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Elda racconta: sempre il passato

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Eccomi a voi miei cari lettori, vedete queste giornate cosi calde per me sono insopportabili.

Io sono un’amante dell’inverno e quando c’è, io dò la benvenuta alla neve.

Forse qualche vecchio, ve lo avrà già raccontato, ma fino agli anni settanta e forse di più, qui sotto la Pietra era facile svegliarsi, in un silenzio incredibile, nessun rumore di macchine o carri che passavano per la strada.

Restavi un po’ stupita, ma appena aprivi gli “scuri” della finestra, capivi subito il perché.

La notte aveva nevicato, in grande silenzio la neve aveva ricoperto tutto, i tetti delle case i prati e i campi, tutto taceva sotto al suo manto bianco e continuavano a danzare davanti ai tuoi occhi, ancora mezzo addormentati, questi fiocchi che scendevano silenziosi come tante ballerine di teatro col “tutù” bianco.

Noi abitavamo sempre qui in questo posto costruito sulla terra che mia madre aveva avuto in eredità, ora siamo a “cinque” passi dal paese, ma allora no, la distanza era molta di più e la strada, inghiaiata, per arrivarci, a me sembrava molto più lunga. Io e mio fratello Nilo dovevamo percorrerla, di corsa, eravamo sempre in ritardo, lui con la famosa cartella di cartone a tracolla e io con una cartella di fibra giallo-arancio con un manico di fortuna, che era appartenuto a una valigia e mio fratello Nello l’aveva adattato a questa specie di valigetta, che io ho sempre odiato, a me sarebbe bastato averne una di cartone come avevano tutte le bimbe, a parte le due “signore” della classe che avevano la famosa cartella di pelle.

Lo vedete come siamo cresciuti? Vedendo le differenze fra ricchi e poveri e lì ci si metteva anche la maestra che trattava i ricchi in un modo e i poveri in un altro.

Difatti un giorno mi sono ribellata per un voto diverso, alla figlia di un signorotto “dieci” al mio fatto nello stesso identico modo “nove” allora mi sono fatta coraggio e ho chiesto spiegazione alla maestra e lei mi ha risposto, “Ma lei è la figlia di…” allora ho detto:

“Voglio anch’io lo stesso voto, anch’io sono la figlia di “Bastone”, soprannome che avevano affibbiato a mio padre.

La maestra sorpresa, mi guardò coi suoi occhi indagatori e mi cambiò il voto, ma vedevo che ogni tanto mi dava un’occhiata “chissà cosa pensava dentro di se”.

Dovete sapere che questo modo di impormi non mi ha portato nessun risultato positivo, anzi tutt’altro, ma ora lasciamo perdere, il carattere col tempo si modifica, specialmente quando capisci che non è il modo migliore per ottenere.

Allora lasci il posto a quella timidezza che cercavi di nascondere, per mostrare che tu eri forte e pensavi anche di essere intelligente.

No miei cari, niente è meglio di quello che sei, così semplicemente, come Dio ti ha creato.

Io questo l’ho capito molto presto, ma forse era già un po’ tardi, importante però esserci arrivata e Lo ringrazio tutti i giorni per ciò che mi ha dato.

“Il bene, ma anche il male” Si amici miei anche quest’ultimo ha influito a correggere il mio carattere.

Ora dopo questa confessione, vi saluto tutti e vi auguro una buona estate e non lamentiamoci per il caldo, tanto molto presto arriverà il freddo.

Buone vacanze a tutti Elda