Mirco Pizzino, coordinatore di Fratelli d’Italia per Castelnovo ne’ Monti e Carpineti, risponde all'intervento del presidente dell'Unione dei Comuni dell'Appennino
Riceviamo e pubblichiamo

C’è un aspetto curioso — e un po’ tenero, se vogliamo — nella risposta del presidente dell’Unione dei Comuni Montani, Emanuele Ferrari, al nostro comunicato sulla chiusura della galleria del Seminario.
Avevamo scritto, con la franchezza che si deve ai cittadini, che “il problema non sono i lavori ma il mancato coordinamento degli amministratori”.
E, con una certa eleganza, il presidente ci ha dato ragione senza dirlo apertamente: “Si tratta di un intervento molto rilevante, non dobbiamo perdere di vista che i lavori vengono eseguiti per aumentare la sicurezza”.
Come dire: sì, avete ragione, ma ricordiamoci che lo facciamo per il bene di tutti.
E noi, da bravi montanari, quando qualcuno dice una cosa giusta, lo riconosciamo. Sulla sicurezza non si discute.
«L’appello ad abbassare i toni: giusto, ma arriva dopo che il fuoco è stato acceso»
Il presidente Ferrari invita ora a stemperare lo scontro politico. Un invito condivisibile, certo. Ma non possiamo dimenticare che nella discussione è entrato a gamba tesa anche il suo partito, il PD della montagna, arrivando addirittura a chiamare in causa il ministro dei trasporti.
Quando si dice “abbassiamo i toni”, sarebbe bene che chi lo afferma fosse il primo a dare l’esempio.
«Il vero problema: ognuno si è sentito solo»
la verità, quella che tutti hanno percepito sulla pelle, è che ognuno si è sentito solo. I pendolari — lasciati a immaginare da soli come cambieranno i loro tempi di percorrenza. Gli imprenditori — preoccupati per consegne, clienti, stagionalità. Le Associazioni artigiane e del commercio — costrette a comunicati accesi perché nessuno le aveva coinvolte. Il sindaco di Carpineti Giuseppe Ruggi— che ha dovuto gestire la questione senza una regia sovracomunale, insieme al Il sindaco di Casina, Stefano Costi — che, con pragmatismo e intelligenza, ha modificato la viabilità del paese per prepararsi all’ondata di traffico che attraverserà un quartiere residenziale non progettato per questo.
Casina sarà la più penalizzata, e questo lo sanno tutti. Eppure, il presidente Emanuele Ferrari, tra l’altro originario proprio di Casina, non ha convocato un tavolo comune per affrontare insieme il problema.
«L’occasione mancata dell’Unione dei Comuni»
Lo abbiamo detto fin dall’inizio: alla prima comunicazione — seppur tardiva — della chiusura della galleria, sarebbe bastato che il presidente dell’Unione avesse fatto ciò che il suo ruolo richiede.
«Riunire. Coordinare. Informare»
Mettere attorno a un tavolo: forze politiche, amministratori, imprenditori, associazioni, cittadini e spiegare, con calma e chiarezza, cosa sarebbe successo e quali misure sarebbero state adottate.
Una cosa semplice, quasi ovvia. La normalità dell’amministrazione pubblica. Quella che ogni amministratore avveduto avrebbe fatto senza neppure pensarci.
Invece, si è preferito lasciare che ognuno affrontasse la questione per conto proprio. Il risultato? Un una grande confusione che non nasce dai lavori, non nasce dalla sicurezza, non nasce dai cittadini. Nasce solo dal disinteresse dell’Unione dei Comuni verso il proprio ruolo di coordinamento.
«E ora?»
Ora che il presidente invita alla calma, noi non possiamo che accogliere l’appello. Ma con la speranza — paterna, sì — che questa vicenda serva da lezione.
Perché la montagna non ha bisogno di grandi proclami. Ha bisogno di qualcuno che, quando arriva un problema, dica semplicemente: “Sediamoci tutti insieme e affrontiamolo.”
Mirco Pizzino, Coordinatore Fratelli d’Italia Castelnovo ne’ Monti e Carpineti





