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LA NOTA STAMPA

Italia Viva Appennino: «La chiusura della Galleria del Seminario richiede una risposta condivisa»

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Nel dibattito sui lavori della Galleria del Seminario, che dovrebbero iniziare il 7 agosto e dureranno 9 mesi, interviene anche Italia Viva Appennino: «L’intervento di riqualificazione lungo la SS63 - si legge nella nota stampa - rappresenta un’opera indubbiamente necessaria per garantire la sicurezza su una delle arterie viarie fondamentali dell’Appennino reggiano. Tuttavia, la prospettiva di nove mesi di chiusura totale costituisce una sfida estremamente complessa per la vita quotidiana del territorio, mettendo a dura prova cittadini, pendolari, imprese, oltre all’intero comparto commerciale e turistico locale. Per questa ragione riteniamo indispensabile che l’avvio e la gestione del cantiere non vengano subiti passivamente, ma vengano accompagnati da un percorso strutturato di confronto e coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti».

«L'obiettivo – prosegue la nota – non deve essere quello di alimentare polemiche strumentali, ma di costruire soluzioni concrete e condivise. Se da un lato i lavori sono indispensabili per la tutela della sicurezza stradale, dall'altro è altrettanto doveroso mettere in atto ogni misura possibile per ridurre al minimo l'impatto sociale ed economico sulle comunità montane».

Per tradurre questa esigenza in azioni concrete, il movimento sollecita l'istituzione immediata di un tavolo permanente di confronto che veda seduti allo stesso tavolo ANAS, Regione Emilia-Romagna, Provincia, Amministrazioni comunali e rappresentanze economiche e sociali. Questo strumento consentirebbe di monitorare con trasparenza il rispetto del cronoprogramma, garantendo al contempo la tempestiva risoluzione delle criticità viabilistiche che inevitabilmente si presenteranno lungo i percorsi alternativi, per i quali si rendono necessari interventi costanti di manutenzione e messa in sicurezza. Parallelamente, si evidenzia la necessità di potenziare i servizi di trasporto pubblico locale e di avviare un dialogo serrato con le categorie economiche, così da individuare adeguate misure di sostegno per le attività maggiormente penalizzate dai lunghi mesi di cantiere.

«L'Appennino ha un bisogno disperato di infrastrutture moderne e sicure, ma necessita altrettanto di istituzioni capaci di fare rete. Da una situazione di emergenza come questa può e deve nascere un metodo di lavoro nuovo, fondato sul dialogo costante, sulla massima trasparenza e su un'attenzione autentica verso le esigenze di chi risiede e lavora quotidianamente in montagna».

Italia Viva Appennino conferma infine la propria piena disponibilità a collaborare con tutti gli enti e le amministrazioni competenti, affinché un intervento strategico per la viabilità appenninica possa concludersi nei tempi stabiliti, salvaguardando al massimo la tenuta economica e la qualità della vita dell'intera comunità.

1 COMMENT

  1. E’ positivo che un partito della sinistra si esprima per dar corso ai lavori, e senza chiedere le dimissioni del Ministro (almeno così mi par di dedurre da questa nota), e quanto al “tavolo permanente di confronto”, mi permetterei di suggerire che tra le “azioni concrete” sia inclusa anche quella (ove non la si intendesse già compresa negli “interventi costanti di manutenzione e messa in sicurezza” di cui qui si dice) del conservare la buona percorribilità di quei tratti della vecchia SS63 configurabili come alternativa alle Gallerie, nelle eventualità che le stesse dovessero rendersi temporaneamente inagibili per l’una o altra causa (ciò deve fare ovviamente i conti con le risorse economiche disponibili, aspetto per niente trascurabile, ma resta comunque forte l’importanza dei collegamenti della nostra montagna con la Città lungo l’asse della SS63).

    P.B. 29.07.2026

    • Firma - P.B.