Oltre 22mila analisi effettuate in dodici mesi per far fronte alle urgenze notturne: è estremamente positivo il bilancio tracciato dall'Azienda Sanitaria ad un anno dall'introduzione dei sistemi POCT (Point of Care Testing) all'Ospedale Sant'Anna di Castelnovo ne' Monti.
I dati raccolti tra il 15 luglio 2025 e il 15 luglio 2026 confermano l'efficacia della scelta di posizionare questi dispositivi per le analisi diagnostiche d'urgenza direttamente "near-patient" (al letto del paziente).
A guidare l'attività è quasi interamente il Pronto Soccorso, che da solo copre il 99% del lavoro notturno con 22.081 test eseguiti (una media di circa 6 pazienti presi in carico a notte). Tra le analisi più richieste figurano i pannelli di chimica clinica complessa, gli emocromi, la funzionalità renale e la diagnostica cardiocircolatoria. Il restante 1% ha riguardato i reparti di degenza (medicina generale, ortopedia e pediatria) per necessità cliniche acute e selezionate.
Un modello vincente reso possibile dalla sinergia con il laboratorio analisi dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che valida costantemente i referti garantendo massima sicurezza e rapidità.
L'introduzione della tecnologia ha inoltre consentito una riorganizzazione virtuosa: sollevato dai turni notturni grazie all'impiego dei POCT (dopo un percorso formativo che ha coinvolto 45 infermieri e 8 tecnici), il personale tecnico di Castelnovo ha potuto potenziare le attività diurne del laboratorio a beneficio dei cittadini, senza alcuna riduzione dell'organico.
Un'esperienza d'avanguardia per la sanità di montagna che fa da apripista al più ampio progetto di ammodernamento tecnologico in corso nei laboratori della provincia reggiana. Dalla Direzione Aziendale è arrivato un sentito ringraziamento a tutti i professionisti e al personale sanitario per l'impegno e la dedizione dimostrati.






E le liste d’attesa?
E il milione di posti di lavoro?