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Domani la chiusura della campagna referendaria del No

Il comitato Appennino No: «Sei mesi di impegno sul territorio»

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Riceviamo e pubblichiamo da la società civile dell' Appennino reggiano per il No nel referendum costituzionale. 

Si conclude domani a Reggio Emilia, con la partecipazione all’evento di chiusura che si terrà in piazza Prampolini alle 18:30, la campagna referendaria che ci ha visto impegnati in Appennino a sostegno del No nel referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

Il clima è incendiario e avvelenato, anche a causa degli attacchi personali e sconsiderati sui social, ma non solo, nei confronti di magistrati che svolgono la propria attività con enormi rischi personali. Una sorta di inaccettabile resa dei conti.

L’impegno che abbiamo profuso nel comitato della società civile per il No in Appennino, in questi mesi, ha rappresentato un’importante esperienza di condivisione tra politica, società civile, sindacati e associazioni, con l’obiettivo di restituire potere e consapevolezza ai cittadini, sulla base di scelte critiche e ragionate.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla competenza e alla passione dei relatori intervenuti negli incontri; in particolare, grazie alle esperienze quotidiane riportate dai magistrati in prima linea, che hanno pagato con la rinuncia alla propria libertà personale lo smascheramento di collusioni mafiose e illeciti amministrativi.

Abbiamo organizzato iniziative in quasi tutti i comuni dell’Appennino, in un clima disteso e vivace, incontrando ai banchetti e durante i volantinaggi cittadini desiderosi di restituire dignità al confronto, di tornare a essere protagonisti del dibattito pubblico e di poter contare, al di là delle numerose menzogne mediatiche.

La qualità della democrazia, fedele alla Costituzione, va difesa da tutti. È necessario essere sempre vigili affinché la Costituzione non venga cambiata, ma applicata.

L’impegno del comitato per il No è quello di continuare questa battaglia sul territorio, per garantire legalità e trasparenza, secondo un filo rosso che colleghi un dibattito parlamentare davvero plurale a un confronto autentico nelle nostre comunità.

3 COMMENTS

  1. Nel leggere, sul finale di questo articolo, che “è necessario essere sempre vigili affinché la Costituzione non venga cambiata, ma applicata”, viene automaticamente alla mente il Referendum costituzionale dell’ottobre 2001, che aveva per oggetto la riforma del Titolo V della Costituzione, riforma approvata su iniziativa del centrosinistra dell’epoca e che superò la prova referendaria con una prevalenza dei SI’ con oltre il 60% dei voti.

    Orbene, quella riforma del 2001 voluta dal centrosinistra, e sottoposta a Referendum, prevedeva, da quanto mi risulta, la sostituzione di sette articoli della nostra Costituzione, nonché la modifica di altri due, mentre erano in numero di cinque quelli abrogati, e di fronte a tali cifre come si può leggere qui che adesso occorre invece vigilare per fare in modo che la nostra Costituzione non venga cambiata (una bella contraddizione !!!).

    P.B. 20.03.2026

    • Firma - P.B.
  2. Trovo davvero stucchevole questa modalità da tifo calcistico, dove addirittura si tirano in ballo avvenimenti risalenti a 25 anni fa, nel tentativo patetico di cercare delle contraddizioni per delegittimare il lavoro di un comitato che, come si legge, è perlopiù composto da persone appartenenti alla Società Civile.
    Se dovessimo seguire questa modalità da curva nord, potremmo citare avvenimenti risalenti a tempi ben più recenti, quando la magistratura tanto avversata da questa destra aveva beccato qualcuno che utilizzava i fondi elettorali per acquistare diamanti in Tanzania, ma in quel caso è bastata una pagliacciata con qualche ramazza in mano per cercare di riacquistare credibilità. Anche questa, mi verrebbe da dire, è una bella contraddizione.

    • Firma - Andrea
  3. Vorrei far presente ad Andrea che l’articolo riporta una “esperienza di condivisione tra politica, società civile, sindacati e associazioni”, il che significa, se le parole hanno un senso, che nel Comitato figuravano anche esponenti politici, i quali conoscevano sicuramente gli “avvenimenti risalenti a 25 anni fa”, e dunque potevano informarne anche le altre componenti del Comitato, se queste non ne fossero state casomai al corrente (a meno che qualcuno abbia avuto una momentanea perdita o lacuna di memoria, rispetto al 2001, o eventualmente ritenga che solo ad una parte politica è consentito di modificare la Costituzione).

    P.B. 21.03.2026

    • Firma - P.B.