Il segretario del Partito Democratico di Castelnovo Monti, Paolo Ruffini, e il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell'Unione Montana dell'Appennino Reggiano, Emanuele Ferrari, intervengono per rispondere alle recenti dichiarazioni del coordinatore di Fratelli d'Italia di Castelnovo Monti, Mirco Pizzino, sulla gestione dell'Azienda Speciale Consortile (ASC).

Per Ruffini è anzitutto necessario ricordare il percorso che ha portato alla nascita dell'Azienda Speciale Consortile, definita "uno strumento nato non senza difficoltà e confronto, proprio per affrontare la crescente complessità nella gestione dei servizi culturali, della promozione del territorio e del welfare". Il segretario del PD rivendica “il ruolo svolto dagli amministratori locali, a partire dagli anni Ottanta, nel promuovere forme di gestione associata tra i Comuni dell'Appennino, con l'obiettivo di garantire e rafforzare servizi che i singoli enti avrebbero avuto maggiori difficoltà a sostenere autonomamente”.
Entrando nel merito delle osservazioni avanzate da Pizzino, Ruffini richiama il ruolo del Cinema Teatro Bismantova, definendolo "un presidio culturale fondamentale che, pur vivendo le difficoltà che interessano l'intero settore cinematografico nazionale, continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità. Invito Fratelli d'Italia a porre l'attenzione anche sulle politiche nazionali a sostegno del comparto cinematografico e dello spettacolo che vedono costanti tagli e riduzioni”.
Ampio spazio è dedicato anche alla situazione della Casa Residenza Anziani Don Cavalletti. Ruffini ricorda come “la struttura abbia attraversato anni complessi, segnati anche da difficoltà gestionali: il percorso intrapreso dagli amministratori locali ha consentito di mantenere una governance pubblica della struttura, con risultati incoraggianti sia sul piano economico sia sulla qualità dei servizi offerti. Vorrei evidenziare il lavoro svolto dall'ASC nell'ambito dei servizi rivolti a famiglie, minori e infanzia, ricordando la riorganizzazione dell'Area Famiglie e Infanzia Evolutiva, del Centro Famiglie e altri.
Anche questi servizi - continua Ruffini - hanno dovuto affrontare anni particolarmente delicati anche in seguito alle vicende di Bibbiano, che, a causa di campagne speculatorie e violente vedono compromesso il rapporto di fiducia tra cittadini e servizi sociali. Per questo invito tutte le forze politiche a contribuire alla ricostruzione di quel rapporto e a sostenere la ricerca di maggiori risorse economiche, in particolare per far fronte ai costi delle rette delle strutture accreditate destinate ai minori ed alla non autosufficienza, oggi non più sufficienti”.
Ruffini conclude sottolineando come “le sfide che riguardano la gestione dei servizi sociali e sociosanitari stanno vedendo una collaborazione tra tutti i Comuni dell'Unione. Auspico che il confronto politico non si traduca in contrapposizioni tra territori perché sarebbe soltanto un danno per tutti”.

Sul tema interviene anche il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell'Unione Montana, Emanuele Ferrari, che respinge l'idea di una gestione accentrata dell'Azienda Speciale Consortile da parte del Comune capofila.
"Non c'è alcun governo di uno solo - afferma Ferrari -. Le scelte relative al consiglio d'amministrazione dell'ASC sono state precedute da mesi di confronto, perché il Comune di Castelnovo ha proposto fin da subito di condividere il percorso con tutti gli altri Comuni dell'Unione, senza mai sottolineare una questione di quote o percentuali. Non esiste nei fatti alcuna volontà di esercitare una gestione autoritaria dell'azienda speciale e ricordo come, fino ad oggi, non siano emerse prese di posizione pubbliche da parte degli altri amministratori dell'Unione che confermino le critiche avanzate da Fratelli d'Italia. Per quanto riguarda il ritardo nell'approvazione dei bilanci dell'ASC, la situazione è legata soprattutto a questioni tecniche connesse all'introduzione del "patrimonio destinato" per la gestione della Don Cavalletti, soluzione che prevede una separazione contabile tra la struttura e il resto dell'Azienda Speciale.
Si tratta di un meccanismo complesso - prosegue Ferrari - che rende più articolata la predisposizione dei documenti contabili, ma che nasce dall'esigenza di garantire maggiore trasparenza nella gestione. Proprio per questo è già in corso una riflessione condivisa con il presidente dell'Assemblea dei soci del patrimonio destinato, il sindaco di Carpineti Giuseppe Ruggi, per individuare soluzioni che consentano una più chiara autonomia amministrativa della Don Cavalletti e una più semplice lettura dei rispettivi bilanci”.
Ferrari conferma inoltre che “sono già stati individuati i cinque componenti del nuovo consiglio di amministrazione dell'ASC: la loro nomina sarà formalizzata nella prossima Assemblea dei soci, al termine della quale saranno resi noti anche i nominativi. Vorrei concludere ribadendo che il lavoro dell'Unione e dell'Azienda Speciale è orientato a rafforzare i servizi per il territorio e a costruire opportunità di sviluppo per l'Appennino attraverso il confronto costante con gli enti sovraordinati e con le realtà economiche e sociali. L'ASC è uno strumento fondamentale per costruire le politiche future della montagna".




E’ legittimo che il Segretario PD ricordi “il percorso che ha portato alla nascita dell’Azienda Speciale Consortile”, così come rivendicare “il ruolo svolto dagli amministratori locali, a partire dagli anni Ottanta ….”, ed evidenziare altresì il ruolo svolto dall’ASC, ma è altrettanto legittimo chiedergli perché mai la sinistra abbia optato allora per lo scioglimento della nostra Comunità Montana, ovvero dell’Ente che per anni aveva dato identità all’intero nostro ambito Appenninico, con risultati affatto irrilevanti, al punto che qualcuno vorrebbe attribuire la stessa fisionomia e valenza alla Unione dei Comuni montani (ben sapendo che non sono entità equiparabili).
Dopo di che, può essere condiviso anche il suo auspicio a far fronte comune, sul piano politico locale, allo scopo di ottenere determinati risultati (anche se rispunta sistematicamente l’idea e l’obiettivo di chiedere maggiori risorse al Governo centrale), ma io penso che, secondo la logica della reciprocità, e guardando al bene del Belpaese, dovrebbe rivolgere un eguale auspicio al proprio partito di scala nazionale, che non mi sembra essere granché collaborativo con l’attuale maggioranza di governo, almeno da quanto riesco a capirne (diversamente l’auspicio del Segretario PD rischia di essere a senso unico, e meno credibile).
P.B. 30.06.2026
Mi permetto di entrare nel dibattito su ASC e mi premuro di riportare quanto scritto nelle righe iniziali nel comunicato della minoranza di Carpineti ed il cui comunicato condivido appieno e mi sono permesso di commentare.
«Abbiamo letto con il consueto smarrimento il comunicato congiunto del segretario del PD della montagna Paolo Ruffini e del sindaco di Castelnovo Emanuele Ferrari….”
Da cittadino abitante in alta montagna mi domando se il comunicato firmato dal segretario PD montano e dal sindaco di Castelnuovo Monti doveva fare comprendere QUALCOSA di quanto sta succedendo in ASC credo che nessuno riesca a capacitarsi di quanto affermato nel comunicato congiunto se non che forse in futuro verranno nominati i 5 membri che sembra siano stati individuato. Le domande che voi avete posto e da molto tempo PIZZINO sta facendo il nulla. Io sono a domandare dove finiscono i soldi che i montanari versano e che vanno in ASC, si domanda di incompatibilità per non dire altro e su questo si sorvola, si parla di nomine parentali e su questo nulla si parla di persone che non presentano curriculum e decidono e su questo neanche aria fritta e qualcuno direbbe ed avrebbe voglia di dire CI DIETE O CI FATE. Sicuramente un elettore come me che è distante anni luce da PIZZINO qualche domanda e qualche risposta se la dà.
Ragionando in generale, il costo delle rette per gli ospiti delle Case di Riposo, e i loro famigliari, è problema piuttosto datato anche dalle nostre parti, e che fra l’altro sembra destinato a crescere, talché dal Segretario PD montano mi sarei aspettato che entrasse nel merito della questione (non limitarsi cioè ad elogiare e “celebrare” l’operato del proprio versante politico, nonostante questo possa risultare abbastanza naturale e comprensibile per il suo ruolo).
Tutto lascia supporre che nella sua posizione Egli possa disporre di elementi atti a far comprendere perché le rette siano via via lievitate negli anni, stando almeno a quanto sentiamo dire, e capire altresì se e quali margini possono esservi per contenere i costi di gestione, e di riflesso quello delle rette, ovviamente nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, o se casomai fosse pure il caso di chiedere una qualche revisione dello specifico quadro normativo.
Come quadro normativo intendo quello di scala regionale o nazionale, ammesso e non concesso che possano esservi ragioni per proporne come dicevo una qualche revisione, giustappunto nell’ottica di contenere i costi, e un siffatto eventuale obiettivo potrebbe forse trovare la disponibilità delle varie forze politiche a far fronte comune (diversamente dal lamentare una scarsità di risorse da parte dell’attuale Governo, com’è solita fare la sinistra in tutti i campi o quasi).
P.B. 02.07.2026