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E si prepara la viabilità alternativa in due fasi

Galleria del Seminario, gli enti locali ai parlamentari: «ANAS rinvii i lavori a settembre»

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La notizia è piombata sul territorio ieri: il cantiere per la riqualificazione e la messa in sicurezza della Galleria del Seminario, lungo la Statale 63, comporterà la chiusura totale del tratto stradale per circa 270 giorni, indicativamente dal 3 agosto 2026 al 30 aprile 2027.

Un investimento da circa 12 milioni di euro da parte di ANAS, fondamentale per l'adeguamento antincendio, che rischia però di paralizzare i collegamenti tra pianura e montagna. Per questo, questa mattina, Provincia, Unione e Comuni dell'Appennino si sono mossi compatti, lanciando un appello ai parlamentari reggiani per slittare l'inizio dei lavori e delineando il piano per la viabilità alternativa.

Perché si parte il 3 agosto e il rifiuto di ANAS di slittare la data

L'avvio del cantiere entro il 7 agosto è imposto da un decreto ministeriale del giugno 2025 sulla sicurezza delle gallerie, che fissa in quella data il termine ultimo non derogabile per l'inizio dei lavori.

Gli enti locali avevano chiesto formalmente ad ANAS di differire l'apertura del cantiere a inizio settembre per due motivi vitali: tutelare il picco della stagione turistica estiva e permettere al Comune di Carpineti di ultimare i lavori di messa in sicurezza di due ponti fondamentali proprio per la viabilità alternativa (la cui fine è prevista a settembre). ANAS, pur confermando che la galleria non è in una condizione di pericolo immediato, ha risposto negativamente, dichiarando di non avere margini di deroga normativa.

L'appello ai parlamentari reggiani

Quindi i sindaci dell'Appennino e la Provincia si rivolgono ora ai parlamentari reggiani di ogni colore politico. L'appello punta a spingere il Governo e il Ministero delle Infrastrutture a individuare una deroga amministrativa o normativa dell'ultimo minuto. L'obiettivo è guadagnare appena venti giorni, posticipando l'avvio a inizio settembre per salvare l'economia agostana della montagna e far partire i cantieri a viabilità alternativa già pronta.

Come cambia la viabilità: la guida per i cittadini

In attesa di capire se l'appello a Roma darà frutti, il coordinamento tecnico ha già predisposto la viabilità alternativa per lavoratori, studenti e imprese. Il piano si dividerà in due fasi distinte:

  • Prima fase, dal 7 agosto ai primi di settembre: Con i ponti del Comune di Carpineti ancora in fase di ultimazione, il traffico verrà deviato su un "bypass ampio" che sfrutterà una rete più larga di strade comunali e provinciali.
  • Seconda fase, da inizio settembre fino alla fine dei lavori a aprile 2027: Conclusi i lavori sui ponti, il traffico si sposterà sul bypass più vicino, coincidente con il tracciato della vecchia strada statale (oggi comunale) tra Carpineti e Casina.

Lo scontro economico: ANAS nega i fondi per le strade alternative

Oltre al danno, rischia di esserci la beffa economica per i bilanci locali. Negli incontri, gli enti montani hanno chiesto ad ANAS di finanziare o realizzare gli interventi di adeguamento e manutenzione sulle strade comunali e provinciali, destinate a essere travolte da una mole di traffico enorme per nove mesi.

ANAS ha tuttavia comunicato la propria totale indisponibilità economica. Le opere per rendere sicuri i percorsi alternativi rischiano così di rimanere interamente a carico dei Comuni e della Provincia, nonostante il cantiere riguardi una strada statale.

«Resta ferma la richiesta ad ANAS e al livello nazionale di assumere la propria parte di responsabilità – concludono gli enti locali –, affiancando il territorio nella gestione delle conseguenze di un cantiere importante, ma dal peso enorme per l'intero Appennino».

3 COMMENTS

  1. Se ANAS è cosi ferma a non voler slittare i lavori nella galleria bisogna trovare una soluzione. NON SI PUÒ lasciare la popolazione , i viaggiatori, i trasportatori ecc. bloccati senza vie alternative.Anche la vecchia statale è chiusa. Ma io dico i signori di ANAS non hanno idea di cosa voglia dire passare da Migliara/Marola con un tir? O fare il giro da Carpineti PantanoCasina? Il problema è che questi se ne fregano altamente loro non devono passare da queste parti. Sono convinto che i cittadini non staranno a guardare con le mani in mano e succederanno dei guai. Grazie ANAS, grazie governo per questa bella situazione!!

    • Firma - Max Carpineti
  2. Davvero interessante questo ulteriore articolo sull’ argomento.
    Come già ho scritto, credo che se gli appelli degli enti locali di competenza, dei parlamentari e di tutti i decisori politici eletti fossero iniziati ai primi di agosto del 2025, quando questa notizia fu diramata, forse e dico forse, oggi non staremmo assistendo al goffo tentativo di spostare l’ inizio lavori a settembre.
    Tutti coloro che dovevano intervenire ed erano informati, mi duole scriverlo, non l’ hanno fatto !
    Anche la ” beffa ” da parte di Anas di NON accollarsi i costi di eventuali percorsi alternativi da sistemare al nuovo bisogno, purtroppo a 15 GG dall’ inizio lavori è una dichiarazione lecita ed oggi, immagino, non modificabile o trattabile.
    I tempi oggi particolarmente stretti dall’ inizio lavori, non giocano a favore della trattativa che ripeto doveva essere iniziata 1 anno fa !
    L’ altra ” perla ” è che anche il ponte della vecchia SS 63 è al momento in fase di rifacimento e fino a settembre ( sperando che i lavori non vadano oltre ) non sarà percorribile.
    Quindi come ho già scritto la nano dx non sa quello che fa la mano sx, Anas e chi si competenza per il rifacimento del ponte della vecchia SS 63 non hanno concordato neppure che i lavori del ponte dovevano essere terminati prima dell’ inizio dei lavori con relativa chiusura della galleria di Marola.
    Nel frattempo gli abitanti ed i villeggianti di Marola per tutto il mese di agosto subiranno il traffico della statale 63 essendo l’ unica via percorribile e non credo saranno proprio entusiasti.
    Auguriamoci peraltro che un bilico ed un pullmann di linea non restino incastrati in un tornante di Marola così da complicare ulteriormente la situazione.
    Quindi non diamo colpe che non ci sono ad Anas, piuttosto chi non ha fatto quello che doveva al momento giusto, oggi si limiti a scusarsi con la collettività e con coloro che subiranno questi inconvenienti che potevano essere evitati.
    Buona estate e buona vita !
    Ciao Vittorio

    • La cosa più logica che i vari amministratori locali avrebbero dovuto fare, invece di chiedere ad Anas soldi per manutenere manufatti non loro – cosa che chiaramente non gli compete e sulla quale possono tranquillamente soprassedere – era quella di dimostrare l’impegno nell’effettuare i lavori nel minor tempo possibile.
      Cose semplici, logiche e facile da richiedere per un sindaco quali:
      – Cronoprogramma delle attività.
      – Numero di turni giornalieri e settimanali previsti
      – Numero di persone previste per svolgere le attività.
      – Piani di mitigazione e riduzione del rischio di slittamento lavori.
      In 9 mesi un paese civile la scava da zero una galleria. in 12 mesi è stato rifatto il ponte Morandi. Non mi sembra che la complessità di rifare una parte di viadotto e mettere in sicurezza una galleria sia della stessa magnitudo da dover richiede 9 mesi.
      Ultima cosa, se i sindaci avessero realmente a cuore il benessere dei cittadini, dovrebbero essere i primi il 14 agosto a verificare la presenza degli operai anas in cantiere, e nel caso di mancata presenza, effettuare un esposto agli organi competenti, chiedendo conto ad ANAS di sospensione servizio di pubblica utilità .
      Sono passi facili e vi sono anche i tempi per poterli percorrere.
      Saluti

      • Firma - Mattia Davoli