Riceviamo e pubblichiamo dal coordinatore di Castelnovo ne’ Monti e Carpineti
La chiusura della Galleria del Seminario è diventata il tormentone dell’estate appenninica. E, paradossalmente, il vero nodo non è il cantiere da 12 milioni di euro che Anas sta per aprire, ma la proverbiale disorganizzazione dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano. Un ente che, più che una struttura amministrativa, somiglia sempre più a un condominio litigioso: tre sindaci attenti, quattro che sembrano ignorare cosa accade sopra i 400 metri di altitudine, e un presidente — Emanuele Ferrari — che continua a rappresentare soprattutto sé stesso e le proprie passioni culturali. Lodevole per certi tratti, certo, ma amministrativamente evanescente come una nuvola d’agosto.
Nel frattempo, la montagna aspetta risposte. E noi, che sull’Appennino viviamo e lavoriamo, continuiamo a fare la nostra parte per influenzare gli eventi, anche quando chi dovrebbe amministrare tace o si volta dall’altra parte.
La gestione dell’emergenza: cronaca di un silenzio annunciato.
La storia è semplice, se raccontata senza giri di parole. La Galleria del Seminario è pericolosa: nessun tecnico, nessun amministratore può più assumersi la responsabilità di tenerla aperta. Da qui l’investimento di Anas, che — se l’Unione fosse stata vigile — sarebbe stato noto da oltre un anno.
Contemporaneamente, sulla vecchia statale di via Monte Portola, il Comune di Carpineti sta ultimando i lavori ai ponti. Anche questi comunicati ad Anas da più di otto mesi. Eppure, la mancanza di programmazione ha generato ansie, polemiche e un silenzio assordante da parte dell’Unione, che ha lasciato i cittadini senza una voce istituzionale capace di spiegare cosa stesse accadendo.
I disagi ci saranno, inutile negarlo: dal 7 agosto ai primi di settembre, quando riaprirà via Monte Portola. Ma ciò che stupisce è l’assenza di una presa di posizione del presidente Ferrari, lo stesso che in Consiglio Comunale ha liquidato domande circostanziate sull’ASC Appennino Reggiano con un memorabile: «Se non rispondo è perché non voglio rispondere». Una filosofia amministrativa che, se non fosse reale, sembrerebbe uscita da una commedia degna del teatro Bismantova.
Chi lavora davvero per la montagna.
In questo quadro, un ringraziamento va all’unico amministratore che ha dimostrato di lavorare concretamente per i montanari: il sindaco di Carpineti, Giuseppe Ruggi. Gli altri? Diverse minoranze, preferiscono sognare tra le nuvole. E va bene così: ognuno ha il suo hobby.
Viabilità alternativa: disagi sì, ma non la fine del mondo
I cantieri portano disagi, è inevitabile, soprattutto di questa portata. Ma si può ragionare su soluzioni pratiche. Per i mezzi pesanti e il traffico turistico, il percorso Casina–Cigarello è una valida alternativa: da lì si può proseguire verso Felina costeggiando Carpineti, oppure deviare per la Costa e rientrare sulla statale all’uscita della galleria del Seminario. Per i montanari, la strada di Marola resta la via più intuitiva. Per chi arriva da fuori, senza cartellonistica specifica, sarà più difficile intuire il percorso. Parliamo di 10 minuti in più per i locali e 15 per i turisti. Un’inezia, se confrontata con la sicurezza.
E ricordiamolo: l’ultimo incendio in galleria — con un pulmino di giovani atleti coinvolto — ha sfiorato la tragedia. Quei 12 milioni non sono un capriccio, ma un investimento necessario. Anzi, pensiamola così: qualche attività soffrirà, altre avranno più visibilità. È l’occasione per mostrare un volto diverso dell’Appennino. Un disagio temporaneo può diventare un vantaggio.
Il PD della montagna: tra spettacolo e politica.
infine, una nota di colore. Le polemiche del PD della montagna fanno sorridere: critiche e dimissioni al ministro Salvini per la chiusura della galleria, ma silenzio totale sul caso del vicesindaco di Castelnovo ne’ Monti, Daniele Valentini, con l’incarico da 26 mila euro assegnato direttamente alla fidanzata (oggi moglie).
Silenzio anche sul bilancio dell’ASC Appennino Reggiano, passato da 3,6 milioni a quasi 6 milioni di euro senza un consiglio di amministrazione e con figure protette ma prive delle competenze necessarie come abbiamo ampiamente riportato.
Uno spettacolo più vicino al teatro che alla politica locale. E, purtroppo, senza neanche il comico che fa ridere.
Mirco Pizzino, Coordinatore Fratelli d’Italia Castelnovo ne’ Monti e Carpineti






Fermo restando che gli interventi di manutenzione della galleria sono doverosi e indiscutibili, è la gestione e la programmazione dei lavori che lascia fortemente a desiderare. Come spesso accade, si privilegiano le iniziative a maggiore visibilità elettorale invece di pianificare con serietà ciò che serve davvero al nostro territorio.
Concordo con Pizzino che o lavori dovevano essere coordinati, infatti ho già scritto che la mano dx non sa quello che fa la sx, la riprova è che la chiusura della Galleria del Seminario sarà purtroppo concomitante con la chiusura del vecchio tracciato della SS 63 dato che il rifacimento del tutto necessario del ponte Portola non è ancora ultimato e speriamo davvero tale tratto possa essere percorribile almeno ai primi di settembre come dichiarato da chi di competenza.
Quindi e purtroppo anche il coordinamento diretto fra il comune ed Anas non ha garantito che il ponte Portola fosse ultimato almeno entro il 7 agosto, così da poter garantire anche questa variante ed evitando di avere solo la via che passa da Marola come possibilità per chi viene da Reggio Emilia di andare verso le ns montagne.
Noi che facciano turismo sappiamo quanto sia importante e vitale il turismo del mese di agosto specialmente adesso che, dopo il COVID si è particolarmente affermato il turismo di prossimità.
Vero è che si può passare da Viano e salire da Casa del Merlo, ma per chi viene da RE non è davvero particolarmente agevole come soluzione, e non credo sia un’ inezia come scrive Pizzino.
Inoltre speriamo di vedere al più presto apposite segnaletiche che indicano la prossima chiusura del 7 agosto della galleria e palesano i percorsi alternativi.
Inoltre nessuno si è avventurato a ritenere i lavori necessari un capriccio, tutt’ altro trattandosi di sicurezza devono essere realizzati.
Pizzino inoltre ci informa evidentemente avrà avuto questa informazione di cui io ad esempio non ero infornato, che i lavori valgono 12.000K€, una cifra significativa !
Anas e nessun altro ente locale ha provveduto a rendere pubbliche queste cifre, ne si ha indicazioni del cronoprogramma.
Credo sia lecito chiedere e sapere se i lavori saranno realizzati H24 7 GG su 7 così da accorciare drasticamente i tempi della messa in sicurezza della galleria, sappiano solo che i lavori della galleria la renderanno inutilizzabile per 9 mesi, che è un tempo inaccettabile in un paese evoluto e moderno come dovremmo essere.
Gradiremmo conoscere un po’ di questi ” dettagli ” che magari ci aiuterebbero a capire, perché senza non è facile comprendere queste tempistiche esagerate.
Non serve davvero caro Pizzino cercare oggi i responsabili del non coordinamento, né tantomeno buttare nel mucchio altri argomenti come il don Cavalletti ecc, piuttosto serve spendere energie e tempo per cercare soluzioni che magari ancora possono essere messe in campo.
Saluti Vittorio
Complimenti a Pizzino per un’analisi lucida e coraggiosa. Al di là delle opinioni politiche, il suo articolo pone una domanda che non può essere ignorata: qual è oggi il vero ruolo dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano?
Un ente nato per fare squadra e rappresentare la montagna dovrebbe essere protagonista nei momenti più delicati, non limitarsi ad assistere agli eventi. Se non riesce a coordinare, programmare e dare voce al territorio, è legittimo chiedersi se l’attuale modello sia ancora utile ai cittadini.
La montagna ha bisogno di amministratori presenti e di istituzioni che funzionino.