Ecco sta arrivando Pasqua e io sprofondo un’altra volta nei miei ricordi:
La Pasqua di quando ero bambina, più di ottant’anni fa.
Mi sono affacciata sulla porta, ma un’aria fredda mi ha fatto indietreggiare: “Non sarà mica primavera questa!”
Con questo tempo, mi vien voglia di raccontarvi di allora:
Ecco Pasqua era arrivata, le campane dopo tre giorni di silenzio, suonavano a festa era ora di andare a messa col vestitino nuovo, tutti in quel giorno sfoggiavano qualcosa di nuovo, per dare il benvenuto al Cristo che era resuscitato, ma anche all’inizio della primavera.
Sì il qualcosa di nuovo, si sfoggiava per andare in chiesa, ma anche per far vedere alle amiche che anche tu c’eri, con quel vestitino leggero, forse troppo, per la bella stagione appena iniziata e la mamma che insisteva a coprirti con quel vecchio golfino, fatto ai ferri con lana di pecora riciclata e tu con una mossa di sopportazione, te lo levavi per far vedere il colore primaverile della tua vestina nuova.
Poi con la mano accarezzavi l’uovo sodo tinto di rosso che avevi in tasca, quell’unico uovo, sì unico, in casa eravamo in tanti e i più grandi avevano diritto ad averne quattro o cinque a testa per poi fare “coccino” sul sagrato della chiesa, dopo la “Messa Grande”.
Perciò io e mio fratello Nilo, soltanto uno, che poi lui lo perdeva immediatamente alla prima “cocciata” e dopo veniva a corteggiare me, per avere il mio, che tenevo ben stretto con la mano dentro alla tasca.
La messa cantata a più voci mi affascinava, come mi affascinava l’Onorevole che suonava l’organo accompagnandolo con la sua bella voce calda e forte allo stesso tempo e l’Arciprete con quei paramenti dorati e la fila di chierichetti con le stole bianche orlate da pizzo e la chiesa piena non stavano tuti nei banchi e c’era la navata centrale piena di persone in piedi.
La guerra era finita da poco e la gente forse non era mai stata in chiesa così numerosa come in quel periodo.
Sì c’erano proprio tutti i “Bianchi”, ma anche i “Rossi”, il giorno di Pasqua erano tutti lì, anche quelli che seguivano una politica che diceva loro di non ascoltare i preti.
Forse la storia di (Gesù Cristo) che era risorto da morte dopo tre giorni, affascinava tutti, non solo i veri cristiani come mia madre, credo di non aver mai incontrato nella mia vita, nessuno che credesse nel “Vangelo” come lei.
Si che ne ho frequentate di persone religiose, le suore, l’Azione Cattolica, i preti, si quanti preti ho conosciuto nella mia vita, qualcuno santo, qualcun’ altro uomo che lo faceva come un “mestiere”.
Ora non voglio addentrarmi in questo argomento, anche se a qualcuno farebbe piacere leggerlo.
Sapete ormai, anch’io sto avvicinandomi a grandi passi a quel famoso incontro, che mi raccontava mia madre e devo cercare di fare la “brava”.
Ecco vedete sta arrivando Pasqua, la famosa Pasqua di Resurrezione e noi cosa facciamo?
Continuiamo a fare guerre, a sfoggiare un abito primaverile, a tingere le uova, ora magari non le tingiamo più in casa con le erbe, come si faceva una volta, ma le compriamo già pronte belle rosse. Macchè uova rosse, molto meglio di cioccolato con la sorpresa dentro, magari qualcuna ci troverà dentro un gioiellino o ancor meglio un anellino di fidanzamento che farà battere il cuore di qualche ragazzina.
Forse sarò io che anche invecchiando sono rimasta romantica?
Fate voi, ma vi dirò che io adesso mi rileggerò un pezzo di Vangelo o di Bibbia e accompagnerò Nostro Signore al Calvario aspettando la Sua resurrezione come ogni anno nella mia lunga vita.
Buona Pasqua a tutti, Elda Zannini.



