renderlo riconoscibile, coerente e vivo significa costruire un futuro in cui sviluppo economico e tutela ambientale non siano in contrapposizione, ma parte dello stesso progetto.

Il sindaco Sassi: «Davvero una grandissima soddisfazione»

«L'attribuzione del Premio del Paesaggio rappresenta il riconoscimento di una visione condivisa: quella di un territorio che ha scelto di porre il paesaggio al centro della propria strategia di sviluppo», afferma il Sindaco di Villa Minozzo e delegato alla montagna della Provincia di Reggio, Elio Ivo Sassi. «E' davvero una grandissima soddisfazione ricevere questo premio, che va in particolare al merito di coloro che si sono impegnati in progetti che dimostrano come l'Appennino non sia sempre un territorio "al traino" di altri più avanzati, ma è invece capace di creare esperienze di eccellenza, come la Summer School. L'approccio che ha portato al premio evidenzia poi che la qualità del paesaggio non è un effetto secondario, ma il risultato di pratiche consapevoli, di un investimento culturale diffuso e di un processo educativo continuo. Il "paesaggio della Montagna del Latte" diventa così non solo un elemento identitario, ma anche un campo di innovazione contemporanea».


Il presidente Ferrari: «Questa è una tappa significativa di un cammino che continua»

«È stata una giornata intensa e significativa, vissuta al Ministero della Cultura insieme al sindaco di Villa Minozzo Elio Sassi, territorio con il quale condividiamo l'esperienza della Summer School, attiva da tre anni nell'ambito della strategia per le aree interne e riconosciuta tra i progetti più rilevanti. Al di là dell'orgoglio per la candidatura al Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa, è emerso il valore di un approccio condiviso, che unisce formazione e partecipazione: la cura del paesaggio non riguarda solo i professionisti, ma coinvolge direttamente i cittadini.

Particolarmente stimolante è stato anche il seminario pomeridiano, con la presentazione della rete dei "paesaggi attivi", uno spazio di confronto tra comunità ed enti locali per promuovere una visione dinamica del paesaggio, legata all'abitare, ai movimenti delle persone e ai concetti di restanza e di sguardo aperto verso altre esperienze e territori. Una premiazione insomma che non ha solo rappresentato un momento di grande orgoglio per l'Appennino reggiano, anche un'importante occasione per condividere a livello nazionale ed europeo un'esperienza che dimostra come le aree interne possano essere laboratori di sostenibilità, innovazione e qualità del paesaggio.

Ringraziamo tutti i partner istituzionali, scientifici e culturali, i produttori, le scuole, i professionisti e i cittadini che hanno contribuito a questo percorso, nella consapevolezza che questo riconoscimento rappresenta non un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un cammino che continua».