Comincia venerdì sera alle ore 18.30 e terminerà domenica 19 luglio, al Castello di Sarzano, “Fiaba libro di sé. Errare narrare immaginare”, il nuovo progetto ideato da Elisa Pellacani con l’Associazione Ilde e il Comune di Casina. Tre giorni dedicati alla creatività come bene comune, tra mostre, laboratori, narrazioni e musica, in un percorso che unisce arte, cura collettiva e immaginazione.
L’iniziativa nasce dall’entusiasmo dell’assessore Alessandro Torri Giorgi e si collega al progetto “Ponte Libro”, avviato grazie alla Fondazione Palazzo Magnani: migliaia di volumi d’arte, un tempo custoditi nei magazzini, diventano ora un’installazione che si “sgretola” man mano che i visitatori sfogliano e portano con sé i libri, trasformando un ingombro in un varco simbolico verso nuovi mondi.
Accanto ai volumi, il programma propone laboratori di incisione, stampa, acquerello e disegno dal vero, oltre a momenti di dialogo che intrecciano neuroscienze, biologia, psichiatria e filosofia. Il Comitato scientifico, coordinato dalla professoressa Paola Damiani (Unimore), guiderà l’incontro “Fantasia, immaginazione, creatività: i linguaggi della conoscenza di sé”, con interventi di Antonio Petrucci, Stefano Mazzacurati e Ciro Ruggerini.
Sabato pomeriggio, alle 17, la fiaba diventa strumento di introspezione con le interpretazioni di Elisa Lolli e le musiche di Nicola Bonacini, mentre Mazzacurati proporrà una sua rilettura della figura del lupo. Il castello matildico sarà aperto con visite guidate sia sabato che domenica, ospitando anche narrazioni dedicate all’autismo del dottor Giovanni Giaroli e il celebre “Il pinguino senza frac”, con la voce di Faustino Stigliani e la musica di Omar Rizzi.
Il programma si arricchisce di performance artistiche, musica itinerante – dalla ghironda di Erio Reverberi al sax di Nanni Villani – e momenti conviviali come il “pranzo del Bianconiglio” e l’“apple spritz” preparato dalle aziende agricole della Comunità Slow Food.
Tra le pagine dei libri d’artista, le narrazioni all’aperto e le sonorizzazioni, “Fiaba libro di sé” diventa un rituale condiviso: un intreccio di linguaggi che unisce oralità e oggetto-libro, spazio fisico e immaginazione. Un segnalibro speciale permetterà ai partecipanti di riascoltare alcune fiabe registrate, portando nella quotidianità la magia di un linguaggio antico e universale. Una festa pensata per adulti e bambini, nella convinzione che, almeno qualche volta, possano parlare la stessa lingua.





