L’acqua come memoria viva dell’Appennino reggiano scorre nei racconti degli ospiti della casa di riposo Villa Maria di Casina, protagonisti dell’opera che ha vinto la terza edizione del premio di studio dedicato a Pietro Gambarelli, studioso di storia locale e scultore della pietra scomparso cinque anni fa.

Le operatrici della fondazione che gestisce la struttura, insieme ai volontari della Croce Rossa di Casina, hanno raccolto le testimonianze degli anziani e curato la pubblicazione, ritirando il riconoscimento e un assegno da 1.750 euro destinato al loro ente. La ricerca, ispirata al tema “Le acque dell’Appennino reggiano: storia ed utilizzo”, è stata definita dalla giuria “originale, caratterizzata da una metodologia esemplare e chiaramente descritta”. Il valore aggiunto, sottolineano i commissari, è l’aver trasformato gli ospiti della struttura in veri autori: “Il loro racconto è diventato archivio vivente e memoria storica”.

Accanto all’opera vincitrice, la commissione ha attribuito due ulteriori premi da 500 euro ciascuno. Sono stati segnalati gli studi di Normanna Albertini ed Esterina Fioroni, "La lotta per l’acqua delle donne del Rio Samagna", premiato con un riconoscimento speciale per metodo e contenuti, e quello di Angela Pietranera e James Bragazzi, che hanno realizzato una ricognizione storica e naturalistica sui corsi d’acqua dell’Appennino attraverso testi e fotografie.

Per la sezione riservata alle scuole – alla quarta edizione e dedicata agli “Elementi decorativi delle facciate delle case, con rilievi, fotografie, disegni e una piccola storia del borgo” – il premio da 750 euro è stato assegnato alla scuola primaria di Paullo, che ha presentato un elaborato sul borgo di Bergogno, realizzato dagli studenti con il supporto degli insegnanti.

La cerimonia ufficiale è stata aperta dagli interventi dei familiari di Pietro Gambarelli, i fratelli Enzo e Giuseppe e il figlio Marco, e dei rappresentanti della Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi, sezione di Reggio Emilia: il presidente Giuseppe Adriano Rossi, Gabriele Fabbrici e Giuseppe Giovanelli. Sono intervenuti anche la presidente della Pro loco Bergogno medievale Lucia Barbieri, la delegata del Comune di Casina Monica Sassi e il geologo Amos Vincenzo Merlini. Il coordinamento dei relatori è stato affidato a Eva Barbieri, segretaria della giuria.
La Pro loco ha infine omaggiato la famiglia Gambarelli con un pannello illustrativo dedicato a Pietro, raffigurato accanto a una sua scultura e alla frase: “Il tuo impegno per la storia, l’arte e la comunità di Bergogno rimarrà per sempre”. La serata si è conclusa all’aperto, con un momento conviviale accompagnato da musica.










