Non è soltanto il traguardo storico della sessantesima edizione. La Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina, in programma dal 31 luglio al 3 agosto, segna una svolta strategica per il paese e per l'intero Appennino reggiano. Dal cuore della "Città del Formaggio" (titolo conferito lo scorso anno dall'ONAF) parte infatti la rivoluzione turistica guidata dal Consorzio: il lancio ufficiale del progetto "Vivi Parmigiano Reggiano", nato per trasformare il Re dei Formaggi in una vera e propria destinazione esperienziale.
L’obiettivo dell’iniziativa è ambizioso ma chiaro: portare i visitatori diretti nei caseifici dagli attuali 100.000 a 300.000 entro il 2029, mettendo la montagna al centro della scena.

Una Fiera da record tra novità, menù dedicati e il Palio di lunedì 3 agosto
L'edizione numero 60 della Fiera si preannuncia indimenticabile, forte di un'adesione da record: saranno presenti ben 42 caseifici di montagna (più della metà di quelli dell'intero comprensorio), pronti a proporre le loro eccellenze, degustazioni e abbinamenti inediti curati dall'Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano (APR).
Le novità non mancheranno di certo lungo le vie del paese, che si prepara ad animarsi con stand di ogni tipo distribuiti in diverse aree del comune. Anche la ristorazione locale ha risposto con grande entusiasmo: i locali di Casina si sono mobilitati per creare menù interamente dedicati alla Dop, lasciando spazio a sperimentazioni originali come un'inedita torta al Parmigiano Reggiano e amarene.
Il momento più atteso arriverà la sera di lunedì 3 agosto in piazza IV Novembre con la 14ª edizione del Palio "Città di Casina". Sarà una vera e propria sfida al vertice tra i 42 caseifici presenti, chiamati a contendersi il titolo per le migliori forme stagionate 24 e 40 mesi (valide per accedere alla finalissima del Casello d'Oro). A coronare la serata ci penserà poi la 9ª gara di taglio della forma, dove i mastri casari si sfideranno a colpi di coltellino in una spettacolare prova di precisione e manualità.
Casina si appresta così a vivere quattro giorni di festa, ponendosi come apripista per una nuova stagione di valorizzazione in cui cibo, comunità e paesaggio si fondono in un perfetto connubio.
Il sindaco Costi: «Un'opportunità di crescita. A Casina ci stiamo già muovendo»
A raccogliere la sfida è il sindaco di Casina, Stefano Costi, che conferma la centralità del comune e punta i riflettori sulla necessità di potenziare l'offerta ricettiva.
«Accogliamo con grande soddisfazione l'annuncio del presidente Bertinelli — dichiara il primo cittadino —. Dovremo lavorare molto sulle strutture di accoglienza che in montagna scarseggiano, ma a Casina ci stiamo già attrezzando: lunedì sera inaugureremo un nuovo Bed & Breakfast e i due agriturismi più conosciuti del territorio hanno già allargato la loro offerta. Quello che ha detto Bertinelli ci dà grande speranza: il Parmigiano Reggiano ha un valore economico ed è fondamentale per la tenuta sociale e la prevenzione del dissesto idrogeologico; se attraverso di esso si crea un turismo strutturato, ben venga: è l'unica vera possibilità che ha la montagna per crescere».
Bertinelli: "Il formaggio come icona, l'Appennino come un campo da golf"
È il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli, a tracciare la visione di questo cambio di paradigma: superare la semplice vendita del prodotto per trasmettere l'emozione del territorio.
«Il Parmigiano Reggiano è molto di più di un pezzo di formaggio. Perché diventi sempre di più un’icona, i cittadini del mondo hanno bisogno di vivere un’esperienza — spiega Bertinelli —. Quando una persona entra nei nostri caseifici, vede le cattedrali di formaggio, parla con i casari e i produttori di latte, osserva il nostro Appennino tempestato di castelli e con i campi curati che sembrano un campo da golf per via dei foraggi specifici, capisce perché questo formaggio non può essere sostituito da nessun altro. E quando torna a casa e lo ritrova in un supermercato o nel menù di un ristorante, quell’emozione si risveglia».
Per la montagna, il progetto rappresenta un decisivo rilancio: «La bellezza — conclude — si esprime al massimo nei territori montani. "Vivi Parmigiano Reggiano" diventa uno strumento concreto per dare futuro a queste zone: far arrivare visitatori che alloggiano, spendono, fanno trekking o percorsi in bicicletta e a cavallo significa ripopolare l'Appennino di persone, vita e servizi. È una grande sfida d'accoglienza che deve coinvolgere tutti: dai caseifici ai bar, dalle edicole ai ristoranti».





